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Arriva il 4G: tanti vantaggi ma poco sfruttabili

13 gennaio 2014


Arriva il 4G: tanti vantaggi ma poco sfruttabili

> Tech Pubblicato il 13 gennaio 2014



In queste settimane avrete notato comparire, sullo schermo dei vostri cellulari, la spia con la scritta “4G” al posto della vecchia scritta “3G”: di cosa si tratta?

Da un po’ di tempo sono comparsi nei vari negozi di telefonia mobile i nuovi dispositivi (cellulari e tablet) col marchio 4G, ma molti ancora non sanno di cosa si tratta. Con la sigla 4G si vuole indicare la tecnologia di quarta generazione per la trasmissione dei dati sulla rete cellulare, detta anche LTE (Long Term Evolution).

Come ogni nuova tecnologia, è molto più performante di quella precedente conosciuta col nome 3G e che, negli anni, ha subito diverse evoluzioni fino allo standard HSPA+, capace di raggiungere in download una velocità massima teorica di 42 Mbps.

Col 4G gli operatori promettono una velocità massima in download pari a circa 100 Mbps, il doppio, quindi, rispetto a prima.

All’atto pratico dovrebbe portare vantaggi per la navigazione su Internet, per il download dei file e soprattutto per la fruizione di contenuti video in HD.

Smartphone e tablet sono dispositivi che ci permettono di usufruire di servizi Web e di postare immagini e video sulle varie piattaforme sociali ovunque ci troviamo. È naturale che con una connessione dati molto veloce tutte queste operazioni si potranno svolgere più rapidamente. Ciò però non vuol dire che il 3G non vada più bene.

Innanzitutto quando si parla di velocità su rete cellulare è molto diverso che farlo per le connessioni domestiche. Un’ADSL di casa da 20 Mbps offre performance superiori rispetto a una connessione 4G perché i dati pubblicizzati dagli operatori di telefonia mobile – per spingere i vari abbonamenti -sono puramente teorici. All’atto pratico, la velocità che si riesce a raggiungere è di molto inferiore, poiché vi sono diversi fattori che incidono negativamente, tra cui la copertura, la congestione della rete, il fatto di essere in movimento e le interferenze che potrebbero esserci.

Il 4G è per ora accessibile solo in alcune città e ci vorrà del tempo perché raggiunga la stessa copertura della rete 3G. Quest’ultima, comunque, continua ad offrire prestazioni adeguate per le attività che si possono svolgere sui dispositivi mobili. Se da un lato è vero che col 4G si possono scaricare file di grosse dimensioni in molto meno tempo, dall’altro è anche vero che, non essendoci abbonamenti completamente flat, come le ADSL di casa, queste opportunità vengono meno e sono per ora un miraggio.

In Italia le tariffe che si possono attivare con i vari operatori di telefonia mobile prevedono delle soglie mensili che difficilmente superano i 10-15 GB. Con un dispositivo 4G, quindi, si scarica molto più velocemente, ma anche più velocemente si consuma il traffico che si ha a disposizione.

Potrebbe bastare la visione di un paio di film in HD per ritrovarsi senza più traffico a disposizione per il resto del mese. Il 4G apre a scenari sicuramente molto interessanti, ma è ancora troppo presto per poterne sfruttare realmente i vantaggi.

Se, quindi, si ha uno smartphone o un tablet dotato di connessione 3G, prima di mandarlo in pensione sostituendolo con uno 4G sarà meglio pensarci bene e valutare se effettivamente si ha bisogno di una connessione più veloce.

Inoltre sarà bene valutare la copertura del segnale nella zona in cui si risiede per evitare di sottoscrivere un abbonamento errato.

A tal proposito può venire in aiuto il sito http://opensignal.com/ che consente di verificare la copertura e le prestazioni per le reti fornite da Tim, Vodafone, Wind e H3G nelle varie aree del nostro Paese, un utile strumento da affiancare alle mappe fornite dagli stessi operatori mobile.

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