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Quanto dura una visura camerale?

27 Marzo 2021 | Autore: GABRIELLA FABIANI
Quanto dura una visura camerale?

La visura camerale non ha validità illimitata ma è circoscritta a determinati limiti temporali espressamente previsti e stabiliti dalla legge.

La visura camerale è un documento informativo che contiene tutte le notizie – anagrafiche, giuridiche, economiche e fiscali – relative alle imprese italiane iscritte al Registro delle imprese presente presso la Camera di Commercio dell’Industria, Artigianato ed Agricoltura della provincia dove si trova la sede dell’impresa o della società. Tale documento risulta essere utile per verificare l’effettiva esistenza o meno di un’impresa, la sua solidità nonché la pubblicità legale degli atti che la riguardano.

Una volta richiesta e ottenuta, è necessario conoscere per quanto tempo la visura camerale conserva validità e fin quando può essere utilizzata. Questo è quello che spiegheremo di seguito mediante la analisi delle norme di legge esistenti circa la durata della visura camerale.

Cos’è una visura camerale?

La visura camerale è un documento informativo che evidenzia tutte le informazioni relative a una determinata impresa italiana, iscritta al Registro Imprese.

La visura camerale può assumere diverse tipologie; nello specifico, si può avere la:

  • visura storica;
  • visura ordinaria;
  • visura in inglese.

La visura camerale storica fornisce una serie di indicazioni circa le attività svolte dall’impresa, a partire dalla data della sua creazione fino al momento in cui è stata richiesta la visura, e le modifiche apportate alla stessa nel corso degli anni.

La visura camerale ordinaria riporta i dati legali attuali dell’impresa contenute nel Registro Imprese (ad esempio la denominazione, la Partita Iva, il codice fiscale, l’indicazione della sede legale, la composizione della compagine sociale, eccetera).

La visura camerale in inglese invece, rappresenta il corrispettivo, redatto in lingua inglese, della visura camerale ordinaria; la stessa, nella maggior parte dei casi, serve alle aziende italiane che operano attività di import-export per rendere nota l’attività svolta alle aziende straniere. Con riferimento a tale ultima tipologia di visura, la possibilità di ottenere una visura camerale in lingua inglese, evitando di ricorrere a una traduzione giurata, costituisce un notevole risparmio in termini di costi e di tempo.

La visura camerale, sia essa ordinaria, storica o in inglese, non ha valore legale di certificazione e non è, pertanto, opponibile ai terzi.

Le visure camerali possono essere richieste da parte di innumerevoli soggetti quali le aziende, i professionisti del settore giuridico ed economico (quali notai e commercialisti) nonché da semplici cittadini.

Fino a quando può essere usata una visura camerale?

La visura camerale non ha una durata illimitata nel tempo ma ha una scadenza predeterminata dalle apposite norme. La legge, a tal proposito, ha previsto, per la visura camerale, una validità di sei mesi che decorrono dalla data di rilascio della stessa, salvo che la legge non preveda un termine superiore [1].

È necessario precisare, però, che durante i sei mesi di efficacia della misura camerale l’impresa può subire delle modifiche.

Nel corso dei sei mesi di validità della visura, l’impresa analizzata può incorrere in una serie di modifiche, più o meno rilevanti, quali il mutamento della denominazione, dei soci, del capitale sociale o della sede legale. Ne deriva che, nonostante la visura camerale abbia una validità pari a sei mesi, può essere necessario rinnovare la stessa per intervenute modifiche sostanziali o meno.

Dove si controlla la data di scadenza della visura camerale?

Al fine di verificare la validità della visura, basterà controllare la data della sua emissione contenuta, in genere, all’ultima pagina del documento.

Nella pagina conclusiva della visura, la data di rilascio dovrebbe essere indicata in corrispondenza della dicitura “data ultimo protocollo”. Prendendo come riferimento tale data, dovranno essere conteggiati i sei mesi successivi in cui la visura manterrà validità.

Nell’ipotesi in cui siano trascorsi più di sei mesi, la visura non è più valida e sarà necessario richiederne una nuova.

Come si ottiene una visura camerale?

Per ottenere una visura camerale occorre recarsi, fisicamente, presso la Camera di Commercio dell’Industria, Artigianato ed Agricoltura della provincia dove si trova la sede dell’azienda oppure accedere al sito del Registro delle Imprese; è possibile, inoltre, richiedere la visura rivolgendosi a operatori professionali che abbiano accesso ai dati camerali [2].

Particolare rilievo assume la possibilità di richiedere la visura camerale telematicamente effettuando l’accesso al servizio fornito dalla Camera di Commercio; in questo modo possono essere richieste diverse tipologie di visure camerali quali la visura Spa, la visura camerale ordinaria per società di persone, la visura camerale ordinaria per impresa individuale, la visura camerale storica per le società di capitali, di persone e imprese individuali e la visura camerale per singole voci.

La camera di commercio offre, inoltre, la possibilità di accedere al sito ufficiale del registro delle imprese, senza effettuare alcuna registrazione, e di consultare, telematicamente, una serie di dati contenuti nell’anagrafe ufficiale delle Imprese italiane.

Per richiedere una visura camerale è necessario conoscere, però, alcuni elementi relativi all’impresa ossia la denominazione, il codice fiscale o la partita IVA della stessa.

Quanto costa una visura camerale?

La richiesta avanzata per ottenere il rilascio di una visura camerale non è gratuita ma ha un costo determinato dalla legge. Questo costo, da pagare contestualmente alla richiesta, varia in base alla tipologia delle informazioni richieste.



Di GABRIELLA FABIANI

note

[1]. Art. 41 co. 1 del D.P.R. 445/2000 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa);

[2] Questi operatori, per poter accedere alle banche dati sulle visure camerali, devono aver stipulato un contratto con InfoCamere.


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