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Quando una multa cade in prescrizione?

27 Dicembre 2020
Quando una multa cade in prescrizione?

Prescrizione multe: dopo quanto tempo decadono? Come far annullare una multa per prescrizione. 

Le multe stradali, come tutti i debiti, hanno una loro prescrizione. Con la prescrizione decade definitivamente il debito e l’automobilista non è più tenuto a pagare la sanzione pecuniaria. Resta pur sempre la sanzione accessoria della decurtazione dei punti dalla patente (che peraltro viene attuata dopo poco tempo dall’elevazione del verbale).

Per stabilire quando una multa cade in prescrizione e quali sono i relativi termini, bisogna innanzitutto partire dalla loro natura giuridica: le sanzioni per violazione del Codice della strada rientrano tra le comuni sanzioni amministrative e di queste hanno la medesima regolamentazione, ivi comprese le norme sulla prescrizione.

Bisogna poi comprendere da quando inizia a decorrere il termine di prescrizione e quando può essere interrotto. Infine, bisognerà spiegare come operano tali regole dopo la notifica della cartella di pagamento, atto che segue l’iscrizione a ruolo della sanzione in caso di omesso pagamento. 

Ma procediamo con ordine e vediamo, più nel dettaglio, quando una multa cade in prescrizione e come fare per annullare il debito.

Quando cadono in prescrizione le multe?

A stabilire quando cadono in prescrizione le multe è l’articolo 209 del Codice della strada. Esso stabilisce che «Il diritto a riscuotere le somme dovute per le violazioni indicate dalla presente legge si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione». Dunque, la prescrizione delle multe stradali è di 5 anni. 

Attenzione a non confondere il termine di prescrizione con quello di decadenza che l’amministrazione deve rispettare per l’invio della contravvenzione. Se infatti questa non viene contestata immediatamente all’automobilista, con la consegna diretta, da parte del verbalizzante, nelle mani del conducente al momento dell’infrazione, la multa deve essere spedita a casa del proprietario dell’auto entro 90 giorni dalla commissione dell’illecito. Conta, a tal fine, la data di spedizione della raccomandata e non quella di consegna.

La multa spedita dopo 90 giorni è nulla ma per non essere pagata è necessario il ricorso al giudice; diversamente, il difetto si sana e la sanzione diventa irrevocabile.

Da quando decorre il termine di prescrizione delle multe

Come dice già l’articolo 209 del Codice della strada, il termine di cinque anni per la prescrizione delle multe decorre dal giorno in cui è stata commessa la violazione. 

Qui, però, i più attenti noteranno un’apparente contraddizione: se è vero che la multa deve essere consegnata entro 90 giorni e che, in caso contrario, è nulla, non c’è ragione di attendere anche i 5 anni per la prescrizione. 

In verità, la notifica della multa è un atto interruttivo della prescrizione: significa che il termine di prescrizione viene “azzerato” e riparte da capo a partire dal giorno dopo il ricevimento del verbale. Dunque, è da questo momento, in realtà, che va calcolato il termine di 5 anni per la prescrizione. Se infatti, nei successivi 60 mesi l’automobilista non riceve alcun altro atto o sollecito, il debito è definitivamente decaduto e non dovrà più versare nulla alla Pubblica Amministrazione.

Come vedremo a breve, anche la notifica della cartella esattoriale è un atto che interrompe la prescrizione (sempre che arrivi prima di cinque anni ovviamente, altrimenti la prescrizione è già compiuta) e fa ripartire da capo il conteggio del termine. 

Come funziona la prescrizione delle multe?

Come detto, la prescrizione delle multe opera dopo 5 anni dall’ultimo atto ricevuto dall’amministrazione. Se in quest’arco di tempo l’amministrazione o l’autorità che ha emesso il verbale non invia alcuna richiesta di pagamento all’automobilista, la multa si prescrive. Diversamente, il termine di prescrizione si interrompe e inizia a decorrere da capo.

Se però l’automobilista presenta ricorso al giudice contro la multa, la prescrizione si sospende per tutto l’arco del giudizio. In verità, all’esito della sentenza, le ipotesi saranno due:

  • se l’automobilista vince il ricorso, il verbale non dovrà più essere pagato per intervenuto annullamento e non già per prescrizione;
  • se l’automobilista perde il ricorso, il titolo di pagamento non sarà più il verbale ma la sentenza di condanna e, in questo caso, la prescrizione è di 10 anni che decorrono dalla pubblicazione della sentenza medesima (ossia dal suo deposito in cancelleria).

Come far valere la prescrizione delle multe?

Se l’automobilista riceve una richiesta di pagamento per una multa mai ricevuta, ha la possibilità di far valere, indipendentemente dalla prescrizione, il difetto di notifica del verbale (che, come detto, doveva invece essere notificato entro 90 giorni dalla sua elevazione), il che consente di vincere il ricorso già solo per questo motivo.

Se l’automobilista riceve il verbale nei 90 giorni e il successivo sollecito di pagamento arriva dopo oltre 5 anni, bisognerà impugnare quest’ultimo per intervenuta prescrizione innanzi al giudice di Pace.

Il più delle volte, però, una volta notificato il verbale non arriva più altro sollecito e l’amministrazione incarica l’agente per la riscossione esattoriale di riscuotere le somme non versate dall’automobilista (non potendolo fare personalmente). 

L’Esattore quindi procede a notificare una cartella esattoriale. Se la cartella esattoriale arriva dopo 5 anni dalla notifica del verbale o dell’ultimo sollecito di pagamento, la richiesta di pagamento è nulla per intervenuta prescrizione. Anche in questo caso, bisognerà rivolgersi al giudice di pace per chiedere l’annullamento dell’atto. Il ricorso va presentato entro 30 giorni dal ricevimento della cartella.

La prescrizione della cartella di pagamento per multa stradale

Una volta notificata la cartella esattoriale, il termine di prescrizione di cinque anni si interrompe e torna a decorrere nuovamente da capo. Questo significa che se l’Esattore, per 5 anni di seguito, non invia all’automobilista alcun sollecito di pagamento, non iscrive un fermo auto né avvia atti di pignoramento, la cartella cade anch’essa in prescrizione.

La prescrizione della cartella di pagamento per multe è, infatti, la medesima prevista per la multa stessa ed è appunto di cinque anni.

Il contribuente non dovrà fare nulla poiché la prescrizione opera automaticamente e non richiede un’apposita dichiarazione del giudice. Se tuttavia dovesse ricevere un ulteriore atto da parte dell’Esattore (ad esempio, un pignoramento o un fermo) dovrà proporre ricorso contro di questo per chiedere l’accertamento della prescrizione e l’annullamento del debito. 

Conviene attendere la prescrizione della multa?

Molta gente non paga le multe convinta di poter sperare prima o poi nella prescrizione. In realtà, è una scelta molto rischiosa. Difatti, dopo la scadenza dei 60 giorni per pagare la multa, l’importo da versare raddoppia e, ogni sei mesi, scattano interessi del 10%. In pochi anni, l’importo cresce enormemente. Questo significa che, se dovessero arrivare la cartella e un fermo auto, sarà molto più difficile correre ai ripari e ripianare il debito. 



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