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Cosa vuol dire quota di riserva disabili?

29 Marzo 2021
Cosa vuol dire quota di riserva disabili?

La legge favorisce l’ingresso nel mercato del lavoro di soggetti particolarmente svantaggiati e dei disabili.

Sei un piccolo imprenditore e, con le nuove risorse assunte di recente, la tua azienda supererà la soglia dei 15 dipendenti. Ti hanno detto che sarai obbligato ad assumere determinate quote di lavoratori disabili o svantaggiati. Vuoi sapere come funziona tale meccanismo.

Sono numerose le norme del nostro ordinamento che mirano a favorire un corretto inserimento dei disabili nella vita politica, sociale ed economica del Paese. Tra le varie misure di sostegno troviamo il collocamento mirato che si traduce nell’obbligo delle aziende di riservare delle quote di riserva ai disabili.

Ma cosa vuol dire quota di riserva disabili? Si tratta di una previsione di legge in base alla quale le aziende, sulla base del numero dei dipendenti addetti, sono obbligate a destinare una quota della forza lavoro ai disabili e ad altre categorie di soggetti a rischio di esclusione dal mercato del lavoro.

Cos’è il collocamento mirato?

Il collocamento mirato è rappresentato da una serie di strumenti tecnici e di supporto che consentono di valutare adeguatamente le persone in base alle loro capacità lavorative al fine di inserirle nel posto di lavoro più adatto con forme di sostegno, analisi del lavoro e soluzioni dei problemi connessi agli ambienti lavorativi [1].

Il collocamento mirato è una delle azioni fondamentali su cui si fonda la politica di inserimento dei disabili nel mercato del lavoro e si traduce nell’obbligo, per i datori di lavoro, di riservare una determinata quota della loro forza lavoro complessiva ai disabili ed ai soggetti caratterizzati dal rischio di esclusione dal mercato del lavoro.

L’entità dell’obbligo assunzionale dei disabili dipende dalle dimensioni aziendali.

Quote di riserva: a chi si applicano?

La legge prevede che siano destinatari delle politiche di collocamento mirato i seguenti soggetti:

  • persone, in età lavorativa, colpite da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e portatori di handicap intellettivo con una riduzione della capacità di lavoro superiore al 45% (ossia dal 46% in poi);
  • persone con invalidità dal lavoro superiore al 33% accertata dall’Inail;
  • persone non vedenti;
  • persone sordomute;
  • persone invalide di guerra;
  • invalidi civili di guerra e invalidi per servizio.

Inoltre, sono previste delle specifiche misure di collocamento obbligatorio anche per soggetti che, pur non presentando menomazioni psico-fisiche, si trovano in particolari situazioni di svantaggio sociale e che presentano un elevato rischio di esclusione dal mercato del lavoro. In particolare, si tratta di [3]:

  • orfani e coniugi superstiti di soggetti deceduti per causa di lavoro, di guerra o di servizio;
  • coniugi e figli di soggetti riconosciuti come grandi invalidi per causa di guerra, di servizio o di lavoro;
  • profughi italiani rimpatriati;
  • orfani e coniugi delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.

Quote di riserva: quanti posti spettano?

Le norme relative al collocamento obbligatorio si applicano ai datori di lavoro che abbiano più di 14 dipendenti. Ciò significa che quando un datore di lavoro raggiunge la soglia dimensionale dei 15 dipendenti, calcolati sulla base del criterio “full time equivalent“, scatta l’obbligo di destinare le quote di riserva ai disabili e alle altre categorie protette dalla legge.

In particolare, i datori di lavoro che impiegano un numero di dipendenti:

  • dai 15 ai 35 devono assumere un disabile;
  • dai 36 ai 50 devono assumere due disabili;
  • oltre i 50 devono riservare il 7% dei posti complessivi ai disabili e l’uno per cento ai familiari degli invalidi e dei profughi rimpatriati.

I datori di lavoro che rientrano nel campo di applicazione del collocamento obbligatorio possono procedere all’assunzione delle categorie protette in modo diretto oppure tramite convenzioni da stipulare con il centro per l’impiego competente per territorio.

Quota di riserva: come calcolare la base di computo?

Per verificare se il datore di lavoro è obbligato o meno ad assumere disabili e categorie protette occorre comprendere come si calcola la base di computo del personale, ossia, quali sono i rapporti di lavoro che concorrono a determinare la soglia dei quindici dipendenti.

Come abbiamo detto, il numero di 15 dipendenti deve essere verificato utilizzando la formula del “full time equivalent” in base alla quale i rapporti di lavoro part-time devono essere computati parametrandoli al tempo pieno (ad esempio, due dipendenti part-time al 50% si contano come un dipendente full time).

Inoltre, vi sono una serie di rapporti di lavoro che non sono computabili nella soglia; tra questi troviamo:

  • lavoratori con contratto a tempo determinato di durata inferiore a sei mesi;
  • disabili;
  • soci di cooperative;
  • dirigenti;
  • lavoratori assunti con contratto di inserimento;
  • lavoratori inviati in missione nell’ambito di un contratto di somministrazione di manodopera;
  • lavoratori assunti per attività da svolgersi all’estero;
  • lavoratori socialmente utili;
  • lavoratori a domicilio;
  • apprendisti;
  • lavoratori con contratto di formazione e lavoro;
  • lavoratori assunti con contratto di reinserimento.

note

[1] L. 68/99.

[2] Art. 1 L. 68/99.

[3] Art. 18 L. 68/99.


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