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Lo sai che? Minore adottabile anche se i genitori hanno superato i problemi di tossicodipendenza

Lo sai che? Pubblicato il 13 gennaio 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 13 gennaio 2014

Un minore può essere dato in adozione se i genitori, pur avendo superato i problemi di alcolismo e tossicodipendenza, risultino ancora carenti dal punto di vista affettivo ed educativo.

Un minore ha il diritto di crescere nella propria famiglia in maniera serena ed equilibrata; la famiglia, pertanto, deve essere il nido protettivo in cui sviluppare la personalità del piccolo.

Questo vuol dire che un genitore che presenti problematiche importanti come l’alcolismo o la tossicodipendenza, agli occhi di un Tribunale non potrà essere considerato idoneo se, pur avendo superato i problemi di dipendenza, risulti comunque non consono al ruolo.

Questo è quanto ha stabilito, pochi giorni fa, la Cassazione [1] con una ordinanza con cui è stata disposta l’adozione di un minore figlio di genitori con problemi di alcolismo e tossicodipendenza. Gli stessi pur avendo registrato dei progressi nel recupero erano comunque risultati inidonei per via di diverse carenze nel ruolo genitoriale.

Dall’altro lato, non tutti i minori inseriti in contesti familiari problematici sono adottabili. L’adozione può essere disposta solo nei casi in cui i genitori risultino non idonei al ruolo genitoriale. Ne discende che la permanenza del minore in un ambiente familiare nocivo può determinare traumi e disadattamenti di un certo rilievo, al punto che solo l’adozione del minore si profila come l’unica soluzione possibile.

Per completezza di ragionamento è il caso di chiarire cosa sia l’adozione di minore e quando essa possa essere disposta.

L’adozione di minorenni è lo strumento volto a dare una nuova famiglia al minore cui manchi in via definitiva il sostegno da parte della famiglia di origine.

L’adozione può essere di tre tipi:

legittimante: cioè quando tra famiglia di origine e minore viene meno ogni legame; il minore, quindi, diventa a tutti gli effetti figlio legittimo di genitori adottivi;

particolare: è prevista solo in determinati casi indicati dalla legge; qui il legame tra il minore e la sua famiglia di origine non viene meno e il minore acquista la posizione di figlio adottivo dell’adottante;

internazionale: è l’adozione legittimante da parte dei genitori italiani, o stranieri residenti in Italia, di un minore straniero.

I presupposti per l’adozione di un minore sono:

1. lo stato di abbandono del minore (cioè quando non abbia assistenza morale e materiale da parte dei genitori o da parte dei parenti entro il quarto grado);

2. la dichiarazione di adottabilità, ossia la dichiarazione emessa dal Tribunale per i minorenni che attesti che il minore, trovandosi in stato di abbandono, può essere adottato;

3. i coniugi devono essere uniti in matrimonio da almeno tre anni e tra loro non deve sussistere e non deve aver avuto luogo negli ultimi tre anni separazione personale neppure di fatto;

4. l’età degli adottanti deve superare di almeno 18 e di non più di 45 anni l’età dell’adottando (in taluni casi è consentita una deroga);

Quale procedura seguire per realizzare l’adozione nazionale?

Il procedimento viene attivato presentando domanda di adozione al Tribunale per i minorenni competente per territorio di residenza. Nel caso di residenti all’estero, il tribunale competente è quello dell’ultimo domicilio o, in mancanza, quello di Roma.

Alcuni Tribunali per i minorenni richiedono che la domanda di adozione sia indirizzata preventivamente ai Servizi socio-assistenziali (ma si tratta di una prassi controversa quindi poco comune).

Come va presentata la domanda?

La domanda può essere presentata in carta semplice o compilando un modulo prestampato.

Il Tribunale prima di esprimersi sulla domanda di adozione deve valutare attentamente:

1. il risultato delle indagini effettuate per la valutazione dell’idoneità dei coniugi;

2. la relazione psico-sociale dei servizi sociali presenti sul territorio che collaborano con il tribunale;

3. la relazione degli organi di Pubblica sicurezza competenti nella zona di residenza dei coniugi che hanno presentato la domanda;

4. la relazione sanitaria realizzata dai dipartimenti di Medicina Legale di Salute Mentale.

Il Tribunale, letti i pareri e la relazione dei Servizi sociali, decide autonomamente (quindi anche in difformità con quanto espresso nelle relazioni raccolte) se considerare i coniugi idonei o non idonei all’ adozione.

Questa fase termina con l’inserimento del fascicolo relativo ai coniugi che hanno presentato domanda in un archivio delle coppie idonee ad adottare. Questo di per sé non ha alcuna rilevanza giuridica, e quindi non dà ai richiedenti alcuna informazione o certezza che la loro domanda avrà un seguito.

Che cos’è l’abbinamento?

L’abbinamento si ha quando il Tribunale, valutato l’interesse prevalente del minore, realizza l’incontro tra minore adottabile e coniugi idonei. Quindi, il Tribunale, dopo aver raccolto tutte le informazioni comunica ai coniugi ritenuti idonei, effettua l’abbinamento con il minore.

A partire da questo momento, cioè da quando vengono a conoscenza della storia del minore e anche delle sue condizioni di salute, i coniugi devono decidere se continuare o meno nel procedimento adottivo.

Qual è invece la procedura per l’adozione internazionale?

Una prima fase della procedura si svolge in Italia. In tale fase si stabilisce se la coppia è idonea; in caso di esito positivo, la coppia darà mandato a un Ente autorizzato a seguire la procedura all’estero.

Dopodiché sarà l’Ente ad occuparsi dell’abbinamento tra il minore e la coppia di genitori.

Infine la coppia si recherà nel Paese ad incontrare il minore che gli è stato abbinato, per poi concludere la procedura con il rientro in Italia della nuova famiglia completa.

Perché un minore sia adottato è necessario che si trovi in stato di abbandono, cioè inserito all’interno di un contesto familiare particolarmente problematico.

Quindi, se i genitori del minore hanno problemi di tossicodipendenza, di alcolismo, di dipendenza dal gioco o altri tipi di dipendenza, il minore può essere dato in adozione se, nonostante i percorsi di recupero dalle dipendenze, i genitori continuino a risultare non idonei al ruolo genitoriale.

note

[1] Cass. ord. n. 341 del 10.01.2014.

Autore immagine: 123rf.com


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