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Cosa serve per l’iscrizione al collocamento mirato?

29 Marzo 2021
Cosa serve per l’iscrizione al collocamento mirato?

Le aziende con più di 14 dipendenti devono riservare determinate quote della forza lavoro ai disabili e ai soggetti svantaggiati.

Hai un grado di invalidità superiore al 46%. Ti hanno detto che hai diritto a far parte delle categorie protette e che, rientrando in tali elenchi, potrai trovare lavoro con maggiore facilità. Vuoi sapere quali documenti devi raccogliere per iscriverti alle categorie protette e come procedere all’iscrizione.

Il collocamento mirato è costituito da tutti gli strumenti messi in campo dalla legge per favorire l’ingresso dei disabili nel mondo del lavoro. I datori di lavoro sono, infatti, obbligati a destinare determinate quote della loro forza lavoro ai disabili.

Ma cosa serve per l’iscrizione al collocamento mirato? Il disabile che voglia usufruire delle agevolazioni previste dalla legge per l’ingresso nel mercato del lavoro deve procurarsi la relativa documentazione e farsi attestare l’invalidità dalla competente commissione istituita presso la Asl.

Cos’è il collocamento mirato?

La legge sulla disabilità [1] ha introdotto il collocamento mirato come strumento per agevolare l’ingresso dei disabili nel mercato del lavoro. Non può sfuggire, infatti, che le persone colpite da menomazioni psico-fisiche hanno maggiori difficoltà degli altri ad essere assunti e, proprio per questo, sono previste delle azioni positive per favorire l’inserimento di tali soggetti nel mercato del lavoro.

Il collocamento mirato, in particolare, si traduce nell’obbligo dei datori di lavoro che abbiano più di 14 dipendenti, da calcolarsi con il meccanismo “full time equivalent“, di riservare delle quote della propria forza lavoro ai disabili e ad altre categorie di soggetti particolarmente svantaggiati.

Chi rientra nelle categorie protette?

Le quote di riserva per i disabili e per le categorie protette riguardano una serie di soggetti individuati dalla legge e in particolare [2]:

  • persone in età lavorativa colpite da minorazioni psicofisiche o sensoriali e portatori di handicap intellettivo con una riduzione della capacità lavorativa a partire dal 46% in poi;
  • persone invalide dal lavoro, con una invalidità superiore al 33% riscontrata dall’Inail;
  • non vedenti;
  • sordomuti;
  • invalidi di guerra;
  • invalidi civili di guerra;
  • invalidi per servizio con menomazioni.

Pur non essendo colpite da menomazioni psicofisiche, inoltre, le seguenti categorie di persone [3] rientrano nelle categorie protette poiché presentano un elevato rischio di esclusione dal mercato del lavoro:

  • orfani e coniugi superstiti di persone decedute per cause di lavoro, di guerra o di servizio;
  • coniugi e figli di persone riconosciute grandi invalidi per causa di guerra, di servizio o di lavoro;
  • profughi italiani rimpatriati;
  • orfani e coniugi delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.

Collocamento mirato: l’attestazione dell’invalidità

Per poter usufruire delle agevolazioni previste dal collocamento mirato e rientrare nella platea dei soggetti che possono essere assunti nell’ambito delle quote di riserva occorre iscriversi al collocamento mirato presso il centro per l’impiego competente per territorio. Prima di fare questo, tuttavia, è necessario ottenere l’accertamento dell’invalidità da parte della Asl, dell’Inps o dell’Inail, a seconda dei casi.

In seno alle Asl, sono state costituite delle apposite commissioni, integrate se necessario con membri dell’Inps o dell’Inail, competenti per il rilascio delle attestazioni di invalidità.

Il disabile deve, quindi, in prima battuta rivolgersi al proprio medico curante che compilerà un modello in via telematica detto certificato introduttivo che attesta l’infermità riscontrata.

Successivamente, utilizzando un codice che gli è stato assegnato, il disabile deve procedere a richiedere la visita per l’accertamento dell’invalidità. La richiesta di visita può essere inoltrata direttamente all’Inps, attraverso il canale telematico dell’Istituto al quale si può accedere con il proprio Pin dispositivo, oppure tramite l’intermediazione di un Caf o di un ente di patronato. Nei 30 giorni successivi alla richiesta, l’Inps convocherà il lavoratore per una visita presso l’Asl di riferimento innanzi alla commissione medica competente.

La commissione, all’esito della visita, rilascerà un verbale con cui viene attestata la percentuale di invalidità e la cosiddetta scheda funzionale in cui vengono individuate le mansioni più idonee per il disabile.

Collocamento mirato: l’iscrizione al Centro per l’Impiego

Una volta ottenuto il verbale di inabilità il disabile deve recarsi al centro per l’impiego per iscriversi al collocamento mirato.

A tal fine, dovrà compilare un modulo nel quale attesta il possesso di determinati requisiti, ovvero:

  • età anagrafica superiore a 15 anni;
  • non essere vicino all’età pensionabile;
  • non essere occupato al lavoro;
  • essere disabile o invalido (a seconda di ciò che è stato attestato dal verbale della commissione medica).

Al modulo dovrà essere allegata la scheda funzionale rilasciata dalla Commissione Asl. Per assolvere agli obblighi assunzionali dei disabili le imprese dovranno assumere personale rientrante in questi specifici elenchi.


note

[1] L. 68/1999.

[2] Art. 1 L. 68/1999.

[3] Art. 18 L. 68/1999.


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