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Isolamento termico: ultime sentenze

27 Settembre 2022
Isolamento termico: ultime sentenze

Opere di coibentazione; condanna all’esecuzione dei lavori di ripristino del soffitto di un appartamento; risarcimento del danno.

Ripartizione lavori di coibentazione del condominio

I lavori per la realizzazione del c.d. ‘cappotto termico’ e l’installazione di un ponteggio strumentale alla sua installazione sono opere finalizzate alla coibentazione dell’immobile condominiale ed al miglioramento della sua efficienza energetica e come tali vanno ricompresi tra le opere destinate al vantaggio comune dei proprietari, inclusi quelli dei locali terranei. Da ciò consegue che se i detti lavori siano stati deliberati dall’assemblea, trova applicazione l’art. 1123 comma 1 c.c., secondo cui le spese vanno ripartite tra tutti i condòmini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno.

Corte appello Ancona sez. VIII, 21/07/2022, n.974

Realizzazione del cappotto termico sulle pareti condominiali

Gli interventi sulle pareti condominiali volti al miglioramento dell’efficienza energetica del fabbricato consistente nella realizzazione di un isolamento termico devono inquadrarsi nell’ambito di applicazione dell’art. 1120 c.c., perché volti “a migliorare la salubrità degli edifici” o “per il contenimento del consumo energetico”. Ne discende che tale opera, ai sensi dell’art. 1120 comma 2 c.c., può essere deliberata, sia in prima che in seconda convocazione, con il voto favorevole della maggioranza dei partecipanti al condominio ed almeno la metà del valore dell’edificio.

Tribunale Firenze sez. II, 16/06/2022, n.1842

Interventi di realizzazione del cappotto termico: sono da qualificare come “manutenzione straordinaria”?

L’art. 119, comma 13 ter, d.l. n. 34/2020, per il principio di gerarchia delle fonti, si sovrappone ed oblitera ogni diversa disposizione contenuta nelle norme comunali di pianificazione e regolamentazione dell’assetto del territorio, seguendone che gli interventi di realizzazione del c.d. cappotto termico sono ope legis classificati come “manutenzione straordinaria” e, corrispondendo a un interesse pubblico connesso al risparmio energetico, devono ritenersi compatibili anche con una disciplina comunale che ne assegni una differente qualificazione.

T.A.R. Brescia, (Lombardia) sez. II, 03/03/2022, n.215

Spese per il cappotto termico: vanno ripartite anche tra i proprietari dei piani interrati?

Le opere, gli impianti o manufatti che, come il c.d. cappotto sovrapposto sui muri esterni dell’edificio, sono finalizzati alla coibentazione del fabbricato in funzione di protezione dagli agenti termici, vanno ricompresi tra quelli destinati al vantaggio comune e goduti dall’intera collettività condominiale (art. 1117, n. 3, c.c.), inclusi i proprietari dei locali interrati, e non sono perciò riconducibili fra quelle parti suscettibili di destinazione al servizio dei condomini in misura diversa, o al godimento di alcuni condomini e non di altri, di cui all’art. 1123, commi 2 e 3, c.c.

Cassazione civile sez. II, 20/04/2021, n.10371

Tutti i condomini sono tenuti a pagare il cappotto termico?

In tema di condominio, la realizzazione di un “cappotto termico” sulle superfici esterne dell’edificio condominiale non rientra tra le innovazioni voluttuarie o gravose di cui all’art. 1121 c.c., né configura una cosa che è destinata a servire i condomini in misura diversa, oppure solo una parte dell’intero fabbricato ma, in quanto finalizzata alla coibentazione dell’edificio condominiale ed al miglioramento della sua efficienza energetica, va ricompresa tra le opere destinate al vantaggio comune dei proprietari, inclusi quelli dei locali terranei; ne consegue che, ove la sua realizzazione sia deliberata dall’assemblea, trova applicazione l’art. 1123, comma 1, c.c. per il quale le spese sono sostenute da tutti i condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno.

Cassazione civile sez. II, 20/04/2021, n.10371

Delibera di realizzazione del cappotto termico: quando è nulla?

È nulla, per lesione del diritto di proprietà dei condomini, la delibera che approva la realizzazione di un cappotto termico nell’edificio condominiale che determina una riduzione della superficie utile, o del piano di calpestìo dei balconi e dei terrazzi di alcuni proprietari. Quindi, prima di approvare i lavori, è necessario condurre uno studio di fattibilità, dal quale potrebbe emergere che gli spessori del cappotto possono diminuire l’area calpestabile di balconi e spazi comuni.

Tribunale Roma sez. V, 16/12/2020, n.17997

Consumi riscaldamento

La Uni 10200 distingue due tipologie di consumi connessi al riscaldamento: volontari ed involontari. I primi prevedono una quota variabile e si riferiscono alle abitudini dei singoli condòmini, che regolano a loro piacimento, (nel rispetto dei limiti di legge), la temperatura dei caloriferi. I consumi involontari, al contrario, non dipendono dalle azioni degli utenti e riguardano soprattutto le dispersioni di calore dell’impianto, ricollegabili alla distribuzione di accumulo. Questi consumi vanno suddivisi in base ai millesimi di riscaldamento calcolati da un tecnico abilitato e tengono conto del fabbisogno energetico delle singole unità immobiliari, ossia della quantità di energia che ogni appartamento dovrebbe idealmente prelevare per mantenere una temperatura interna costante di 20°C durante l’intero periodo in cui è attivo il riscaldamento. Nel calcolare il fabbisogno, il tecnico deve considerare solo le parti comuni ed eventualmente consigliare qualche modifica alle stesse (la realizzazione di un cappotto termico, la coibentazione del tetto, ecc). Sono invece escluse le migliorie che riguardano gli interni delle singole unità immobiliari (sostituzione degli infissi, isolamento delle pareti, ecc), considerati ai fini della redazione della tabella interventi irrilevanti.

Tribunale Brescia sez. III, 08/04/2020, n.723

Grado di isolamento termico

La categoria da attribuire agli immobili, in sede di accertamento catastale, non può prescindere dalla reale utilizzazione del bene. Ciò, oltre che per motivi legati all’obiettività applicativa del procedimento estimativo, anche per motivi di giustizia fiscale. A tal proposito, non è infrequente il caso di immobili accatastati come abitazione, A/2 o A/3, ma utilizzati come uffici o studi professionali, sui quali l’Amministrazione Finanziaria legittimamente interviene e giustamente attribuisce motu proprio la categoria A/10.

In siffatto quadro, occorre valutare le caratteristiche estrinseche ed intrinseche dell’immobile: le caratteristiche estrinseche attengono a valutazioni afferenti i dati posizionali dell’immobile quali, ad esempio, prossimità a centri di particolare interesse e/o importanza sociale o di richiamo di flussi commerciali, salubrità della zona, presenza di parchi o aree attrezzate, concentrazione di fabbriche o industrie inquinanti, efficienza dei servizi tutti, ivi compresi i trasporti e la mobilità in genere. Le caratteristiche intrinseche si identificano in composizione e disposizione degli ambienti interni, presenza di logge o balconi o lastrici solari, stato e caratteristiche dei prospetti esterni, vetustà dell’immobile e relativo grado di manutenzione, orientamento e luminosità, grado di isolamento termico, acustico e stato degli impianti, rispetto delle normative di settore.

Comm. trib. prov.le Milano sez. XIV, 17/04/2019, n.1805

Difettoso isolamento termico del solaio

Non sussiste violazione del principio di corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato qualora, relativamente ad una domanda di condanna all’esecuzione dei lavori di ripristino del soffitto di un appartamento sito all’ultimo piano dell’edificio in condominio, fondata sulla lesione del diritto di proprietà configurata in concreto da pregiudizi cagionati al soffitto dall’umidità, il giudice, a seguito degli accertamenti compiuti dal consulente tecnico, alle precisazioni ed alle istanze formulate dalle parti in corso di causa, pronunzi la condanna all’esecuzione dei lavori necessari per eliminare l’umidità determinata non dalle infiltrazioni di acqua provenienti dal solaio di copertura, ma dalla condensa connessa al difettoso isolamento termico del solaio.

Cassazione civile sez. VI, 28/06/2017, n.16252

Sottotetto: la funzione di isolamento termico

Risultando evidente la funzione di mero isolamento termico, e non abitativa, del sottotetto in parola, nonché la inaccessibilità dello stesso per tutti gli altri condòmini, essendo raggiungibile esclusivamente tramite una botola posta nella proprietà esclusiva di parte convenuta, resta condivisibile, e va dunque confermata, la suddetta prognosi del primo Giudice, in ordine alla proprietà individuale del manufatto di cui è causa.

Corte appello Milano sez. III, 04/05/2017, n.1866

Edificio: il sistema di isolamento termico

Il generalizzato ammaloramento dell’intonaco, che ha interessato tre facciate (essendo peraltro l’edificio in parziale aderenza con un altro) sicuramente ha costituito un pregiudizio per la conservazione dell’edificio e il normale godimento del fabbricato, non solo in quanto ha riguardato un elemento che protegge le strutture portanti dell’edificio ed è per sua natura destinato a durare nel tempo; ma che nello specifico faceva parte del “c.d. cappotto” e quindi contribuiva unitamente alle altri componenti alla efficienza di tale sistema di isolamento termico di cui costituiva lo strato esterno.

Corte appello Brescia sez. I, 22/02/2017, n.272

Coibentazione finalizzata al maggior isolamento termico

Ai sensi dell’art. 11 del d.lgs. n. 115 del 2008 può parlarsi di riqualificazione energetica di edifici esistenti solo se venga certificata una riduzione del 10% dei limiti di trasmittanza. In difetto di tale certificazione, la deroga alla regola della distanza minima di 10 metri tra due edifici non può essere giustificata dal maggior spessore delle pareti derivato dalla coibentazione finalizzata al maggior isolamento termico.

T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. III, 20/09/2016, n.1374

Esigenze di isolamento termico

Il Comune, in sede di preavviso di diniego e poi di rigetto definitivo della domanda di concessione in sanatoria ha esaustivamente motivato riguardo all’inapplicabilità della normativa di deroga all’indice di cubatura quale incentivo all’adozione di tecniche costruttive improntate al risparmio energetico. Una volta accertato l’inapplicabilità di tale disciplina, è chiaro che non vi era più alcun obbligo per il Comune di argomentare sulla conseguente irrilevanza delle esigenze d’isolamento termico invocate dalla ricorrente.

Diversamente, ove si ritenesse che l’Amministrazione, per non incorrere in un difetto di motivazione, fosse obbligata a prendere specifica posizione su ogni argomento del privato, anche se palesemente irrilevante, si costringerebbe l’Amministrazione a violare i principi di efficienza e celerità, anch’essi rinvenibili nell’art. 97 Cost.

T.A.R. Bolzano, (Trentino-Alto Adige) sez. I, 20/11/2015, n.354

Gravi difetti dell’opera

I gravi difetti dell’opera, oggetto della garanzia di cui all’art. 1669 c.c., ricorrono anche se non si producono fenomeni tali da influire sulla stabilità della costruzione e consistono in qualsiasi alterazione, conseguente ad un’insoddisfacente realizzazione dell’opera, che, pur non riguardando le sue parti essenziali, ne compromettono la conservazione, limitandone sensibilmente il godimento o diminuendone in maniera rilevante il valore (nella specie, la Corte ha ritenuto che rientrassero nella disciplina di cui all’art. 1669 c.c. anche i difetti all’intonaco, il quale, staccandosi, andava ad incidere sull’impermeabilizzazione e sull’isolamento termico dell’edificio).

Cassazione civile sez. II, 09/12/2013, n.27433

Canna fumaria: i requisiti di isolamento termico

Perché possa parlarsi di causa sopravvenuta idonea a escludere il rapporto di causalità si deve trattare di un percorso causale ricollegato all’azione (o omissione) dell’agente ma completamente atipico, di carattere assolutamente anomalo ed eccezionale; di un evento che non si verifica se non in casi del tutto imprevedibili a seguito della causa presupposta (cassata, nella specie, la sentenza di assoluzione emessa nei confronti dell’imputato accusato di aver cagionato un incendio, avendo realizzato una canna fumaria priva dei richiesti requisiti di isolamento termico che, a contatto con materiali infiammabili, aveva generato l’incendio; secondo i giudici di merito, l’evento dannoso era riconducibile all’improvvido intervento di altro soggetto che, successivamente, aveva costruito attorno alla canna fumaria una “gabbia” in muratura, la quale aveva prodotto un surriscaldamento da cui era scaturito l’incendio.

La Corte ha cassato tale decisione, atteso che la sentenza impugnata aveva ritenuto sufficiente un contributo causale successivo per escludere la rilevanza causale della precedente condotta colposa).

Cassazione penale sez. IV, 13/06/2013, n.28960

Domanda di risarcimento dei danni

In materia di danni verificatisi in regime condominiale, la domanda di risarcimento dei danni avanzata dal proprietario dell’immobile per danneggiamento da infiltrazioni di acqua non può essere accolta allorquando la responsabilità delle muffe e delle tracce di umidità sia da ricondurre alla condotta del condomino che, trasformando i locali, da soffitta in civile abitazione, abbia causato fenomeni di condensa dovuti alla mancanza di isolamento termico della copertura, di idoneo isolamento termico delle pareti nonché alla mancanza di areazione dei locali che, nella loro pregressa destinazione non richiedevano gli stessi accorgimenti di un locale abitato.

Corte appello Firenze sez. II, 28/02/2013, n.369

Isolamento termico degli edifici

È incostituzionale l’art. 9 commi 6 e 7 (recte, comma 4, alinea 6 e 7), l. prov. Bolzano 21 giugno 2011 n. 4, nel testo modificato dall’art. 26, comma 3, l. prov. Bolzano 21 dicembre 2011 n. 15, nella parte in cui prevede, ai fini dell’isolamento termico degli edifici e dell’utilizzo dell’energia solare, la possibilità di derogare alle distanze tra edifici, alle altezze degli edifici ed alle distanze dai confini previste nel piano urbanistico comunale o nel piano di attuazione, nel rispetto delle distanze prescritte dal codice civile.

Corte Costituzionale, 10/05/2012, n.114

Isolamento termico e volume tecnico

Ben può considerarsi “volume tecnico” l’innalzamento del sottotetto, non autonomamente fruibile, giustificato da mere ragioni di isolamento termico (e quindi da esigenze funzionali della costruzione).

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VII, 12/07/2012, n.3380

Miglioramento dell’isolamento termico

Le norme del d.m. 27 luglio 2005, che prevedono lo scorporo delle strutture idonee a migliorare l’isolamento termico dal calcolo della superficie utile degli immobili e dal calcolo dei volumi massimi, sono immediatamente applicabili, anche in assenza dell’adeguamento degli strumenti urbanistici comunali.

T.A.R. Cagliari, (Sardegna) sez. II, 17/03/2010, n.314

Cattivo stato di coibentazione del sottotetto

Appurato il cattivo stato di coibentazione del sottotetto comune dello stabile condominiale, di tale mancato isolamento della copertura risponde, in quanto custode ex art. 2051 c.c., il condominio al quale incombe l’obbligo di adottare tutte le misure necessarie affinché le cose comuni non rechino pregiudizio alcuno e di rimuovere le cause del danno arrecato alle porzioni di proprietà esclusiva di uno dei condomini, salva la prova del fortuito.

(Fattispecie nella quale, a causa dell’insufficiente isolamento termico del sottotetto, un condomino lamentava la presenza al proprio appartamento di temperature elevatissime durante il periodo estivo e rilevanti abbassamenti delle stesse durante il periodo invernale).

Tribunale Milano sez. XIII, 11/05/2009, n.6256

Opere di coibentazione e isolamento termico dell’immobile

In caso di opere di coibentazione, volte ad incrementare l’isolamento termico dell’immobile, l’art. 2, l.r. Puglia n. 23 del 1998 consente la loro non computazione ai fini edilizi; tuttavia, la norma consente di scomputare solo lo spessore isolante e non l’intera copertura.

Consiglio di Stato sez. IV, 12/03/2007, n.1203



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