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Se cade un albero di un privato: chi paga?

27 Dicembre 2020
Se cade un albero di un privato: chi paga?

La legge prevede la responsabilità del proprietario per le cose sottoposte alla sua custodia.

Hai parcheggiato la tua autovettura su un viale, al confine con un giardino privato. Un albero è caduto sulla tua automobile distruggendola. Ti chiedi di chi è la responsabilità e contro chi puoi agire per il risarcimento del danno subito.

La proprietà dei beni rappresenta una responsabilità per il proprietario il quale deve garantire la manutenzione delle cose in custodia affinché non arrechino danni o pregiudizi ai terzi. Può, ad esempio, accadere che gli alberi di un giardino privato cadano o perdano dei rami e che tali eventi determinino dei danni per i terzi.

In questi casi, il soggetto danneggiato si chiede: se cade un albero di un privato chi paga? La legge pone a carico del proprietario la responsabilità per i danni cagionati ai terzi dalle cose sottoposte alla sua custodia con l’eccezione del caso fortuito. Non è, tuttavia, agevole dimostrare il caso fortuito e, dunque, escludere la propria responsabilità nella causazione dell’evento dannoso.

Albero che cade: di chi è la responsabilità?

Una specifica disposizione del Codice civile [1] prevede che il proprietario è responsabile per i danni cagionati ai terzi dalle cose sottoposte alla sua custodia. Tale disposizione si applica anche al proprietario di alberi e altre specie vegetali che possono, cadendo o perdendo dei rami, creare un danno a persone oppure a cose.

La responsabilità del proprietario è sia civile che penale. Ciò significa che, innanzitutto, il proprietario dell’albero che, cadendo, determina un danno economico nei confronti di un terzo è responsabile per il risarcimento di questo danno dal punto di vista civilistico. Può accadere, ad esempio, che l’albero distrugga un’automobile oppure che ferisca una persona. In entrambi i casi, è possibile individuare un danno economicamente quantificabile risarcibile per il cui ristoro sarà possibile agire nei confronti del proprietario dell’albero.

Quando la cosa in custodia procura un danno che è sussumibile in una fattispecie di reato, come ad esempio nel caso delle lesioni personali o della morte, il proprietario della cosa in custodia potrà anche essere perseguito penalmente per il reato di lesioni personali o di omicidio colposo.

Albero che cade: responsabilità oggettiva

Da quanto abbiamo affermato, emerge che la responsabilità del proprietario, con riferimento ai danni determinati dalla cosa in custodia, è una forma di responsabilità oggettiva. Con questa definizione vengono indicati tutti i casi in cui l’ordinamento attribuisce la responsabilità di un fatto ad un soggetto a prescindere dall’elemento psicologico, ovvero, dal dolo o dalla colpa.

Nel caso della responsabilità del proprietario di un albero che, cadendo, procura danni ai terzi siamo in presenza di una ipotesi di responsabilità oggettiva perché il criterio di imputazione prescinde da qualsiasi connotazione di colpa ma opera sul piano oggettivo; è, cioè, sufficiente accertare il rapporto causale tra la cosa e l’evento dannoso e la proprietà del bene per attribuire la responsabilità del danno al proprietario. L’unico elemento idoneo a elidere questo rapporto causale è la ricorrenza del caso fortuito che, tuttavia, deve essere rigorosamente provato dal proprietario che voglia sottrarsi alla propria responsabilità.

Albero che cade: il caso fortuito

La responsabilità del proprietario della cosa in custodia può essere esclusa solo nell’ipotesi del caso fortuito.

Per poter essere considerato caso fortuito, in particolare, l’evento deve essere del tutto imprevedibile e straordinario. Solo in questa ipotesi, è possibile interrompere il nesso causale tra la cosa e l’evento dannoso e, dunque, escludere la responsabilità del proprietario. Il caso fortuito, infatti, assorbe interamente la causazione del danno escludendo la responsabilità del proprietario.

Il caso fortuito, in particolare, può essere rappresentato da un evento atmosferico di straordinaria portata, del tutto imprevedibile e dotato di caratteristiche particolarmente insolite.

Questo principio è stato affermato anche di recente dalla Cassazione [2] che ha escluso la responsabilità del proprietario di un albero che aveva cagionato un danno ad un terzo cadendo proprio a causa della portata assolutamente eccezionale del fenomeno atmosferico che aveva determinato l’evento dannoso.


note

[1] Art. 2051 cod. civ.

[2] Cass. 2477/2018.


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