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Nuova convivenza e assegno divorzile: ultime sentenze

16 Gennaio 2021
Nuova convivenza e assegno divorzile: ultime sentenze

Scopri le più recenti pronunce giurisprudenziali sulla formazione di una nuova famiglia di fatto e sulla sopravvenuta insussistenza del diritto a percepire l’assegno mensile di divorzio.

Quando sussiste una convivenza di fatto?

Per la valutazione sulla persistenza delle condizioni per l’attribuzione dell’assegno divorzile deve distinguersi tra semplice rapporto occasionale e famiglia di fatto, sulla base del carattere di stabilità, che conferisce grado di certezza al rapporto di fatto sussistente tra le persone, tale da renderlo rilevante giuridicamente, e in questa prospettiva è sufficiente che l’obbligato, che chiede l’accertamento della sopravvenuta insussistenza del diritto a percepire l’assegno mensile, dimostri l’instaurazione di una stabile convivenza dell’ex coniuge con un nuovo partner, integrando tale prova una presunzione idonea a far ritenere la formazione di una nuova famiglia di fatto e gravando, invece, sul beneficiario dell’assegno l’onere di provare che la convivenza in essere non integra nel caso concreto la formazione di una nuova famiglia.

(Nella specie, la Corte ha ritenuto che andare spesso a pernottare a casa del compagno, detenere le chiavi dell’appartamento a lui intestato, ricoprire infine cariche nelle società da lui gestite, fossero tutti elementi sufficienti per ritenere che la donna avesse creato una nuova famiglia di fatto, dopo il divorzio, e quindi non potesse più pretendere l’assegno divorzile dall’ex marito).

Cassazione civile sez. VI, 17/12/2020, n.28915

Quando l’ex moglie non ha diritto all’assegno divorzile?

L’ex moglie non ha diritto all’assegno divorzile se risulta provata la sua relazione stabile con un nuovo partner. (Nella fattispecie la Cassazione ha bocciato per vizio di motivazione la sentenza di merito che ha mantenuto a carico dell’ex marito l’assegno divorzile, nonostante l’esistenza di un rapporto sentimentale pluriennale e consolidato tra la donna e il suo nuovo partner, caratterizzato da ufficialità, con frequentazione quotidiana e periodi di piena ed effettiva convivenza. Per i giudici di merito tale relazione non poteva “per ciò solo dirsi connotata da quei caratteri continuità e stabilità” necessari per ipotizzare la creazione tra la donna e il suo partner di una nuova famiglia di fatto).

Cassazione civile sez. VI, 16/10/2020, n.22604

Riconoscibilità dell’assegno divorzile: presupposti

In tema di assegno divorzile, l’instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, ancorché di fatto, rescindendo ogni connessione con il tenore ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale, fa venire definitivamente meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell’assegno divorzile a carico dell’altro coniuge, sicché il relativo diritto non entra in stato di quiescenza, ma resta definitivamente escluso. Infatti, la formazione di una famiglia di fatto – costituzionalmente tutelata ai sensi dell’art. 2 Cost. come formazione sociale stabile e duratura in cui si svolge la personalità dell’individuo – è espressione di una scelta esistenziale, libera e consapevole, che si caratterizza per l’assunzione piena del rischio di una cessazione del rapporto e, quindi, esclude ogni residua solidarietà post matrimoniale con l’altro coniuge, il quale non può che confidare nell’esonero definitivo da ogni obbligo.

Tribunale Imperia, 07/04/2020, n.219

La formazione di una nuova famiglia di fatto

La instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, ancorché di fatto, rescindendo ogni connessione con il tenore e il modello caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale, fa venire definitivamente meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell’assegno divorzile a carico dell’altro coniuge, sicché il relativo diritto non entra in stato di quiescenza, ma resta definitivamente escluso.

La formazione di una famiglia di fatto – costituzionalmente tutelata ai sensi dell’art. 2 Cost. come formazione sociale stabile e duratura in cui svolte la personalità dell’individuo – è espressione di una scelta esistenziale libera e consapevole, che si caratterizza per la assunzione piena del rischio di una cessazione del precedente rapporto e, quindi, esclude ogni residua solidarietà post matrimoniale con l’altro coniuge, il quale non può che confidare nell’esonero definitivo di ogni obbligo.

Cassazione civile sez. I, 28/02/2020, n.5606

Cessazione automatica del diritto all’assegno divorziale

La instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, ancorché di fatto, rescindendo ogni connessione con il tenore e il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale, fa venire meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell’assegno divorzile a carico dell’altro coniuge, sicché il relativo diritto non entra in stato di quiescenza, ma resta definitivamente escluso. Si tratta di un automatismo per il quale non occorre la prova della modificazione in meglio della condizione economica del coniuge cui veniva versato l’assegno a seguito dell’intervenuto divorzio, in quanto l’intervenuta convivenza fa cessare automaticamente il diritto all’assegno divorziale.

Corte appello Milano sez. V, 07/01/2020, n.15

Nuova convivenza more uxorio

L’instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, anche se “di fatto”, attraverso una convivenza more uxorio, rescindendo ogni connessione con il tenore ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale, fa venire definitivamente meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell’assegno divorzile a carico dell’altro coniuge, sicché il relativo diritto resta definitivamente escluso e ciò indipendentemente dalla posizione economica di ciascun convivente.

Tribunale Salerno sez. I, 03/01/2020

Assegno divorzile: quantificazione

Solo l’instaurazione da parte del divorziato di una nuova famiglia, pur se di fatto, esclude ogni residua solidarietà post-matrimoniale con l’altro coniuge, con la conseguenza che la convivenza di diversa natura – come quella con un parente o un amico – non rileva al fine di escludere in radice il riconoscimento dell’assegno, ma, eventualmente, solo in ordine alla sua quantificazione.

Cassazione civile sez. VI, 12/11/2019, n.29317

Esonero dell’obbligo di corrispondere l’assegno divorzile

In tema di assegno divorzile,  l’instaurazione di una nuova famiglia, ancorché di fatto, rescindendo ogni connessione con il tenore e il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale fa venire meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell’assegno divorzile a carico dell’altro coniuge, cosicché il relativo diritto non entra in stato di quiescenza, ma resta definitivamente escluso. Infatti la formazione di una famiglia di fatto – costituzionalmente tutelata ex art. 2 Cost. come formazione stabile e duratura in cui si svolge la personalità dell’individuo – è espressione di una scelta esistenziale, libera e consapevole, che si caratterizza per l’assunzione piena del rischio di una cessazione del rapporto e, quindi, esclude ogni residua solidarietà postmatrimoniale con l’altro coniuge, il quale deve considerarsi ormai definitivamente esonerato dall’obbligo di corrispondere l’assegno divorzile.

Tribunale Sulmona, 06/08/2019, n.189

Quando l’ex coniuge perde il diritto all’assegno divorzile?

L’instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, ancorché di fatto, rescindendo ogni connessione con il tenore ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale, fa venire definitivamente meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell’assegno divorzile a carico dell’altro coniuge, sicché il relativo diritto resta definitivamente escluso.

Cassazione civile sez. VI, 10/01/2019, n.406

Una convivenza “more uxorio” stabile e duratura

La scelta dell’ex coniuge di costituire una convivenza “more uxorio” stabile e duratura, ben diversa da una mera coabitazione tra soggetti estranei, fa venir meno il diritto all’assegno. Ciò del tutto indipendentemente dalla posizione economica di ciascun convivente.

Cassazione civile sez. VI, 05/02/2018, n.2732

L’ex coniuge è sempre obbligato a corrispondere l’assegno divorzile?

Ai fini del mantenimento del diritto all’assegno divorzile deve rilevarsi come la formazione di una famiglia di fatto, da parte del coniuge beneficiario dell’assegno, esclude ogni residua solidarietà post matrimoniale con l’altro coniuge e, pertanto, fa venir meno il diritto alla corresponsione dell’assegno.

Corte appello Brescia sez. III, 13/11/2019, n.1641


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