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Nuova convivenza e assegno divorzile: ultime sentenze

10 Agosto 2022
Nuova convivenza e assegno divorzile: ultime sentenze

Scopri le più recenti pronunce giurisprudenziali sulla formazione di una nuova famiglia di fatto e sulla sopravvenuta insussistenza del diritto a percepire l’assegno mensile di divorzio.

Cessazione diritto all’assegno divorzile

Qualora l’ex coniuge insaturi un legame con un’altra persona non potrà continuare a pretendere la liquidazione dell’assegno divorzile, perché il nuovo legame, sotto il profilo della tutela assistenziale, si sostituisce al precedente.

La convivenza stabile vale ad estinguere, di regola, il diritto alla componente assistenziale dell’assegno di divorzio anche per il futuro, per la serietà che deve essere impressa al nuovo impegno, anche se non formalizzato, e per la dignità da riconoscere alla nuova formazione sociale.

Tribunale Bergamo sez. I, 26/05/2022, n.1322

Stabile convivenza

Qualora sia giudizialmente accertata l’instaurazione di una stabile convivenza di fatto tra un terzo e l’ex coniuge economicamente più debole questi, se privo anche all’attualità di mezzi adeguati o impossibilitato a procurarseli per motivi oggettivi, mantiene il diritto al riconoscimento di un assegno di divorzio a carico dell’ex coniuge, in funzione esclusivamente compensativa.

A tal fine, il richiedente dovrà fornire la prova del contributo offerto alla comunione familiare; della eventuale rinuncia concordata ad occasioni lavorative e di crescita professionale in costanza di matrimonio; dell’apporto alla realizzazione del patrimonio familiare e personale dell’ex coniuge. Tale assegno, anche temporaneo su accordo delle parti, non è ancorato al tenore di vita endomatrimoniale né alla nuova condizione di vita dell’ex coniuge ma deve quantificato alla luce dei principi suesposti, tenuto conto, altresì della durata del matrimonio.

Cassazione civile sez. VI, 18/02/2022, n.5447

Determinazione dell’assegno divorzile

L’assegno divorzile ha natura, da un lato, assistenziale, dall’altro perequativo -compensativa ed implica il riconoscimento di un contributo volto, non a conseguire l’autosufficienza economica del richiedente sulla base di un parametro astratto, bensì un livello reddituale adeguato al contributo fornito nella vita familiare in concreto; un’eventuale nuova convivenza della parte beneficiaria non implica ex se la decadenza del diritto a percepire la prestazione, in quanto incide solo sull’esigenza assistenziale che l’assegno divorzile soddisfa, ma non ne esclude la componente compensativa.

Corte appello Roma sez. famiglia, 06/12/2021, n.8081

Contributo offerto alla comunione familiare e rinuncia concordata ad occasioni lavorative

L’instaurazione da parte dell’ex coniuge di una stabile convivenza di fatto, giudizialmente accertata, incide sul diritto al riconoscimento di un assegno di divorzio o alla sua revisione nonché sulla quantificazione del suo ammontare, in virtù del progetto di vita intrapreso con il terzo e dei reciproci doveri di assistenza morale e materiale che ne derivano, ma non determina, necessariamente, la perdita automatica ed integrale del diritto all’assegno.

Qualora sia giudizialmente accertata l’instaurazione di una stabile convivenza di fatto tra un terzo e l’ex coniuge economicamente più debole questi, se privo anche all’attualità di mezzi adeguati o impossibilitato a procurarseli per motivi oggettivi, mantiene il diritto al riconoscimento di un assegno di divorzio a carico dell’ex coniuge, in funzione esclusivamente compensativa.

A tal fine, il richiedente dovrà fornire la prova del contributo offerto alla comunione familiare; della eventuale rinuncia concordata ad occasioni lavorative e di crescite professionale in costanza di matrimonio; dell’apporto alla realizzazione del patrimonio familiare e personale dell’ex coniuge.

Cassazione civile sez. un., 05/11/2021, n.32198

Instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia

L’instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, ancorché di fatto, rescindendo ogni connessione con il tenore ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale, fa venire definitivamente meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell’assegno divorzile a carico dell’altro coniuge, sicché il relativo diritto non entra in stato di quiescenza, ma resta definitivamente escluso.

Tribunale Teramo sez. I, 26/10/2021, n.941

Riconoscibilità assegno di mantenimento a carico dell’altro coniuge

L’instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, ancorché di fatto, rescinde ogni connessione con il tenore e il modello di vita caratterizzanti la pregressa convivenza matrimoniale, facendo, dunque, venire definitivamente meno ogni presupposto per la riconoscibilità di un assegno di mantenimento a carico dell’altro coniuge; quindi l’ex moglie non ha diritto all’assegno divorzile se risulta provata la sua relazione stabile con un nuovo partner.

Può, così, prescindersi anche da ogni valutazione sulle effettive condizioni reddituali del nuovo compagno della parte; essendo stato superato un precedente orientamento, che faceva pur sempre salva la facoltà del coniuge richiedente l’assegno di provare che la convivenza di fatto non influisse “in melius” sulla propria situazione economica; in ogni caso, infatti, il fondamento della cessazione dell’obbligo di contribuzione dovendo essere rinvenuto nel principio di autoresponsabilità del coniuge e nella valorizzazione della sua scelta esistenziale, libera e consapevole, di dar luogo ad una unione personale stabile e continuativa, che va a sovrapporsi al matrimonio (anche con l’assunzione del rischio della futura eventuale cessazione del nuovo rapporto).

Tribunale La Spezia sez. lav., 25/10/2021, n.581

Formazione di una nuova famiglia

La formazione di una nuova famiglia da parte del coniuge divorziato rescinde ogni connessione con la pregressa fase matrimoniale e fa venire meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell’assegno divorzile a carico dell’altro, anche nel caso in cui la richiedente l’assegno divorzile e il nuovo compagno abbiano scelto per qualsiasi ragione di non coabitare.

Tribunale Salerno sez. I, 05/10/2021

Nuova stabile relazione affettiva

Il diritto a ricevere l’assegno divorzile cessa quando si accerti che l’ex coniuge sia parte di una relazione stabile con un terzo. A tali fini, si ricomprende nella nozione di ‘relazione stabile’ quella caratterizzata dall’inserimento reciproco dei partner nei rispettivi nuclei familiari preesistenti, di progettualità della vita comune e di condivisione della quotidianità, anche in assenza di convivenza more uxorio. Questa, difatti, costituisce uno dei vari elementi da cui dedurre la stabilità di una relazione e secondo il giudice adito, la sua assenza non può comportare una diminuzione dell’importo dell’assegno divorzile, per cui nel caso di specie non si è stata data applicazione al cd. criterio compensativo elaborato dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione in un precedente isolato e allo stato non corroborato dalla giurisprudenza di merito.

Tribunale La Spezia sez. I, 15/09/2021, n.491

Diritto all’assegno divorzile e nuovo partner

La ex moglie che si fa garantire da un nuovo partner il pagamento del canone di locazione perde il diritto all’assegno divorzile. Ciò vale anche in assenza di una prova specifica di avere instaurato una nuova convivenza. Difatti, la fideiussione rispetto alla locazione stipulata vale come prova di una nuova relazione ai fini della revoca dell’assegno. A dirlo è la Cassazione, secondo cui la fideiussione prestata da parte del terzo che garantisce il diritto abitativo della donna è chiaro sintomo di un progetto di vita comune.

Cassazione civile sez. VI, 10/05/2021, n.12335

Costituzione di una famiglia di fatto

Il fondamento della cessazione dell’obbligo di contribuzione va individuato nel principio di autoresponsabilità, ossia nel compimento di una scelta consapevole e chiara, orgogliosamente manifestata con il compimento di fatti inequivoci, per aver dato luogo ad una unione personale stabile e continuativa, che si è sovrapposta con effetti di ordine diverso, al matrimonio, sciolto o meno che sia.

Ciò che conta, dunque, è la capacità di liberamente determinarsi alla costituzione di una ‘famiglia di fatto’, così come di successivamente vivere responsabilmente tale scelta di vita anche quale consapevole assunzione di rischio di una definitiva esclusione di ogni solidarietà postmatrimoniale sopravvissuta alla separazione (ed al futuro divorzio) dall’ex coniuge (sulla base del su esposto principio il tribunale ha riconosciuto l’assegno divorzile alla moglie richiedente, ancorché la stessa avesse intrapreso una nuova convivenza, ritenendo che la stessa, stante le sue limitate capacità cognitive, non avesse inquadrato e vissuto la propria ‘convivenza’ quale libera, consapevole e responsabile scelta, funzionale alla realizzazione di una ‘formazione sociale’ nel senso tutelato dalla Costituzione ed idonea a realizzare tra i due conviventi una ‘progettualità famigliare’ di contenuto sostanzialmente analogo, avuto riguardo ai nascenti reciproci obblighi, a quella sottesa all’esperienza matrimoniale).

Tribunale Imperia sez. I, 25/01/2021, n.50

Formazione di una famiglia di fatto dal coniuge divorziato

L’instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, ancorché di fatto, rescindendo ogni connessione con il tenore e il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale, fa venire definitivamente meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell’assegno divorzile a carico dell’altro coniuge. Ne deriva che il relativo diritto non entra in stato di quiescenza, ma resta definitivamente escluso. Difatti, la formazione di una famiglia di fatto, costituzionalmente tutelata ai sensi dell’articolo 2 della Costituzione come formazione sociale stabile e duratura in cui si svolge la personalità dell’individuo, è espressione di una scelta esistenziale, libera e consapevole, che si caratterizza per l’assunzione piena del rischio di una cessazione del rapporto e, quindi, esclude ogni residua solidarietà postmatrimoniale con l’altro coniuge, il quale non può che confidare nell’esonero definitivo da ogni obbligo.

Nel caso di specie, il Tribunale ha disatteso la domanda della ricorrente volta alla corresponsione in proprio favore di un assegno divorzile, in quanto dall’istruttoria era emerso che ella ormai da qualche anno viveva con l’attuale compagno, con il quale si era instaurato un vero e proprio rapporto di convivenza more uxorio.

Tribunale Modena sez. I, 13/01/2021, n.50

Quando cessa definitivamente il diritto all’assegno divorzile dell’ex coniuge?

La famiglia di fatto rappresenta una formazione sociale stabile e duratura meritevole di tutela ai sensi dell’art. 2 Cost ragion per cui, l’ex coniuge che abbia istaurato una convivenza more uxorio perde il diritto all’assegno divorzile. Ciò, peraltro, in via definitiva e non meramente temporanea giacché l’ex coniuge assume su di sé il rischio che il rapporto more uxorio finisca mentre l’altro ex coniuge ha il diritto di confidare nella cessazione permanente del diritto altrui.

Cassazione civile sez. VI, 29/12/2020, n.29781

Quando sussiste una convivenza di fatto?

Per la valutazione sulla persistenza delle condizioni per l’attribuzione dell’assegno divorzile deve distinguersi tra semplice rapporto occasionale e famiglia di fatto, sulla base del carattere di stabilità, che conferisce grado di certezza al rapporto di fatto sussistente tra le persone, tale da renderlo rilevante giuridicamente, e in questa prospettiva è sufficiente che l’obbligato, che chiede l’accertamento della sopravvenuta insussistenza del diritto a percepire l’assegno mensile, dimostri l’instaurazione di una stabile convivenza dell’ex coniuge con un nuovo partner, integrando tale prova una presunzione idonea a far ritenere la formazione di una nuova famiglia di fatto e gravando, invece, sul beneficiario dell’assegno l’onere di provare che la convivenza in essere non integra nel caso concreto la formazione di una nuova famiglia.

(Nella specie, la Corte ha ritenuto che andare spesso a pernottare a casa del compagno, detenere le chiavi dell’appartamento a lui intestato, ricoprire infine cariche nelle società da lui gestite, fossero tutti elementi sufficienti per ritenere che la donna avesse creato una nuova famiglia di fatto, dopo il divorzio, e quindi non potesse più pretendere l’assegno divorzile dall’ex marito).

Cassazione civile sez. VI, 17/12/2020, n.28915

Quando l’ex moglie non ha diritto all’assegno divorzile?

L’ex moglie non ha diritto all’assegno divorzile se risulta provata la sua relazione stabile con un nuovo partner. (Nella fattispecie la Cassazione ha bocciato per vizio di motivazione la sentenza di merito che ha mantenuto a carico dell’ex marito l’assegno divorzile, nonostante l’esistenza di un rapporto sentimentale pluriennale e consolidato tra la donna e il suo nuovo partner, caratterizzato da ufficialità, con frequentazione quotidiana e periodi di piena ed effettiva convivenza. Per i giudici di merito tale relazione non poteva “per ciò solo dirsi connotata da quei caratteri continuità e stabilità” necessari per ipotizzare la creazione tra la donna e il suo partner di una nuova famiglia di fatto).

Cassazione civile sez. VI, 16/10/2020, n.22604

Riconoscibilità dell’assegno divorzile: presupposti

In tema di assegno divorzile, l’instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, ancorché di fatto, rescindendo ogni connessione con il tenore ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale, fa venire definitivamente meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell’assegno divorzile a carico dell’altro coniuge, sicché il relativo diritto non entra in stato di quiescenza, ma resta definitivamente escluso. Infatti, la formazione di una famiglia di fatto – costituzionalmente tutelata ai sensi dell’art. 2 Cost. come formazione sociale stabile e duratura in cui si svolge la personalità dell’individuo – è espressione di una scelta esistenziale, libera e consapevole, che si caratterizza per l’assunzione piena del rischio di una cessazione del rapporto e, quindi, esclude ogni residua solidarietà post matrimoniale con l’altro coniuge, il quale non può che confidare nell’esonero definitivo da ogni obbligo.

Tribunale Imperia, 07/04/2020, n.219

La formazione di una nuova famiglia di fatto

La instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, ancorché di fatto, rescindendo ogni connessione con il tenore e il modello caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale, fa venire definitivamente meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell’assegno divorzile a carico dell’altro coniuge, sicché il relativo diritto non entra in stato di quiescenza, ma resta definitivamente escluso.

La formazione di una famiglia di fatto – costituzionalmente tutelata ai sensi dell’art. 2 Cost. come formazione sociale stabile e duratura in cui svolte la personalità dell’individuo – è espressione di una scelta esistenziale libera e consapevole, che si caratterizza per la assunzione piena del rischio di una cessazione del precedente rapporto e, quindi, esclude ogni residua solidarietà post matrimoniale con l’altro coniuge, il quale non può che confidare nell’esonero definitivo di ogni obbligo.

Cassazione civile sez. I, 28/02/2020, n.5606

Cessazione automatica del diritto all’assegno divorzile

La instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, ancorché di fatto, rescindendo ogni connessione con il tenore e il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale, fa venire meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell’assegno divorzile a carico dell’altro coniuge, sicché il relativo diritto non entra in stato di quiescenza, ma resta definitivamente escluso. Si tratta di un automatismo per il quale non occorre la prova della modificazione in meglio della condizione economica del coniuge cui veniva versato l’assegno a seguito dell’intervenuto divorzio, in quanto l’intervenuta convivenza fa cessare automaticamente il diritto all’assegno divorziale.

Corte appello Milano sez. V, 07/01/2020, n.15

Nuova convivenza more uxorio

L’instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, anche se “di fatto”, attraverso una convivenza more uxorio, rescindendo ogni connessione con il tenore ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale, fa venire definitivamente meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell’assegno divorzile a carico dell’altro coniuge, sicché il relativo diritto resta definitivamente escluso e ciò indipendentemente dalla posizione economica di ciascun convivente.

Tribunale Salerno sez. I, 03/01/2020

Assegno divorzile: quantificazione

Solo l’instaurazione da parte del divorziato di una nuova famiglia, pur se di fatto, esclude ogni residua solidarietà post-matrimoniale con l’altro coniuge, con la conseguenza che la convivenza di diversa natura – come quella con un parente o un amico – non rileva al fine di escludere in radice il riconoscimento dell’assegno, ma, eventualmente, solo in ordine alla sua quantificazione.

Cassazione civile sez. VI, 12/11/2019, n.29317

Esonero dell’obbligo di corrispondere l’assegno divorzile

In tema di assegno divorzile,  l’instaurazione di una nuova famiglia, ancorché di fatto, rescindendo ogni connessione con il tenore e il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale fa venire meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell’assegno divorzile a carico dell’altro coniuge, cosicché il relativo diritto non entra in stato di quiescenza, ma resta definitivamente escluso. Infatti la formazione di una famiglia di fatto – costituzionalmente tutelata ex art. 2 Cost. come formazione stabile e duratura in cui si svolge la personalità dell’individuo – è espressione di una scelta esistenziale, libera e consapevole, che si caratterizza per l’assunzione piena del rischio di una cessazione del rapporto e, quindi, esclude ogni residua solidarietà postmatrimoniale con l’altro coniuge, il quale deve considerarsi ormai definitivamente esonerato dall’obbligo di corrispondere l’assegno divorzile.

Tribunale Sulmona, 06/08/2019, n.189

Quando l’ex coniuge perde il diritto all’assegno divorzile?

L’instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, ancorché di fatto, rescindendo ogni connessione con il tenore ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale, fa venire definitivamente meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell’assegno divorzile a carico dell’altro coniuge, sicché il relativo diritto resta definitivamente escluso.

Cassazione civile sez. VI, 10/01/2019, n.406

Convivenza more uxorio stabile e duratura

La scelta dell’ex coniuge di costituire una convivenza “more uxorio” stabile e duratura, ben diversa da una mera coabitazione tra soggetti estranei, fa venir meno il diritto all’assegno. Ciò del tutto indipendentemente dalla posizione economica di ciascun convivente.

Cassazione civile sez. VI, 05/02/2018, n.2732

L’ex coniuge è sempre obbligato a corrispondere l’assegno divorzile?

Ai fini del mantenimento del diritto all’assegno divorzile deve rilevarsi come la formazione di una famiglia di fatto, da parte del coniuge beneficiario dell’assegno, esclude ogni residua solidarietà post matrimoniale con l’altro coniuge e, pertanto, fa venir meno il diritto alla corresponsione dell’assegno.

Corte appello Brescia sez. III, 13/11/2019, n.1641



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