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Violazione Daspo: ultime sentenze

30 Dicembre 2020
Violazione Daspo: ultime sentenze

Reato di violazione dell’obbligo di presentazione ad un ufficio o comando di polizia; provvedimento di divieto di accedere alle manifestazioni sportive; prova della violazione.

Emissione del Daspo

Per l’emissione del Daspo non basta la semplice denuncia per la violazione della norma penale ma è richiesto “qualcosa in più” che, naturalmente, deve risultare dal provvedimento medesimo.

Va quindi escluso l’automatismo tra la denuncia penale e l’emissione del Daspo in quanto deve essere valutato se il comportamento tenuto in concreto possa essere sintomatico, ai fini di polizia, di una specifica pericolosità tale da giustificare, oltre alla denuncia penale, anche l’ulteriore misura di prevenzione.

T.A.R. Pescara, (Abruzzo) sez. I, 15/10/2018, n.295

Quando è esclusa la violazione del Daspo?

La l. n. 401 del 1989, art. 6 prevede che il questore formuli il precetto amministrativo in maniera specifica e dettagliata – nel comma 1 sono usati i sintagmi “manifestazioni sportive specificamente indicate” e “luoghi specificamente indicati” -, ciò in funzione della perfetta intelligenza del provvedimento da parte del destinatario anche ai fini dell’esecuzione del collegato obbligo di presentazione all’ufficio o al comando di polizia competente di cui al comma 2, oggetto del controllo del giudice, siccome prescrizione limitativa della libertà personale.

(Esclusa, nella specie, al violazione del Daspo per l’imputato atteso che il provvedimento aveva ad oggetto il divieto di accesso agli stadi in occasione delle partite a cui partecipava la squadra dell’U.S. Avellino che, in quel momento, militava nel campionato professionistico di serie B. Al momento dei fatti invece la squadra, a causa del fallimento della società, militava nel campionato dilettantistico di serie D).

Cassazione penale sez. III, 17/10/2018, n.16476

Partite disputate da una squadra di calcio

Il reato di violazione dell’obbligo di presentazione ad un ufficio o comando di polizia contestualmente allo svolgimento delle partite disputate da una squadra di calcio, imposto assieme al Daspo, non è configurabile una volta che detta squadra sia stata radiata, nemmeno qualora all’interno della medesima comunità venga ricostituita un’altra società sportiva e quest’ultima sia ammessa a disputare un campionato di calcio.

Cassazione penale sez. III, 17/10/2018, n.3972

Illegittimità del provvedimento di Daspo

Il provvedimento di divieto di accedere alle manifestazioni sportive deve essere ritenuto illegittimo qualora sia stato adottato in violazione dell’art. 1 septies, L. 88/2003, ossia in mancanza di sanzioni legittimamente irrogate dal prefetto territorialmente competente.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 04/10/2018, n.9737

Limitazioni relative ai luoghi esterni agli impianti sportivi

La necessità di un’indicazione specifica delle manifestazioni sportive e dei luoghi cui il divieto contenuto nel Daspo deve applicarsi è da ricondursi ad un’esigenza di razionalità del divieto e, pertanto, di esigibilità del rispetto del comando il quale, se non chiaramente e specificamente enunciato, rimarrebbe privo di efficacia precettiva.

(Nella fattispecie, mentre l’amministrazione ha specificamente indicato le competizioni sportive interessate dal divieto, lo stesso non può dirsi con riguardo all’ulteriore e distinta limitazione relativa ai luoghi esterni agli impianti sportivi la cui frequentazione resta vietata; essi sono infatti indicati con una genericità che rende inesigibile il divieto, per la difficoltà di individuare le aree di volta in volta interessate dalla misura interdittiva. Tale dato si risolve in una sostanziale violazione della libertà di circolazione, costituzionalmente garantita, finendo col costringere l’interessato — in occasione della manifestazioni sportive di che trattasi — a non lasciare la propria abitazione, stante la sostanziale impossibilità di comprendere dove transitare).

T.A.R. Reggio Calabria, (Calabria) sez. I, 03/10/2018, n.590

Misure di prevenzione di fenomeni di violenza

In tema di misure di prevenzione di fenomeni di violenza collegati a manifestazioni sportive, non costituisce violazione del divieto di accesso ai sensi dell’dell’art. 6 l. 13 dicembre 1989, n. 401, e, quindi, ragione di aggravamento nella misura dell’obbligo di presentazione ad un ufficio o comando di polizia, la mera visione della competizione oggetto della interdizione da una casa privata adiacente allo stadio ove non si accerti anche la sussistenza del concreto pericolo, da tale condotta derivante, di contatti personali con gli spettatori in entrata e in uscita da detta manifestazione.

Cassazione penale sez. III, 11/07/2018, n.43575

Violazione del Daspo e vendita illegale di biglietti

La violazione del divieto di accesso ai luoghi nei quali devono svolgersi manifestazioni sportive, imposto dal Questore, ai sensi dell’art. 1 sexies, D.L. 24 febbraio 2003, n. 28 (convertito, con modificazioni, dalla legge 17 ottobre 2005, n. 210), in conseguenza dell’essere stato sorpreso in prossimità di un impianto sportivo nell’atto di vendere biglietti di ingresso in assenza di autorizzazione, comporta l’applicazione della sanzione penale di cui al sesto comma dell’art. 6, legge 13 dicembre 1989, n. 401, in virtù del rinvio a tale disposizione contenuto nel citato art. 1 sexies.

Cassazione penale sez. III, 11/01/2017, n.22141

Inizio della partita e prevenzione della violenza

In tema di prevenzione della violenza occasionata da manifestazioni sportive, il divieto di accesso ai luoghi ove si svolgono determinate competizioni è correlato funzionalmente alla manifestazione agonistica ed all’esigenza di prevenire condotte violente ad essa connesse, per cui, nel determinare il contenuto impositivo del provvedimento interdittivo del questore, occorre tenere conto della dimensione temporale del divieto; ne consegue che il reato di cui all’art. 6, commi 1 e 6, della legge n. 401 del 1989 non è integrato in caso di notevole distanza di tempo fra la presenza nei luoghi vietati e l’orario di svolgimento della gara.

(Fattispecie in cui la presenza degli imputati nei pressi di uno stadio calcistico era stata rilevata circa sei ore prima dell’inizio della partita).

Cassazione penale sez. III, 28/09/2016, n.11914

Violazione del divieto commessa all’estero

L’aggravamento della misura del divieto di accedere a manifestazioni sportive con relativo obbligo di presentazione all’autorità di polizia (DASPO), consistente nella proroga del termine di durata, disposta ai sensi dell’art. 6, comma 5, l. 13 dicembre 1989, n. 401, in caso di violazione del divieto avvenuta all’estero, non presuppone l’accertamento dei fatti ad opera dell’autorità straniera, come invece previsto dall’art. 6, comma 1,  ultima parte, della stessa legge, (come modificato dal d.l. 22 agosto 2014, n. 119, conv. con modifiche in l. 17 ottobre 2014, n. 146), qualora i fatti rilevanti per l’emissione del decreto siano stati commessi all’estero.

(Nella specie, la violazione del divieto era stata accertata da personale della Polizia di Stato al seguito dei sostenitori di una squadra impegnata all’estero).

Cassazione penale sez. III, 08/07/2016, n.5623

Daspo: come dimostrare la violazione dell’obbligo questorile?

La condotta oggetto della norma penale incriminatrice è, infatti, contrariamente a quanto sostenuto nell’appello, l’obbligo del destinatario della misura di presentazione in ufficio di polizia in concomitanza con determinate manifestazioni sportive che – ai sensi dell’art. 6 comma secondo della L. 13 dicembre 1989, n. 401. Il Questore può imporre congiuntamente al divieto di accesso ai luoghi di loro svolgimento. Sicché per integrare il reato è necessaria e sufficiente la prova della violazione dell’obbligo e non quella della effettiva presenza del soggetto presso il luogo dove si sta svolgendo la manifestazione sportiva.

Del pari destituita di fondamento è l’eccezione d’inapplicabilità delle prescrizioni ad alcune competizioni, posto che la tesi contraria emerge dal chiaro tenore letterale dell’ordinanza del Questore che fa espresso riferimento a “campionati o incontri di calcio, sia amichevoli che di campionato, sia in ambito nazionale che nei Paesi dll’Ue ove di svolgono manifestazioni calcistiche ufficiali della Mazionale Italiana di Calcio, anche in tornei fuiri nazione, incontri di calcio di club nazionali di Champion League e di Coppa Uefa”.

Corte appello Lecce, 26/01/2016, n.56

Violazione del divieto di accedere alle manifestazioni sportive

Nel caso di violazione dell’ordinanza impositiva del Daspo non costituisce valida giustificazione della omessa presentazione in Commissariato la circostanza che, quel giorno, la partita di calcio veniva disputata in altro giorno, atteso che gli imputati avevano un preciso obbligo giuridico di conoscenza del calendario delle partite, che era stato agli stessi notificato con la ordinanza impositiva del Daspo.

Nel caso di specie si ritiene tuttavia che vada applicata la causa di proscioglimento, ex art. 131 bis c.p., della particolare tenuità in ragione dell’esiguità del danno al bene giuridico tutelato e della non abitualità del comportamento.

Corte appello Catania sez. III, 05/05/2016



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1 Commento

  1. Ora che hanno stoppato le partite di calcio, il caos negli stadi non si sente più. Ci sono certi ultrà che tra fumogeni, cartelloni e urla, disturbavano l’intero quartiere in occasione delle partite.

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