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Fumogeni: ultime sentenze

23 Gennaio 2021
Fumogeni: ultime sentenze

Daspo; evento di presentazione dei calciatori di una squadra calcistica; condotte collegate alle manifestazioni sportive; partecipazione ad un corteo non autorizzato con bandiere e fumogeni.

Applicabilità del Daspo 

Ai fini dell’applicazione delle misure di prevenzione previste dall’articolo 6 della legge 13 dicembre 1989 n. 401, tra le condotte commesse “a causa di manifestazioni sportive”, debbono ricomprendersi anche quelle che, pur sé non tenute direttamente in occasione di eventi sportivi, sono a essi collegati da un rapporto di diretta e stretta causalità (nella specie al ricorrente è stata addebitata la partecipazione, assieme ad altri sostenitori di una squadra di calcio, a una violenta manifestazione di protesta – caratterizzata, tra l’altro, dal lancio di fumogeni, dalla esposizione di striscioni e dalla occupazione della sede stradale, al punto da rendere necessario l’intervento delle forze di polizia – posta in essere in occasione di un incontro di calcio, davanti ad un Commissariato di polizia, volta a solidarizzare con altri sostenitori della medesima squadra di calcio, colpiti dal divieto di accesso agli impianti sportivi, che in concomitanza con lo svolgimento dell’incontro di calcio in questione avevano l’obbligo di presentarsi presso il locale Commissariato: secondo la Corte, risultava evidente il collegamento tra la manifestazione sportiva – l’incontro di calcio era tra l’altro in corso di svolgimento- e i fatti addebitati al ricorrente, in quanto la violenta protesta alla quale lo stesso partecipò innanzi al locale Commissariato ha trovato causa proprio nello svolgimento dell’incontro di calcio e nel collegato divieto di assistervi imposto ad alcuni sostenitori di detta squadra di calcio).

Cassazione penale sez. III, 15/02/2019, n.25055

Bandiere e fumogeni accesi

È legittimo il provvedimento di Daspo emesso nei confronti di un soggetto che ha partecipato ad un corteo non autorizzato, con bandiere e fumogeni accesi, per dirigersi all’evento di presentazione dei calciatori di una squadra calcistica.

Consiglio di Stato sez. III, 24/06/2020, n.4033

Reato di resistenza a pubblico ufficiale

L’atto di divincolarsi posto in essere da un soggetto fermato dalla polizia integra il requisito della violenza richiesto ai fini della configurabilità del reato di resistenza a pubblico ufficiale e non già una condotta di mera resistenza passiva, quando non costituisce una reazione spontanea e istintiva al compimento dell’atto del pubblico ufficiale, ma un vero e proprio impiego di forza diretto a neutralizzare l’azione ed a sottrarsi alla presa. E’, inoltre, irrilevante che la condotta violenta o minacciosa non abbia realizzato l’effetto voluto di impedire al pubblico ufficiale di portare a termine il compimento dell’atto d’ufficio.

Nel caso di specie, il Tribunale ha condannato per il reato di cui all’articolo 337 dei Cp alcuni tifosi della squadra ospite, giunti alla tensostruttura comunale per assistere a una partita di basket, i quali, dimenandosi e agitando le transenne, si opponevano ai controlli delle forze dell’ordine al fine introdurre all’interno del campo di gioco dei fumogeni accesi.

Tribunale Campobasso, 09/12/2019, n.603

Striscioni di istigazione alla violenza

La condotta contemplata dall’art. 6 l. n. 401 del 1989, quale presupposto del provvedimento del Questore applicativo dell’obbligo di presentazione all’autorità di P.S. in occasione di competizioni sportive, a seguito dell’introduzione della norma di cui all’art. 2-bis della legge n. 377 del 2001, può consistere anche nell’esposizione di scritte o di striscioni in grado di turbare il tranquillo svolgimento delle manifestazioni sportive per il loro contenuto direttamente istigatorio alla violenza.

(Fattispecie di decisione che aveva reputato idonea ad incitare alla violenza l’esposizione di uno striscione che inneggiava alla distruzione della città di Catania ad opera di eruzione dell’Etna, accompagnata dall’esplosione di fumogeni e petardi).

Cassazione penale sez. III, 24/04/2018, n.47139

Fenomeni di violenza negli stadi

In tema di c.d. Daspo, anche in considerazione delle finalità per cui il potere è attribuito e della compressione della libertà di circolazione che il suo esercizio comporta, l’Amministrazione procedente deve accertare con adeguata istruttoria, della quale dare conto in motivazione, che i comportamenti dei potenziali destinatari del divieto di accesso siano atti a configurare un concreto pericolo per la pubblica incolumità (fattispecie in tema di fumogeni).

T.A.R. Genova, (Liguria) sez. II, 14/10/2014, n.1434

Manifestazioni sportive e fumogeni

La condotta di chi, in occasione di manifestazioni sportive, lancia fumogeni, razzi o corpi contundenti atti ad offendere, cagionando danni a cose di proprietà pubblica, integra il reato previsto dall’art. 6 bis, comma 1, l. 13 dicembre 1989 n. 401, e non anche quello di danneggiamento di cui all’art. 635, comma 2, c.p., attesa la “clausola di riserva” (“salvo che il fatto costituisca più grave reato”) contenuta nella prima disposizione.

Cassazione penale sez. III, 08/05/2014, n.50004

Fumogeni nel corso di gravi disordini

In materia di reato di devastazione, ai fini della sussistenza della responsabilità a titolo di concorso non è necessario che l’agente compia materialmente un atto di danneggiamento, purché partecipi consapevolmente ai disordini diffusi.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto configurabile la responsabilità a titolo di concorso a carico dell’imputato che aveva lanciato fumogeni nel corso di gravi disordini verificatisi in occasione di un evento sportivo).

Cassazione penale sez. I, 07/11/2013, n.3759

Reato di interruzione o turbativa di pubblico servizio

Ai fini della configurabilità del reato di interruzione o turbativa di pubblico servizio è sufficiente che venga posta in essere una condotta che in qualsiasi modo incida, sia pure dando luogo soltanto ad una temporanea alterazione, sui mezzi e sulle misure predisposti per il funzionamento di detto servizio.

(Nella specie, in applicazione di tale principio, la Corte ha ritenuto che correttamente fosse stata affermata la sussistenza del reato in un caso in cui la condotta era consistita nell’avere un gruppo di manifestanti fatto ingresso abusivo nei locali adibiti a portineria di un ufficio pubblico facendone uscire il personale e cospargendo quindi del letame sul pavimento, imbrattando gli arredi e facendo scoppiare dei fumogeni, con conseguente entrata in funzione del sistema di allarme antincendio).

Cassazione penale sez. VI, 09/12/2010, n.1555

Denuncia per possesso ingiustificato di articoli fumogeni

In tema di provvedimenti del questore determinati da turbative nello svolgimento di manifestazioni sportive, la denuncia per possesso ingiustificato di articoli fumogeni in occasione di precedenti manifestazioni sportive, sebbene integri il reato contravvenzionale di cui all’art. 6 ter l. 13 dicembre 1989 n. 401, non legittima tuttavia l’imposizione a taluno dell’obbligo di presentarsi negli uffici di questura in concomitanza di eventi sportivi, in quanto l’art. 6 comma 1 tra i presupposti della misura, indica solo la denuncia per il reato di cui all’art. 6 bis della medesima legge.

Cassazione penale sez. III, 09/11/2005, n.4498



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1 Commento

  1. Nel leggere queste pronunce giurisprudenziali e nel vedere la situazione attuale, penso che sono lontani in tempi in cui si andava allo stadio con i miei amici e guardavamo gli ultrà fare caos e osservavamo l’intervento delle forze dell’ordine. Tempi in cui si era comunque tutti uniti nel tifare la nostra squadra del cuore e adesso guardiamo la partita in tv e sicuramente certi reati non si compiono più, però al tempo stesso l’entusiasmo e l’adrenalina che ci regalavano in presenza i nostri beniamini ci manca

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