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Rinuncia al mandato avvocato: ultime sentenze

23 Gennaio 2021
Rinuncia al mandato avvocato: ultime sentenze

Comunicazione al ricorrente in prossimità dell’udienza; obblighi necessari al fine di non pregiudicare la difesa dell’assistito; nomina del difensore d’ufficio.

La rimessione della causa sul ruolo

La rinuncia al mandato da parte di uno dei difensori, comunicata al ricorrente in prossimità dell’udienza, rende opportuno disporre la rimessione della causa sul ruolo, con rinvio della trattazione ad altra udienza, onde consentire al ricorrente stesso di assumere le proprie valutazioni difensive.

Consiglio di Stato sez. IV, 19/11/2004, n.7570

Prosecuzione dell’assistenza legale

Pone in essere un comportamento rilevante deontologicamente l’avvocato che condizioni la prosecuzione dell’assistenza legale al versamento di somme particolarmente elevate ed addebiti al cliente, dopo la rinuncia al mandato, una ingente spesa per attività non richiesta svolta da società fiduciaria avente sede presso il proprio studio. (Nella specie è stata confermata la sanzione della censura).

Cons. Naz.le Forense, 11/12/1997

Imputato rimasto privo di difesa

È legittima la nomina, in qualità di difensore di ufficio dell’imputato rimasto privo di difesa a seguito di rinuncia all’incarico del difensore di fiducia, di un avvocato non individuato nell’elenco di cui al secondo comma dell’art. 97 cod. proc. pen. ma immediatamente reperibile. (Nel caso di specie, nel corso del giudizio d’appello, dopo la rinuncia al mandato del difensore di fiducia era stato nominato difensore d’ufficio un avvocato presente in aula).

Cassazione penale sez. V, 21/10/2008, n.1133

La rinuncia al mandato da parte del difensore

La rinuncia al mandato da parte del difensore, così come la revoca da parte del conferente, non fa perdere al difensore rinunciante (o revocato) lo ius postulandi e la rappresentanza legale del cliente per tutti gli atti del processo, fino a quando non si sia provveduto alla sua sostituzione con altro difensore, in virtù del principio della cosiddetta perpetuatio dell’ufficio del difensore.

T.A.R. Parma, (Emilia-Romagna) sez. I, 26/06/2020, n.123

La cessazione di fatto dell’attività professionale 

È solo la cancellazione dall’albo a determinare la decadenza del professionista dall’ufficio di procuratore e avvocato e a far quindi cessare lo “ius postulandi”, il cui venir meno comporta, altresì, la perdita da parte del difensore della legittimazione a compiere e ricevere atti processuali per conto del cliente; in mancanza della stessa non può assumere alcun rilievo la cessazione di fatto dell’attività professionale anche quando ha come conseguenza la rinuncia al mandato.

Cassazione civile sez. un., 10/01/2019, n.487

Comportamento deontologicamente rilevante

Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante, il professionista che assuma l’incarico contro un suo ex- cliente non comunicandogli peraltro la rinuncia al mandato. (Nella specie è stata confermata la sanzione dell’avvertimento).

Cons. Naz.le Forense, 05/03/2001, n.23

Rinuncia al mandato: ha effetto interruttivo del processo?

Nel processo amministrativo la rinuncia al mandato da parte dell’avvocato difensore, non seguita dalla nomina di un nuovo avvocato, non ha effetto interruttivo nel processo amministrativo ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 301 comma 3, c.p.c. e 79 c.p.a. – giacché in ossequio al principio della perpetuatio dell’ufficio defensionale, consacrato negli artt. 85 e 301 c.p.c. – il difensore rinunciante, fino alla sua sostituzione, conserva lo ius postulandi con riguardo al processo in corso, sia per quanto riguarda la legittimazione a ricevere gli atti nell’interesse del mandante, sia per quanto riguarda la legittimazione a compiere atti nell’interesse di quest’ultimo.

Consiglio di Stato sez. IV, 23/03/2020, n.2017

Rinuncia al mandato e nomina di un nuovo avvocato

La rinuncia al mandato da parte dell’avvocato difensore, non seguita dalla nomina di un nuovo avvocato, non ha effetto interruttivo, in quanto, in ossequio al principio della perpetuatio dell’ufficio defensionale, consacrato negli artt. 85 e 301 c.p.c., il difensore rinunciante, fino alla sua sostituzione, conserva lo ius postulandi con riguardo alla causa in corso.

Tribunale Trani, 05/02/2019, n.312

Rinuncia difensore di fiducia e nomina avvocato d’ufficio

In tema di giudizio minorile, in caso di rinuncia al mandato da parte del difensore di fiducia, non integra causa di nullità la nomina, quale difensore d’ufficio, di un avvocato non iscritto nell’elenco dei difensori abilitati al patrocinio davanti al tribunale per i minorenni, difettando una espressa previsione normativa in tal senso.

Cassazione penale sez. V, 04/02/2019, n.15050

I doveri di informazione e di comunicazione dell’avvocato

I doveri di informazione e di comunicazione dell’avvocato nei confronti della persona già assistita persistono sia nell’ipotesi di rinuncia che di revoca del mandato, anche se il codice deontologico della professione forense disciplina solo la prima fattispecie, atteso che la revoca del mandato costituisce, al pari della rinuncia, una soluzione di continuità nell’assistenza tecnica e, pertanto, deve ritenersi fonte dei medesimi obblighi necessari al fine di non pregiudicare la difesa dell’assistito.

(In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sanzione dell’ammonimento irrogata dal C.N.F. ad un avvocato che aveva omesso di comunicare al cliente la propria rinuncia al mandato ed il rinvio di udienza, precludendogli una più opportuna difesa a mezzo di memoria istruttoria con eventuale nuovo difensore).

Cassazione civile sez. un., 30/01/2019, n.2755

La rinuncia al mandato non ha effetto interruttivo del processo

Nel processo amministrativo la rinuncia al mandato da parte dell’avvocato difensore, non seguita dalla nomina di un nuovo avvocato, non ha effetto interruttivo nel processo amministrativo ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 301 comma 3, c.p.c. e 79 c.p.a. – giacché in ossequio al principio della perpetuatio dell’ufficio defensionale, consacrato negli artt. 85 e 301 c.p.c. – il difensore rinunciante, fino alla sua sostituzione, conserva lo ius postulandi con riguardo al processo in corso, sia per quanto riguarda la legittimazione a ricevere gli atti nell’interesse del mandante, sia per quanto riguarda la legittimazione a compiere atti nell’interesse di quest’ultimo.

Consiglio di Stato sez. V, 11/06/2018, n.3597



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2 Commenti

  1. L’avvocato ha rinunciato all’incarico…Io gli ho versato un anticipo nel momento stesso in cui gli ho conferito l’incarico. Ho diritto alla restituzione dell’anticipo in caso di rinuncia all’incarico? E in quali altri casi si ha diritto alla restituzione? Aiutatemi grazie

    1. Dipende se il compenso versato in anticipo era remunerativo della sola fase introduttiva del giudizio oppure se doveva coprire tutto il giudizio. Solo in quest’ultimo caso, l’avvocato è tenuto a restituirti la quota per la parte della causa da questi non più patrocinata. In caso di contestazioni sull’onorario, sia l’avvocato che il cliente possono rivolgersi al consiglio dell’ordine affinché esperisca un tentativo di conciliazione. Il consiglio, su richiesta dell’iscritto, può rilasciare un parere sulla congruità della pretesa dell’avvocato in relazione all’opera prestata. Si può chiedere anche al giudice la determinazione della parcella dell’avvocato.

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