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Canale di scolo: ultime sentenze

11 Gennaio 2022
Canale di scolo: ultime sentenze

Danno causato da cose in custodia; canale di scolo delle acque dal fondo irregolare e con doppia inclinazione; contiguità materiale dei terreni.

Erronea realizzazione dei canali di scolo delle acque

In materia di condominio al fine di individuare la legittimazione passiva del condominio stesso circa le infiltrazioni in uno degli appartamenti a causa di mancata manutenzione ed erronea realizzazione di canali di scolo delle acque, bisogna valutare se detto canale sia di proprietà condominiale o meno. Orbene, alla fine dell’individuazione dei beni comuni è sufficiente presumere la natura condominiale e che esse abbia l’attitudine funzionale ad servizio e godimento collettivo.

Tribunale Torre Annunziata, 24/07/2021, n.1610

Danni cagionati dall’insufficiente portata della canaletta di scolo

Deve ritenersi provato che lo straripamento delle acque piovane e il conseguente sovente allagamento dell’immobile degli attori (fatti non contestati), che hanno provocato i danni da costoro lamentati, siano stati cagionati dall’insufficiente portata della canaletta di scolo, ostruita per altro, a causa di una sua cattiva manutenzione imputabile all’Ente convenuto, da materiale di risulta. Il fatto, poi, che la cementificazione della zona avesse contributo ad aumentare la portata delle acque di scolo, così rendendo insufficiente il canale, non esime per nulla la Provincia da responsabilità, ma, semmai, porta a imputare alla stessa anche un comportamento omissivo, consistito nel non aver adottato tempestivamente i rimedi utili a consentire un miglior deflusso delle acque. La Provincia non ha fornito esauriente prova liberatoria, ragione per cui va confermata la sua responsabilità, ex art. 2051 c.c., in ordine ai danni subiti dagli attori.

Corte appello Palermo sez. I, 16/04/2018, n.791

Danni da cose in custodia

In tema di danno causato da cose in custodia costituisce circostanza idonea a interrompere il nesso causale e, di conseguenza, ad escludere la responsabilità dell’ente locale proprietario e custode di un canale di scolo, posto al margine della strada di ampie dimensioni, perfettamente visibile e delimitato da paletti, la mera distrazione di un pedone che è caduto all’interno dello stesso.

Tribunale Savona, 23/01/2018

Canale di scolo delle acque dal fondo irregolare

L’ente proprietario di una strada si presume responsabile, ai sensi dell’art. 2051 c.c., dei sinistri riconducibili alle situazioni di pericolo immanente connesse alla struttura ed alla conformazione della stessa e delle sue pertinenze, fermo restando che su tale responsabilità può influire la condotta della vittima, la quale, però, assume efficacia causale esclusiva soltanto ove sia qualificabile come abnorme, cioè estranea al novero delle possibilità fattuali congruamente prevedibili in relazione al contesto, potendo, in caso contrario, rilevare ai fini del concorso causale ai sensi dell’art. 1227 c.c..

(Nella specie, la S.C., in applicazione del principio, ha confermato la sentenza impugnata, che aveva ritenuto la condotta della danneggiata connotata da peculiare imprudenza e, conseguentemente, integrante caso fortuito idoneo ad elidere il nesso di causalità tra cosa e danno, in quanto, a fronte di una situazione della cosa obiettivamente pericolosa, ossia un selciato che costituiva un canale di scolo delle acque dal fondo irregolare e con doppia inclinazione, non aveva utilizzato le cautele normalmente attese e prevedibili in rapporto alle circostanze, che consentivano anche agevoli percorsi alternativi).

Cassazione civile sez. III, 01/02/2018, n.2481

Fondi separati da un canale di scolo delle acque: si considerano confinanti?

Ai fini della prelazione e del riscatto agrario, due fondi si considerano confinanti, anche se separati da un canale di scolo delle acque, quando in mancanza di prova contraria si presuma la comunanza dello stesso ai sensi dell’art. 897 c.c., mentre il rapporto di contiguità materiale viene meno allorché il canale sia pubblico per la funzione irrigua esercitata a servizio di una pluralità di fondi, idonea ad attribuirgli una vocazione pubblica incompatibile con quella di mera delimitazione del confine.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza del giudice di merito che aveva escluso la contiguità tra i fondi separati da un canale irriguo, attese le rilevanti dimensioni e portata, nonché la sua utilizzazione da parte di ventuno utenti, così assimilandolo ad un canale a destinazione pubblica).

Cassazione civile sez. III, 29/09/2015, n.19251

Rifacimento del canale di scolo delle acque piovane

La costruzione di un muro di confine, il rifacimento del canale di scolo delle acque piovane e l’esecuzione di un riporto di terreno sul fondo che abbiano lasciato inalterato il preesistente fossato senza mutare significativamente il dislivello dei terreni, non recando alcun pregiudizio al fondo del vicino, non possono essere causa di danni per la perdita delle colture.

Tribunale Savona, 14/04/2006

Canale di scolo: impugnazione dell’ordine di ripristino 

Ai sensi dell’art. 143 lett. a), r.d. 11 dicembre 1933 n. 1775, rientra nella competenza del tribunale superiore delle acque pubbliche l’impugnazione dell’ordine di ripristino di un canale di scolo.

T.A.R., (Molise), 30/01/2005, n.41

L’ostruzione di un canale di scolo

L’ostruzione di un canale di scolo che abbia causato la tracimazione dell’acqua nel fosso adiacente una strada con conseguente straripamento sul manto stradale, costituendo insidia per gli utenti in transito è riconducibile a negligenza dell’amministrazione comunale proprietaria del canale che pertanto deve rispondere dei danni ai sensi dell’art. 2043 c.c.

Tribunale Milano, 01/06/2004

Fondi separati da un canale di scolo delle loro acque

Devono considerarsi confinanti, agli effetti dell’art. 7 comma 2 n. 2 della l. 14 agosto 1971 n. 817, due fondi anche se separati da un canale di scolo delle loro acque, ove, mancando una contraria prova, questo canale debba presumersi comune ai sensi dell’art. 897 c.c., con la conseguente contiguità materiale dei fondi, che si estendono fino alla metà del canale fra essi interposto.

Cassazione civile sez. III, 17/12/1991, n.13558

Lo scavo di un canale di scolo di acque

Lo scavo di un canale di scolo di acque a scopo di bonifica di un terreno agricolo non è soggetto a concessione edilizia.

Consiglio di Stato sez. V, 23/01/1984, n.69

L’estinzione di una servitù di scolo

Appartiene alla competenza del tribunale regionale delle acque pubbliche, a norma dell’art. 140 lett. c) del t.u. 11 dicembre 1933 n. 1775, la domanda proposta contro un consorzio di bonifica al fine di far dichiarare l’estinzione di una servitù di scolo, poiché i canali di scolo, come disciplinati dal citato t.u., sono opere idrauliche riguardanti pur sempre l’utilizzazione delle acque e la risoluzione della relativa controversia coinvolge questioni, non solo giuridiche, ma anche tecniche, inerenti ad acque pubbliche, data la natura dei consorzi di bonifica di enti pubblici che curano interessi pubblici, la preordinazione della bonifica al soddisfacimento di interessi generali e l’attitudine delle acque utilizzate per la stessa ad usi pubblici di interesse generale, nel senso di servire ad una collettività di consorziati; ciò, pure nel caso in cui siffatta domanda sia fondata sull’assunto che il canale di scolo non assolve più, per la mutata destinazione dei luoghi, alla sua originaria funzione, coinvolgendo anche l’accertamento di tale fatto questioni di carattere tecnico inerenti ad acque pubbliche.

Cassazione civile sez. I, 24/07/1981, n.4787



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