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Cremazione defunto: ultime sentenze

24 Maggio 2021
Cremazione defunto: ultime sentenze

L’espressa dichiarazione di volontà di essere cremato e la concessione dell’indennità per la copertura delle spese funerarie.

L’attività di cremazione delle salme e la dispersione delle ceneri

L’attività di cremazione delle salme e la dispersione delle ceneri è qualificabile come servizio pubblico, essendo dalla l. 30 marzo 2001, n. 130 assoggettata: ad un sistema di tariffe amministrate (art. 5, comma 2); al potere di programmazione regionale dei nuovi insediamenti (art. 6, comma 1); alla gestione ai comuni «attraverso una delle forme previste dall’articolo 113 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267» (art. 6, comma 2); alla normativa tecnica nazionale di matrice ministeriale per quanto riguarda i limiti di emissione, degli impianti e per i materiali per la costruzione delle bare per la cremazione (art. 8); per effetto delle citate disposizioni di legge l’offerta di impianti di cremazione è pertanto soggetta ad un potere conformativo dell’amministrazione.

Consiglio di Stato sez. V, 02/04/2019, n.2175

Cremazione d’ufficio delle spoglie di un parente

In tema di cremazione d’ufficio delle spoglie mortali di un parente, l’art. 1 comma 7 bis dal D.L. 392/2000, come modificato dalla legge di conversione n. 26/01, non riguarda espressamente la destinazione dei resti mortali a seguito dell’esumazione od estumulazione, ma prevede ogni ipotesi e cioè si riferisce sia alla destinazione della salma a seguito del decesso sia alla destinazione dei resti mortali decorso il termine ordinario di inumazione (o tumulazione). Nel caso di disinteresse quindi dei famigliari si dovrà provvedere ad una nuova inumazione.

Corte appello Torino sez. III, 31/01/2019, n.200

Cremazione e riconoscimento della paternità

In tema di riconoscimento della paternità, è ammissibile l’azione cautelare promossa dalla madre del nascituro, concepito fuori dal matrimonio, dopo la morte del padre per accedere a materiale biologico del medesimo al fine di conservare elementi di prova da spendere nel futuro giudizio di paternità, da instaurare ex art. 269 c.c.; l’azione può in particolare essere promossa, come nel caso di specie, qualora il corpo del presunto padre non possa essere oggetto di esumazione, attesa la intervenuta cremazione.

Tribunale Milano sez. IX, 31/05/2016

Occultamento di cadavere e dispersione delle ceneri: differenza

Il reato di occultamento, soppressione e di sottrazione, si realizza con il nascondimento, tendenzialmente permanente, di un cadavere e si distingue, pertanto, dall’ipotesi attenuata prevista dall’art.411, comma quarto, cod.pen., che sanziona unicamente la dispersione delle ceneri eseguita in difetto di autorizzazione del pubblico ufficiale preposto, ovvero con modalità diverse da quelle indicate dal defunto.

(Fattispecie relativa alla consegna ai familiari dei defunti di ceneri provenienti da indistinte operazioni di cremazione e, pertanto, riferibili a cadaveri non identificati).

Cassazione penale sez. VI, 22/06/2016, n.38757

La cremazione della salma

Ove dagli elementi raccolti nel corso dell’istruttoria risulti che il de cuius aveva manifestato la volontà dì essere sepolto nella cappella concessa in uso alla persona con cui intratteneva una relazione, conferendo a quest’ultima un mandato post mortem, va inibita in via cautelare ai prossimi congiunti del defunto l’adozione dì qualsivoglia decisione riguardante la cremazione della salma o le modalità e il luogo di sua tumulazione, con il riconoscimento alla predetta mandataria del potere di assumere le decisioni inerenti alla sepoltura.

Tribunale Reggio Emilia, 12/09/2013

Cremazione: la volontà espressa in vita dal defunto

Con riguardo all’ordinanza avente ad oggetto l’autorizzazione comunale alla cremazione della salma ai sensi dell’art. 3, l. 30 marzo 2001 n. 130, allorché dalla documentazione in atti emergano numerose dichiarazioni testimoniali rese da “familiari e conoscenti” del defunto dalla quali è possibile trarre univocamente e concordemente che la volontà espressa in vita da quest’ultimo fosse nel senso di non voler essere cremato, a smentire e/o a contrastare tale ricostruzione della volontà dell’interessato non può in alcun modo esser fatta valere la dichiarazione del coniuge di non aver mai ricevuto dalla defunta un’espressa dichiarazione di volontà di non essere cremata, poiché tale difetto non equivale a dimostrare, in positivo, che esistesse una siffatta volontà.

T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. I, 21/06/2013, n.884

Dispersione delle ceneri derivanti dalla cremazione

In assenza di specifica normativa, la predominanza, nel procedimento di dispersione delle ceneri derivanti dalla cremazione dei defunti, dei profili igienico-sanitari comporta che l’adozione della relativa autorizzazione spetti all’ufficiale dello stato civile del Comune nel cui territorio la dispersione stessa deve essere effettuata.

T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. II, 02/12/2009, n.2583

Cremazione senza previo accertamento della volontà del de cuius

È illegittimo il provvedimento che autorizza la cremazione di una salma, su richiesta di un parente del de cuius, senza che fosse stata per nulla considerata la volontà espressa in vita dal defunto.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. I, 26/11/2008, n.5641

Spese funerarie: la concessione di indennità

L’art. 7 n. 2 del regolamento n. 1612 n. del 1968, relativo alla libera circolazione dei lavoratori all’interno della comunità, osta a una normativa di uno Stato membro la quale subordina la concessione di indennità a copertura delle spese funerarie sostenute da un lavoratore migrante alla condizione che l’inumazione o la cremazione si sia svolta nel territorio del suddetto Stato membro. Infatti, a meno che non sia oggettivamente giustificata e adeguatamente commisurata allo scopo perseguito, una disposizione di diritto nazionale, anche qualora sia indistintamente applicabile, dev’essere giudicata indirettamente discriminatoria, e pertanto inosservante della parità di trattamento di cui al suddetto art. 7 n. 2 quando per sua stessa natura, tenda ad essere applicata più ai lavoratori migranti che a quelli nazionali e, di conseguenza, rischi di essere sfavorevole in modo particolare ai primi.

Orbene, da un lato, per quanto riguarda le spese funerarie, il lavoratore migrante, che deve sostenere spese analoghe, per natura ed importo, a quelle che dovrebbe accollarsi un lavoratore nazionale, sarà indotto più di quest’ultimo, in caso di decesso di un suo familiare, a farne eseguire l’inumazione in un altro Stato membro, in considerazione dei legami che i membri di un famiglia del genere conservano generalmente con il loro Stato d’origine.

Dall’altro, il diniego opposto alla concessione delle indennità in caso di esequie celebrate in un altro Stato membro non può essere giustificato né da motivi di tutela della sanità, né da motivi attinenti al costo della cerimonia funebre, dato che le spese di trasporto della bara verso una località distante dal domicilio del defunto non sono comunque rimborsate, né dalla difficoltà della verifica delle spese sostenute.

Corte giustizia UE sez. V, 23/05/1996, n.237

La cremazione del cadavere di un minore

Poiché il potere di disposizione del proprio cadavere è configurabile non già come un diritto personalissimo, bensì come un diritto privato non patrimoniale, spettante, in mancanza di una diversa volontà del defunto, ai suoi prossimi congiunti, può essere autorizzata dall’autorità amministrativa, in virtù dell’art. 59 r.d. 21 dicembre 1942 n. 1880 e della l. 3 aprile 1957 n. 235, la cremazione del cadavere di un minore, qualora ne sia fatta richiesta dai genitori di quest’ultimo.

Tribunale Torino, 16/10/1985



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6 Commenti

  1. C’è chi desidera avere il suo posto all’altro mondo rimanendo in una bara e c’è chi chiede di essere cremato e rimanere in un’urna per l’eternità o richiedere la dispersione delle ceneri in natura. C’è addirittura chi con le ceneri del defunto ci fa dei diamanti. Ognuno decide come ritiene più opportuno procedere.

  2. Mia zia mi ha sempre detto che voleva essere cremata quando sarebbe passata a miglior vita. Poi, voleva che le sue ceneri sarebbero state disperse in un luogo particolare. Io le ho sempre detto che questa è una sua scelta e non saremo certo noi familiari a farle cambiare idea. Ora, sta molto male e le sue speranze di vita sono bassissime. Mi chiedo quale procedura bisogna seguire per la dispersione delle ceneri. Grazie in anticipo

    1. La dispersione delle ceneri deve essere autorizzata dall’Ufficiale di Stato civile, su diretta ed espressa volontà del defunto. Volontà che deve risultare dalla disposizione testamentaria; dalla dichiarazione autografa (da pubblicarsi come testamento olografo ex art. 620 c.c.); dalla dichiarazione resa e sottoscritta nell’ambito dell’iscrizione ad associazione legalmente riconosciuta per la cremazione; dalla dichiarazione ritualmente resa di fronte a pubblici ufficiali oppure dalla semplice dichiarazione verbale resa in vita dal defunto. Possono procedere alla dispersione i congiunti o l’esecutore testamentario nelle aree appositamente dedicate: presso il cimitero oppure in luoghi aperti, come il mare, i laghi o i boschi privi di natanti e manufatti.

  3. Mio nonno è sempre stato un amante del mare. Andava sempre a pescare all’alba e faceva anche immersioni subacquee. Adesso, la sua ora è vicina. Ha chiesto a noi familiari che desidera che le sue ceneri siano disperse in mare, il luogo a cui lui è sempre stato affezionato. Ora, mi domando se questa sia una pratica consentita. Aspetto vostre delucidazioni a riguardo. Grazie mille per le vostre informazioni sempre chiare

    1. La cremazione di un cadavere e la dispersione delle ceneri devono avvenire su autorizzazione dell’ufficiale di stato civile del Comune, a seguito dell’espressa volontà del defunto. Per quanto riguarda la possibilità di buttare le ceneri in mare, è consentito solo a 100 metri dalla riva nei tratti liberi da natanti o da manufatti. Ci deve essere sempre l’autorizzazione del Comune.

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