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Ristrutturazione casa: ultime sentenze

2 Febbraio 2021
Ristrutturazione casa: ultime sentenze

Le spese di ristrutturazione di un immobile avente uso abitativo sono detraibili? In caso di separazione, il coniuge non proprietario ha diritto all’indennizzo per i miglioramenti dell’immobile? Leggi le più recenti pronunce giurisprudenziali.

Complesso immobiliare oggetto di ristrutturazione

In tema di IVA, ai fini della detrazione nelle operazioni relative ad immobili a destinazione abitativa, la natura strumentale del bene acquistato deve essere valutata non solo in astratto, con riferimento all’oggetto dell’attività d’impresa, bensì in concreto, dovendosi verificare che lo stesso costituisce, anche in funzione programmatica, il mezzo per l’esercizio della suddetta attività.

(Fattispecie relativa ad edificio, parte di un complesso immobiliare oggetto di ristrutturazione e adibito a casa dei custodi, connesso all’attività di gestione di un parco naturalistico).

Cassazione civile sez. trib., 12/02/2020, n.3396

Ristrutturazione immobile: domanda di rimborso

Ove venga proposta domanda di corresponsione di una somma a titolo di indennità per miglioramenti sulla base degli artt. 192, 2033 e 936 c.c., il giudice non può qualificare l’azione ai sensi dell’art. 1150 c.c., giacché il riconoscimento del diritto ivi previsto postula l’allegazione e la prova del possesso del bene da parte del creditore.

(In applicazione del principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva riqualificato la domanda di rimborso delle spese sopportate dal coniuge per la ristrutturazione dell’immobile in proprietà dell’altro coniuge, avanzata ai sensi degli artt. 192, 2033 e 936 c.c., in termini di azione ex art. 1150 c.c., sull’erroneo presupposto che l’attore avesse composseduto il bene ristrutturato per il solo fatto che lo stesso era stato adibito a casa familiare).

Cassazione civile sez. III, 12/09/2019, n.22730

Mancata ultimazione dei lavori di ristrutturazione

In tema di benefici fiscali per l’acquisto prima casa, è consentito il mantenimento della agevolazione nei casi in cui il trasferimento della residenza nel comune ove è ubicato l’immobile non sia tempestivo per causa di forza maggiore. La causa di forza maggiore non può consistere nella mancata ultimazione dei lavori di ristrutturazione, atteso che elemento costitutivo della fattispecie è il trasferimento della residenza non nella prima casa ma nel comune in cui essa si trova.

Comm. trib. reg., (Lombardia) sez. XXV, 13/06/2019, n.2560

Richiesta di restituzione delle spese di ristrutturazione

Qualora l’attribuzione patrimoniale fatta da un soggetto ad un altro (il cui titolo originario è rappresentato dalla provvista per l’effettuazione di spese di ristrutturazione dell’immobile ove avrebbero dovuto stabilire la residenza familiare i nubendi) sia venuta meno in conseguenza della decisione libera e insindacabile di uno di essi di non contrarre più il matrimonio (c.d. “condictio indebiti ob causam finitam”) tale fattispecie rientra nell’ipotesi di debito oggettivo di cui agli artt. 2033 c.c. e ss.

Tribunale Palermo sez. I, 06/05/2019, n.2230

L’autorizzazione per la ristrutturazione dell’immobile

Non può imputarsi al contribuente il mancato rispetto della condizione del trasferimento della residenza entro 18 mesi nel Comune dove è situato dell’immobile oggetto delle agevolazioni ‘prima casa’, qualora il ritardo non sia dipeso dalla sua volontà o dalla sua inerzia ma sia stato causato dal Comune il quale non ha rilasciato, in tempo utile, l’autorizzazione per la ristrutturazione dell’immobile, al fine di renderlo abitabile. Tale ritardo non essendo imputabile al contribuente, non preclude in capo ad esso il riconoscimento e il godimento dei benefici fiscali previsti.

Comm. trib. reg. Campobasso, (Molise) sez. I, 03/10/2018, n.644

Comodato e spese ristrutturazione immobile

Il comodatario, che al fine di utilizzare la cosa debba affrontare spese di manutenzione straordinaria, può liberamente scegliere se provvedervi o meno, ma, se decide di affrontarle, lo fa nel suo esclusivo interesse e non può, salvo che si tratti di spese necessarie ed urgenti, pretenderne il rimborso dal comodante, non essendo quest’ultimo tenuto, in ragione dell’essenziale gratuità del contratto, a conservare la qualità del godimento della cosa, né a far sì che la stessa sia idonea all’uso cui il comodatario intende destinarla.

(Nella specie, la S.C., decidendo nel merito, ha disatteso la pretesa del comodatario di insinuare al passivo del fallimento le spese sostenute per la ristrutturazione di un immobile concesso in comodato dal socio illimitatamente responsabile della società fallita ed adibito dal comodatario a casa coniugale).

Cassazione civile sez. I, 14/06/2018, n.15699

Rilascio delle autorizzazioni edilizie

Quando vi sia un ritardo da parte dell’Amministrazione comunale circa il rilascio delle autorizzazioni edilizie per la realizzazione di opere di ristrutturazione e per il permesso di abitabilità, tale circostanza non può essere considerata causa di forza maggiore al trasferimento nell’immobile,  quale “prima casa”, atteso che tali fatti non costituiscono eventi non prevedibili ed inevitabili, quale forza maggiore che abbia il carattere dell’ idoneità ad impedire la decadenza dalle agevolazioni dell’acquirente di un immobile, qualora questi non abbia trasferito la residenza nel perentorio termine di diciotto mesi dall’acquisto.

Comm. trib. reg. Milano, (Lombardia) sez. XV, 15/02/2018, n.648

Diritto all’indennizzo per i miglioramenti all’immobile

Il coniuge non proprietario, che pure ha usufruito del vantaggio conseguente alla ristrutturazione, ha diritto a un equo indennizzo nel momento in cui, in sede di separazione, la comunione spirituale e materiale viene meno e, con essa, anche la situazione legittima del compossesso derivante dal vincolo matrimoniale.

In tali casi è riconosciuto non il diritto alla restituzione, ma il diritto all’indennizzo, fondato su una norma in tema di possesso, l’articolo 1150 del Cc, ai sensi del quale il possessore ha diritto all’indennità per i miglioramenti recati alla cosa, purché sussistano al tempo della restituzione, il cui ammontare è determinato nella misura dell’aumento di valore conseguito dalla cosa per effetto dei miglioramenti medesimi.

Tribunale Bolzano sez. II, 07/02/2018, n.172

Lavori di ristrutturazione della propria casa di abitazione

Va riconosciuta la responsabilità della proprietaria -committente dei lavori di ristrutturazione della propria casa di abitazione, atteso che essendo pacifico che l’evento è avvenuto durante il corso dei detti lavori e per l’esecuzione dei lavori aveva noleggiato il ‘muletto elevatore’, risultato inadeguato al sollevamento, oltre che allo stato dei luoghi ed è inoltre incontroverso che la stessa non aveva approntato, come dovuto, le necessarie cautele per la sicurezza del cantiere e di quanti vi operavano, transitavano o sostavano. Pertanto, deve accertarsi la prevalente responsabilità nel sinistro dell’esecutore dei lavori nella misura di due terzi e della proprietaria -committente nella minore misura di un terzo.

Corte appello Brescia sez. II, 30/01/2017, n.134

La ristrutturazione con l’aumento della volumetria

La l. reg. Campania n. 19 del 2009 (cd. Piano Casa) prevede la possibilità di deroga agli strumenti urbanistici e non anche ai vincoli prescritti da piani paesaggistici, pertanto, al di là dei casi espressi di esclusione disciplinati dall’art. 3 l. reg. in questione, occorre verificare in concreto, di volta in volta, se l’intervento sia compatibile con i vincoli paesaggistici di inedificabilità relativa, potendo ammettersi il medesimo intervento laddove il vincolo paesaggistico vieti la sola nuova costruzione e non anche la ristrutturazione con aumento di volumetria.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. II, 17/10/2016, n.4735

Interpretazione del concetto di ristrutturazione

Non può darsi luogo, sulla sola base della presunta ratio della legge regionale sul piano casa (l. rg. Campania n. 19/2009) a una interpretazione del concetto di ristrutturazione edilizia differente e più ampia rispetto a quello generale previsto nel T.U. dell’Edilizia di cui al d.P.R. n. 380 del 2001, nel senso di non ritenere sufficiente la realizzazione sullo stabile di un solo intervento classificabile come ristrutturazione ma di richiedere un intervento che coinvolga in via generale l’intero immobile. Siffatta interpretazione, infatti, non troverebbe un congruo riscontro definitorio normativo, restando in ultima analisi esposta al soggettivismo dell’interprete.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VIII, 23/08/2016, n.4092

Detraibilità delle spese di ristrutturazione di un immobile

In tema di IVA, le spese di ristrutturazione di un immobile avente uso abitativo sono detraibili ex art. 19 del d.P.R. n. 633 del 1972 ove ne venga accertata, in concreto, l’inerenza all’attività di impresa attraverso la verifica della sussistenza di un nesso oggettivo tra il bene e l’esercizio dell’attività economica del soggetto passivo, anche tenendo conto di una valutazione meramente prospettica.

(Nella specie, in applicazione del principio, la S.C. ha ammesso la detraibilità delle spese sostenute per la ristrutturazione della casa colonica, abitata dal contribuente imprenditore agricolo, in quanto finalizzate alla nuova destinazione dell’immobile ad attività recettizia di agriturismo).

Cassazione civile sez. trib., 24/09/2019, n.23694



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