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Consolidamento: quando serve un prestito della banca per saldare debiti

15 gennaio 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 gennaio 2014



Un modo per alleggerire il peso di prestiti della banca oppure di unificare le rate di più mutui in una sola può essere il consolidamento. Vediamo cos’è e come funziona.

La semplificazione può essere un’esigenza particolarmente sentita per il debitore di banche ed altri enti finanziatori coi quali il primo intrattenga più di un rapporto di mutuo o comunque di prestito.

Non è raro, infatti, che, a causa del mutamento delle proprie condizioni economiche o anche solo per facilitare la gestione dei rapporti contrattuali con tali enti, si cerchi di sostituire una pluralità di debiti a un unico prestito, magari a condizioni più vantaggiose e che riservi la possibilità di avere liquidità ulteriore.

Cos’è il consolidamento dei debiti

Il consolidamento dei debiti è tecnicamente un prodotto finanziario (al pari di un mutuo) che consente di ridurre a unità un insieme di prestiti e, quindi, di debiti già in essere con uno o più istituti di credito. In altre parole, il debitore – che ha già sottoscritto altri finanziamenti di cui sta pagando le rate – ottiene, ad esempio, da una banca una nuova somma in prestito con la quale chiudere i precedenti rapporti di debito e aprire un nuovo finanziamento che si sostituirà ai precedenti.

Che vantaggi offre il consolidamento?

La convenienza di una tale operazione può risolversi tanto nella possibilità di allungare la vita di un precedente finanziamento già in corso, alleggerendo quindi l’importo delle singole rate dovute, quanto nell’opportunità di far confluire più rapporti di debito (che prevedano la clausola di estinzione anticipata) in un unico finanziamento con un solo ente, unificando quindi i vari pagamenti in una sola rata.

Come funziona?

Trattandosi di un prodotto finanziario venduto da una banca è necessario che il debitore raggiunga un accordo in tal senso con l’istituto di credito. Quest’ultimo, dopo la stipula del contratto, procede a spalmare su un nuovo progetto di finanziamento contraddistinto da tempi più lunghi e rate di importo più basso rispetto ai precedenti debiti, che perciò vengono estinti. Per l’unificazione di questi ultimi non conta la loro tipologia o il fatto che siano stati contratti con enti diversi.

A chi viene concesso?

Prima di concedere un prestito di consolidamento la banca effettua un’analisi della solidità finanziaria del debitore. Normalmente, in tale valutazione, vengono soppesati sia la politica di rischio dell’istituto creditizio, ossia le circostanze che inducono la banca a concedere più o meno prestiti alla clientela, che il livello di reddito nonché l’affidabilità creditizia del richiedente.

Per quanto riguarda la prima, ogni istituto di credito applica i propri criteri basandosi su dati statistici in suo possesso, cercando di mantenere il livello di insolvenza al di sotto di un certo limite, mentre, spesso, risulta decisivo, per la concessione del consolidamento, il livello di reddito del richiedente. Più è basso il rapporto tra lo stipendio di quest’ultimo e la rata da rimborsare, maggiori saranno le possibilità di ottenere il nuovo prestito.

Vengono infine valutate eventuali segnalazioni pregresse sul debitore presso la Centrale Rischi che fornisce alle banche periodici rapporti.

Le singole modalità di consolidamento

Diversi sono i prodotti finanziari che possono realizzare tale necessità del debitore:

1) Prestito personale fiduciario

È quello che prevede un piano di rientro mediante bollettini postali o addebito bancario (RID). È il meno indicato per effettuare un consolidamento in quanto i tassi sulla rata da rimborsare sono mediamente elevati, la durata breve (difficilmente si superano i 6/7 anni) e le somme erogabili modeste. Non può essere proposto inoltre a chi ha subito ritardi o protesti ed è segnalato in Centrale Rischi.

2) Cessione del quinto o prestito delega

Tanto la cessione del quinto dello stipendio quanto il prestito con delega di pagamento sono prodotti finanziari che si adattano meglio al consolidamento perché hanno un tasso conveniente e una durata fino a dieci anni, oltre ad essere stipulabili anche da insolventi, protestati e pignorati.

Non possono però essere offerti a lavoratori autonomi o con contratti atipici e la rata non può superare il 20% dello stipendio netto (elevabile al 40% se il contratto è concluso mediante contemporanea cessione del quinto e delega di pagamento). Per i dipendenti di aziende private inoltre la cifra massima è legata al TFR accantonato.

3) Mutuo di scopo

È il prodotto più indicato per chi ha bisogno di importi elevati perché offre tassi convenienti e una dilazione lunga. Nel contratto viene esplicitato che la somma erogata sarà destinata espressamente all’estinzione dei pregressi debiti. Ha l’inconveniente che necessita di un immobile in proprietà da concedere in ipoteca, il cui valore tuttavia serve a definire l’importo massimo finanziabile (in genere fino al 70% del valore dell’immobile). Può essere concesso anche a chi ha avuto segnalazioni presso la Centrale Rischi a patto che gli insoluti siano poi stati successivamente saldati e non si siano ripetuti frequentemente. Niente da fare invece per pluri-segnalati, protestati e pignorati.

 

4) Il mutuo vitalizio

È un tipo di prestito rivolto alle persone che hanno già compiuto 65 anni e che possiedono un immobile libero da precedenti vincoli. L’importo finanziabile varia con l’età del richiedente (più è anziano e più sarà elevata) fino a un massimo del 50% del valore commerciale dell’immobile.

Non viene valutata l’affidabilità finanziaria del richiedente poiché quest’ultimo non pagherà nulla finché rimane in vita; gli interessi infatti andranno a sommarsi al capitale inizialmente erogato.

Alla morte del cliente gli eredi potranno alternativamente:

– estinguere il finanziamento con soldi propri;

– mettere in vendita l’immobile ed estinguere il debito con il ricavato;

– dare incarico alla banca di vendere l’immobile trattenendo quanto le spetta e versando agli eredi la differenza eventuale. Qualora dalla vendita venga ricavato meno dell’ammontare del debito dovuto gli eredi saranno comunque liberi da qualunque impegno.

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1 Commento

  1. buongiorno signore e signora
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