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Chi può parcheggiare nel condominio?

28 Dicembre 2020
Chi può parcheggiare nel condominio?

Parenti, amici, ospiti e clienti possono lasciare l’auto nel cortile condominiale? Quale difesa contro chi occupa più di un posto auto?

Quando il condominio ha un cortile troppo piccolo per ospitare le auto di tutti i residenti potrebbe succedere che lo spazio si riduca ulteriormente quando lo stesso venga occupato da ospiti o dai clienti dei negozi. È legittimo, in casi del genere, ribellarsi all’occupazione dei posti auto da parte di estranei? Chi può parcheggiare nel condominio? Cerchiamo di capire cosa dice la legge a riguardo.

Posti auto non assegnati: come si dividono?

Il regolamento di condominio può contenere un accordo sull’uso dei posti auto, stabilendo turni in base a criteri predefiniti dall’assemblea. 

In assenza di tale accordo, è diritto di ogni condomino rivolgersi al giudice affinché imponga all’assemblea di adottare una disciplina sull’uso dei parcheggi, in modo da consentire a tutti i condomini di usufruirne secondo regole uguali per tutti (ad esempio, prevedendo dei criteri rotatori).

Se non c’è una regolamentazione e nessuno procede in via giudiziale, lo spazio può essere occupato da ciascun condomino secondo le proprie esigenze. Esigenze che impongono però il rispetto del diritto di «pari uso» da parte di tutti gli altri condomini. Lo dice espressamente l’articolo 1102 del Codice civile, secondo cui «ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché (…) non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto».

In termini pratici significa che, seppure ciascun condomino è libero di utilizzare il posto auto che trova libero di volta in volta, questi non può tuttavia occupare tanto spazio da impedire agli altri condomini di fare altrettanto.

In buona sostanza, quando lo spazio in cortile è appena sufficiente ad ospitare un’auto a testa, nessuno può occupare più di un parcheggio.

Chi può parcheggiare nel condominio?

L’area di parcheggio del condominio è rivolta a soddisfare le esigenze di tutti i condomini, sia quelle dei proprietari di appartamenti che quelle dei titolari di magazzini e negozi. Tali esigenze possono consistere in un’utilità diretta e personale, quella cioè di chi voglia lasciare la propria auto sotto casa, o indiretta, come nel caso di chi abbia piacere o interesse a ospitare amici, familiari o clienti per la propria attività commerciale. 

Ne consegue che è diritto dei condomini – laddove lo spazio lo permetta – di consentire ad estranei di parcheggiare la propria auto nel cortile condominiale per accedere alle unità abitative collocate nello stesso palazzo.

Non sarebbe invece legittimo lasciare che amici e parenti possano collocare l’auto nel cortile condominiale per sopperire alle esigenze di parcheggio nella zona. Il cortile è, infatti, un’area strumentale alle esigenze degli appartamenti e dei negozi non a quelle personali dei proprietari dell’auto.

In buona sostanza, ciò significa che i soggetti legittimati a parcheggiare l’auto in condominio sono innanzitutto i proprietari di appartamenti, negozi e anche di semplici magazzini o garage. 

In secondo luogo, se l’area consente l’utilizzo di più di un posto auto a testa, sarà possibile consentire, ai propri ospiti o ai clienti dei locali commerciali, di lasciare l’auto nel cortile. Quindi, il cliente di uno studio professionale (ad esempio, quello di un avvocato o di un dentista) potrà parcheggiare nel cortile condominiale; altrettanto dicasi per il familiare che va a fare visita a uno dei residenti nell’edificio, e così via.

Cosa fare contro chi occupa più parcheggi?

La violazione di tali regole non consente di chiamare il carro attrezzi, trattandosi di area privata e non pubblica, sulla quale pertanto non valgono le regole del Codice della strada e le autorità non hanno alcun potere di elevare contravvenzioni.

Tuttavia, si può agire in due modi:

  • attraverso un’azione civile contro il condomino responsabile di occupare più posti auto, azione intrapresa dall’amministratore in qualità di custode delle parti comuni dell’edificio;
  • oppure attraverso la previsione, all’interno del regolamento condominiale, di sanzioni pecuniarie per chi viola le regole interne del condominio medesimo. 


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