Cassa forense: contributi ridotti per gli avvocati in crisi economica

14 gennaio 2014


Cassa forense: contributi ridotti per gli avvocati in crisi economica

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 gennaio 2014



135mila legali “al verde” non riescono a regolarizzare la propria posizione con la cassa forense e rischiano la cancellazione; per loro sta arrivando un nuovo beneficio: la possibilità di pagare solo il 50% dei contributi dovuti.

Oltre 80mila legali rischiano di non avere copertura previdenziale. Il nuovo vertice lavora a estendere il welfare.

Sono circa 56 mila gli iscritti all’albo degli avvocati che, ancora non hanno regolarizzato la propria posizione contributiva con la Cassa forense e che, quindi, poste le nuove regole dell’ordinamento forense, sono a rischio cancellazione. Per essi si aprono però le porte ai contributi ridotti fino alla metà del dovuto.

Sono poi 30 mila i legali che, nonostante siano iscritti alla Cassa, sono in arretrato con i pagamenti. Anche per loro le maglie larghe dei benefici non tarderanno ad arrivare.

Le promesse provengono dalla Cassa e dal nuovo presidente Nunzio Luciano.

La Cassa è ora come una fortezza assediata: chi è fuori vorrebbe entrare e chi sta dentro potrebbe dover uscire. Certo non per sua volontà, ma perché perde capacità contributiva, situazione con cui si confrontano circa 30 mila legali.

I non iscritti sono soprattutto al Sud; invece chi rischia la cancellazione sta anche al Nord (dati riportati dal Sole 24 Ore di oggi).

“La Lombardia è la seconda regione, dopo la Campania, in cui sono iscritti i 30mila a rischio – spiega Nunzio Luciano –.  La mia convinzione, anche se preciso che sarà il Comitato a decidere, è che anche a loro vada esteso il trattamento che la bozza riserva ai 56 mila ancora fuori. Trovo legittima anche la richiesta di riconoscere la stessa possibilità a tutti eliminando l’emendamento introdotto nella bozza di regolamento che limita i vantaggi agli under 35: non si possono fare discriminazioni sull’età”.

Oltre alla riduzione al 50% dei contributi, Luciano precisa che c’è dell’altro in cantiere: “Dobbiamo varare un regolamento di assistenza attiva: contiamo di farlo entro l’anno e di presentarlo in una conferenza nazionale dedicata al tema. Pensiamo al microcredito, ma anche ai finanziamenti europei per la piccola e media impresa, circa 100 miliardi. È importante formare una nuova classe di avvocati guardando al mercato: inutile sfornare migliaia di civilisti se la richiesta è un’altra”.

Motivo di soddisfazione per il neo presidente è un dato non ancora consolidato: «Gli avvocati che hanno pagato i contributi nell’ultimo anno sono il 90%, temevamo un calo, evidentemente c’è un attaccamento alla professione”.

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Autore immagine: 123rf.com

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