Accertamenti fiscali 2021: cosa cambia

28 Dicembre 2020 | Autore:
Accertamenti fiscali 2021: cosa cambia

I nuovi termini di decadenza fissati in emergenza Covid concedono più tempo all’Agenzia delle Entrate per emettere e notificare gli avvisi ai contribuenti.

L’onda degli accertamenti fiscali in arrivo nel 2021 sta iniziando a montare già in questo scorcio di fine anno: in questi giorni molti contribuenti hanno ricevuto dall’Agenzia delle Entrate un invito al contraddittorio.

Nella maggior parte dei casi il Fisco ha messo la lente sui redditi dell’annualità 2015 (dichiarati nel 2016) e sulle omesse dichiarazioni dei redditi del 2014, per evitare la decadenza.

Infatti le norme varate sull’emergenza Covid hanno previsto che per gli atti in scadenza alla fine del 2020 l’avviso di accertamento deve essere emesso entro il 31 dicembre, ma – in deroga alle regole normali – potrà essere validamente notificato sino al 31 dicembre 2021.

C’è poi la sospensione delle scadenze fiscali che era stata concessa nel periodo dall’8 marzo al 31 maggio 2020: sono 85 giorni di tempo che operano non solo a favore dei contribuenti ma anche del Fisco. Così adesso l’Agenzia delle Entrate può recuperarli per le attività di accertamento ordinarie che altrimenti sarebbero scadute alla fine di quest’anno.

Applicando il differimento, l’avviso di accertamento o di liquidazione dell’imposta potrà essere emanato anche nei primi mesi del 2021. E proprio qui viene in rilievo l’invito al contraddittorio: una norma [1] consente al Fisco di beneficiare di una proroga di ben 120 giorni del termine di decadenza ordinario, in tutti i casi in cui tra la data di comparizione indicata dall’Ufficio nell’invito e la scadenza di fine anno intercorrono meno di 90 giorni.

Dunque in tali casi l’Amministrazione finanziaria avrà tempo fino al 30 aprile 2021 per notificare gli atti accertativi. In concreto, questa estensione riguarda gli inviti a comparire con data tra il 3 ottobre ed il 31 dicembre 2020.

Ma tutto questo riguarda solo i tributi erariali accertati dall’Agenzia delle Entrate, non invece quelli di competenza degli Enti locali, come l’Imu o il bollo auto; qui la proroga rimane di 85 giorni e dunque gli accertamenti in scadenza a fine 2020 potranno essere notificati entro il 26 marzo del 2021.

Questo significa che, a differenza degli altri anni, stavolta i Comuni e le Regioni avranno quasi tre mesi di tempo in più per inviare ai contribuenti gli avvisi di accertamento dei propri tributi. E l’Agenzia delle Entrate avrà a disposizione un termine ancora più ampio: l’estensione sarà di quattro mesi se c’è stato l’invito a comparire entro la fine del 2020 e di un anno intero per gli atti non preceduti da questo contraddittorio preventivo con i contribuenti. Leggi anche Fisco: gli accertamenti rinviati al 2021.


note

[1] Art. 5 D.Lgs. 218/1997; Circolare Agenzia Entrate n. 17/E del 22 giugno 2020 e n. 25/E del 20 agosto 2020.


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