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Riaperture in forse a gennaio, ecco chi rischia

28 Dicembre 2020
Riaperture in forse a gennaio, ecco chi rischia

Ancora da sciogliere il nodo della ripartenza di numerose attività.

L’ultimo decreto, approvato per disciplinare un Natale pandemico e atipico, resterà in vigore fino al 15 gennaio. Solo a quel punto, si deciderà ufficialmente chi potrà riaprire e chi ancora no.

L’elenco delle attività chiuse da tempo o caratterizzate da riaperture intermittenti e forti limitazioni è lungo: piscine, palestre, teatri, cinema, musei, nonché bar e ristoranti, chiusi al pubblico in questi giorni di zone rosso-arancio e che hanno dovuto fare a meno della cena (se non a domicilio o da asporto) causa coprifuoco.

Molte attività rischiano di proseguire lo stop, tra queste sicuramente le discoteche e tutti quei locali in cui si allestiscono grandi eventi, off-limits per via degli assembramenti. Il fatto è che gli esperti ragionano in funzione della curva dei contagi e questo vuol dire che, se si registrano innalzamenti, la soluzione più prudente è proseguire sul terreno delle restrizioni.

Ieri, ad esempio, il rapporto positivi-tamponi sfiorava il 15%. A metà gennaio, inoltre, si comincerà ad avere un’idea di quanto ci sarà costato (in termini di aumento dei contagi) il Natale, dove comunque la socialità è aumentata rispetto al quotidiano, malgrado divieti e raccomandazioni.

Per esempio tornare in palestra e in piscina in sicurezza sarà possibile non solo a certe condizioni epidemiologiche, ma anche con nuove regole che dovranno essere messe nero su bianco in linee guida. Ci si sta lavorando. Si parla di contingentare gli ingressi, anche in acqua, con una sola persona a corsia. E poi divieto di accesso agli spogliatoi. Le proposte dovrebbero essere pronte entro la fine delle feste.

Anche per cinema e teatri è possibile uno slittamento delle riaperture. Non tanto perché è rischioso lo spettacolo in sé: si risolverebbe agevolmente con un contingentamento degli ingressi o con le prenotazioni. Il problema è all’esterno, quando si crea la fila prima di entrare.

Ristoranti e bar mordono il freno: hanno conosciuto lunghi periodi di chiusura, da quando è iniziata l’emergenza. Sono le attività che più hanno sofferto, in queste festività di zona rossa e arancione, sottoposte, peraltro, a stringenti protocolli di sicurezza, come la presenza di un massimo di quattro persone al tavolo. Chiedono di poter tornare a servire la cena ai clienti nel locale, il che dipenderà molto dal coprifuoco.



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1 Commento

  1. palestre senza doccia e spogliatoio? che idea del ca… siamo in inverno, come faccio ad arrivare già cambiato e dopo l’allenamento esco bello sudato…così si che mi ammalo!

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