Imu: l’elenco di chi non paga la prima rata 2021

28 Dicembre 2020 | Autore:
Imu: l’elenco di chi non paga la prima rata 2021

La manovra riconosce l’esenzione dal versamento dell’imposta ai proprietari degli immobili che ospitano le attività più colpite dall’emergenza Covid.

Con la legge di Bilancio approvata dalla Camera, ed in attesa del via libera definitivo del Senato entro giovedì, ci sono dei contribuenti che saranno esenti dalla prima rata Imu 2021. Si tratta di quelli più colpiti dall’emergenza Covid e dalle restrizioni imposte dal Governo durante questa seconda ondata di contagi.

L’emendamento che prevede l’esenzione dall’Imu aveva avuto una settimana fa il voto favorevole della commissione Bilancio di Montecitorio e, ieri sera, ha visto il semaforo verde. Visti i tempi ristretti per l’approvazione definitiva della manovra, che deve avvenire entro il 31 dicembre, non si attendono modifiche sostanziali a Palazzo Madama.

A questo punto, si può dire che non pagheranno la prima rata Imu del 2021 i proprietari degli immobili che ospitano degli esercizi appartenenti ai settori del turismo, dello spettacolo e della ricettività alberghiera. Nel dettaglio:

  • alberghi;
  • agriturismi;
  • stabilimenti balneari e termali;
  • villaggi turistici;
  • ostelli della gioventù;
  • rifugi di montagna;
  • colonie marine e montane;
  • affittacamere per soggiorni brevi;
  • case e appartamenti per vacanze;
  • bed & breakfast;
  • residence;
  • campeggi;
  • allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni;
  • discoteche;
  • sale da ballo;
  • night-club e simili.

È fondamentale, ai fini dell’esenzione, che il proprietario dell’immobile ed il gestore dell’attività esercitata siano la stessa persona, tranne nel caso degli allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni.

Viene esteso il credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo per agenzie di viaggio e tour operator, istituito dall’articolo 28 del decreto Rilancio e successivamente modificato dai vari provvedimenti legati all’emergenza coronavirus: il credito d’imposta spetta fino al 30 aprile 2021 anziché fino al 31 dicembre 2020.



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