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Illegittima segnalazione alla Centrale Rischi e risarcimento

28 Dicembre 2020
Illegittima segnalazione alla Centrale Rischi e risarcimento

Non sempre spetta il risarcimento dei danni se la banca sbaglia la segnalazione alla Crif e alla Cai: necessario dimostrare i danni concreti.

La Cassazione ha ormai definito, con chiarezza, i confini del diritto al risarcimento in caso di illegittima segnalazione alla Centrale Rischi. 

Sul punto, si registra un ampio contenzioso generato, da un lato, dall’abitudine delle banche di comunicare i nominativi dei clienti morosi al minimo inadempimento e, dall’altro, dalle richieste di risarcimento prive però di alcuna motivazione e fondamento. 

Cerchiamo di fare il punto della situazione, partendo dal seguente quesito: quando scatta la segnalazione alla Centrale Rischi? Se l’istituto di credito fa una segnalazione pur non essendovi i presupposti, come fare ad ottenere il risarcimento del danno?

Centrale Rischi: cos’è e come funziona

Spesso, si confonde la segnalazione in Centrale Rischi con quella alla Crif o alle altre Società di informazioni creditizie (Sic). 

In Crif, finiscono i dati di quanti hanno un rapporto con le banche, a prescindere poi dal fatto che questo sia caduto in sofferenza o meno. Il semplice fatto di avere in corso un mutuo con una banca – anche senza essere morosi – fa sì che il nominativo del mutuatario venga inserito nelle banche dati delle società di informazioni creditizie come appunto la Crif. Questo serve per consentire a tutti gli istituti di credito di conoscere le condizioni finanziarie di ogni persona che si rivolge a loro e, quindi, di verificarne la solvibilità.

Al contrario, la Centrale Rischi è un archivio detenuto dalla Banca d’Italia dove confluiscono solo i nominativi di chi non rispetta gli obblighi contrattuali con le banche e le finanziarie. 

Centrale Rischi: quando scatta la segnalazione

La segnalazione in Centrale Rischi presuppone il preventivo invio di una lettera di avvertimento al debitore affinché questi sia messo nella condizione di poter adempiere ed evitare tutti gli effetti pregiudizievoli che da ciò dipendono, come la perdita del credito finanziario e la possibilità di accedere a ulteriori finanziamenti.

Secondo la giurisprudenza, la segnalazione in Centrale Rischi non può scattare per un semplice ritardo. Essa richiede una condizione di insolvenza di difficile soluzione. Ciò non si identifica necessariamente nella condizione fallimentare del debitore, ma si concretizza in una valutazione negativa della sua situazione patrimoniale ossia come di “grave difficoltà economica“. In altre parole, la segnalazione richiede una valutazione, da parte dell’intermediario, riferibile alla complessiva situazione finanziaria del cliente, che semplicemente non può scaturire dal mero ritardo nel pagamento del debito [2].

Il fatto di non voler pagare, per via di una contestazione in corso con la banca, non legittima l’istituto di credito ad utilizzare, quale arma per ottenere il pagamento, la segnalazione alla Centrale Rischi. 

Per Crif non valgono i medesimi criteri che regolano le segnalazioni alla Centrale Rischi di Bankitalia, essendo diverse sia le “finalità” perseguite dai due istituti che il concetto di “insolvenza” a cui fanno riferimento. Se, infatti, per la segnalazione nella Centrale Rischi pubblica è necessario l’accertamento di uno stato di insolvenza oggettivo e non un semplice ritardo di pagamento (per cui chi omette una rata di basso importo non finisce segnalato in Cai) così non è per le Sic, le quali si limitano a segnalare anche le minime insolvenze.

Illegittima segnalazione alla Centrale Rischi e risarcimento danni

Non è sufficiente che la segnalazione alla Centrale rischi della Banca d’Italia sia illegittima per aver diritto a un risarcimento. È necessario dimostrare concretamente di aver subito un danno all’immagine. Tale danno non può essere semplicemente presunto dal fatto stesso dell’illegittima segnalazione. Ci vuole quindi una prova dell’effettiva lesione alla reputazione e all’immagine e questa prova va fornita dal presunto danneggiato. 

Ad esempio, in caso di errata segnalazione alla centrale rischi della Banca d’Italia, il risarcimento va escluso se si tratta di società in crisi da anni e manca la prova che la stretta sui finanziamenti degli istituti di credito sia collegata al comportamento illegittimo della banca che ha lanciato l’alert. Ad affermarlo è stata un’altra sentenza della Cassazione che ha accolto sul punto il ricorso della banca autrice di una segnalazione errata che riguardava un’esposizione debitoria nei confronti di un altro istituto che in realtà non c’era [3]. 

Nel nostro ordinamento, per ottenere il risarcimento di un pregiudizio conseguente all’altrui comportamento illegittimo, occorre provare un danno che sia conseguenza immediata e diretta della condotta illecita altrui; ciò, peraltro, vale anche con specifico riferimento alla richiesta di risarcimento del danno da illegittima segnalazione alla Centrale dei Rischi. Non è nemmeno sufficiente la prova, da parte del danneggiato, di non aver potuto ottenere credito da altri istituti o intermediari a seguito della segnalazione: il danneggiato deve altresì provare il beneficio economico che avrebbe conseguito tramite l’impiego del denaro che gli è stato ingiustamente negato a causa della segnalazione.


note

[1] Cass. sent. n. 20885/2019.

[2] Cass. sent. n. 16409/2020.

[3] Cass. sent. n. 13264/2020.

Autore immagine: depositphotos.com


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