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Quando si prescrive il reato di diffamazione?

2 Aprile 2021 | Autore:
Quando si prescrive il reato di diffamazione?

Prescrizione: come funziona? Dopo quanto tempo si estingue il delitto di diffamazione? Cosa succede dopo la sentenza di primo grado?

La diffamazione è uno di quei reati che si rischia di commettere per una leggerezza oppure per non aver pensato troppo alle conseguenze delle proprie azioni. Per incorrere in diffamazione basta poco: è sufficiente parlare male di una persona in sua assenza e in presenza di almeno altri due individui. Ovviamente, per aversi diffamazione occorre che i commenti siano particolarmente irriguardosi, tali da ledere la reputazione della vittima. Per salvarsi da questo particolare delitto occorre dimostrare che la condotta non abbia leso la considerazione che gli altri hanno della presunta persona offesa, oppure provare che l’azione sia avvenuta in presenza della vittima, cosicché questa aveva la possibilità di difendersi. In alternativa, colui che è incriminato per diffamazione può sperare nella prescrizione del delitto. Quando si prescrive il reato di diffamazione?

Trattandosi di delitto, la diffamazione segue le normali regole previste dal Codice penale e, per la precisione, quella secondo cui la prescrizione estingue il reato decorso il tempo corrispondente al massimo della pena stabilita dalla legge e, comunque, decorso un tempo non inferiore a sei anni se si tratta di delitto e a quattro anni se si tratta di contravvenzione. Cosa significa tutto ciò? Dopo quanto tempo si prescrive la diffamazione? Prosegui nella lettura se vuoi saperne di più.

Prescrizione: cos’è?

Prima di vedere dopo quanto tempo si prescrive la diffamazione è bene spendere due parole sulla prescrizione penale in generale.

La prescrizione è una causa di estinzione dei reati: trascorso un determinato periodo di tempo senza che sia emessa una sentenza definitiva, il reato si estingue e, di conseguenza, il processo termina.

La sentenza con cui il giudice dichiara la prescrizione non è né un’assoluzione né una condanna: semplicemente, poiché è passato troppo tempo dalla commissione del crimine, non si può più procedere oltre.

Dopo quanto tempo si prescrive un reato?

Per legge [1], ogni reato si prescrive decorso il tempo corrispondente al massimo della pena. In pratica, un reato cade in prescrizione in un tempo pari a quelli che sono gli anni di reclusione previsti come pena massima.

Il peculato è punito con la pena massima di dieci anni e mezzo di reclusione. Ciò significa che il peculato si prescriverà dopo dieci anni e mezzo dalla sua commissione.

Per legge, però, nessun reato si può prescrivere prima che siano trascorsi sei anni. Ciò significa, ad esempio, che un reato come il furto semplice, punito con pena massima di tre anni, si prescrive in sei anni, poiché sotto questa soglia non si può scendere.

Solamente per le contravvenzioni, cioè per quei reati minori che sono puniti solamente con l’arresto o l’ammenda (pensa al disturbo della quiete pubblica, ad esempio), la prescrizione scatta dopo soli quattro anni dalla commissione del crimine.

Dunque, la regola per stabilire quando va in prescrizione un reato è la seguente: i reati si estinguono per prescrizione decorso un periodo di tempo pari agli anni di reclusione stabiliti come pena massima. In ogni caso, un delitto non può mai prescriversi prima di sei anni, mentre una contravvenzione non può mai prima estinguersi per prescrizione prima di quattro anni.

Diffamazione: dopo quanto tempo si prescrive?

Per legge, la diffamazione è un delitto punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a milletrentadue euro. Nei casi di diffamazione aggravata, la pena può arrivare fino a tre anni di reclusione [2].

Considerato quanto detto nel precedente paragrafo, e cioè che un delitto non può mai prescriversi prima di sei anni, il reato di diffamazione si prescrive dopo sei anni dal momento in cui è stato commesso il fatto.

Non importa se il diffamato abbia avuto percezione dell’offesa solamente molto tempo dopo: il momento a partire dal quale comincia a decorrere la prescrizione è quello in cui il fatto è stato commesso. L’effettiva percezione dell’offesa rileva solamente per il decorso dei tre mesi utili a sporgere querela.

Diffamazione: si prescrive dopo il primo grado?

A seguito della riforma entrata in vigore il primo gennaio 2020 [3], la prescrizione si blocca dopo la sentenza di primo grado. Ciò significa che, dopo questo momento, nessun reato può prescriversi.

In pratica, la persona imputata per diffamazione non potrà più sperare nella prescrizione se il giudice di primo grado si è già pronunciato con sentenza, a prescindere dal fatto che essa sia di assoluzione o di condanna.

Insomma: anche se l’imputato per il reato di diffamazione è stato assolto in primo grado, la prescrizione rimarrà sospesa a tempo indeterminato fino alla fine del processo.

Con il blocco della prescrizione un processo che ha superato la soglia della sentenza di primo grado potrà rimanere pendente senza alcun limite di tempo in quanto, come ricordato, se un reato non si prescrive entro il primo grado di giudizio, non si prescrive più.


Il reato di diffamazione si prescrive dopo sei anni dal momento in cui è stato commesso il fatto.

note

[1] Art. 157 cod. pen.

[2] Art. 595 cod. pen.

[3] Legge n. 3/2019.

Autore immagine: canva.com/


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