Caduta in ascensore: limitata la colpa del condominio

29 Dicembre 2020 | Autore:
Caduta in ascensore: limitata la colpa del condominio

Non sempre il danno provocato da un arresto violento o difettoso è da attribuire alla mancata manutenzione: lo dice questa sentenza.

Una frenata improvvisa dell’ascensore, un colpo inatteso da far perdere l’equilibrio. Chi si trova all’interno, magari una persona anziana, non riesce a tenersi in piedi, cade e riporta un danno. Pensa che, probabilmente, non sia stata fatta l’adeguata manutenzione e pretende un risarcimento dal condominio. E, invece, rischia di non averlo.

Non è detto che il condominio debba farsi carico di questo eventuale risarcimento. O, almeno, di tutto il risarcimento. Secondo una sentenza del tribunale di Latina, infatti [1], è tenuto a farlo normalmente se una persona cade e si fa male all’interno della cabina quando l’ascensore, ad esempio, si arresta in modo violento o improvviso all’arrivo al piano. Ma non è obbligato a risarcire il danno al 100% se nella cabina dell’ascensore c’è una persona con disabilità o difficoltà motorie: in questo caso, scrivono i giudici laziali, l’entità del risarcimento diminuisce per via del concorso del danneggiato nel causare il danno.

La sentenza fa riferimento al caso di una signora che era caduta dentro un ascensore per un arresto brusco e improvviso della cabina all’arrivo al piano terra. La donna, che aveva un’invalidità al 100%, aveva già subìto altre cadute e camminava con una stampella, pretendeva il risarcimento del condominio. Secondo il tribunale, da una parte occorre tener presente la fattispecie del danno da cose in custodia (di cui parla il Codice civile [2]), dato che, in effetti, la caduta può essere stata provocata dal movimento inaspettato e violento dell’ascensore. Episodio che, molto probabilmente, si poteva evitare con un’adeguata manutenzione.

Tuttavia, lo stato fisico della donna vittima della caduta ridimensiona, secondo i giudici, l’entità del risarcimento. La donna, si legge ancora nella sentenza, a causa delle sue precarie condizioni, avrebbe dovuto almeno muoversi con uno strumento di supporto più robusto di una stampella, come ad esempio un deambulatore. In questo caso, l’arresto brusco e improvviso della cabina dell’ascensore non avrebbe provocato la caduta. Insomma, si sarebbe posta nelle condizioni di qualsiasi altra persona che, a causa di quella frenata, non sarebbe finita a terra. Per il tribunale, quindi, di fronte ad un episodio del genere, l’entità del risarcimento a carico del condominio non deve andare oltre il 30%.


note

[1] Trib. Latina sent. n. 634/2020.

[2] Art. 2051 cod. civ.

Autore immagine: canva.com/


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