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Telecamere per controllo raccolta differenziata rifiuti

29 Dicembre 2020
Telecamere per controllo raccolta differenziata rifiuti

Videosorveglianza, telecamere e privacy nel condominio: quali controlli su chi viola le regole sui rifiuti?

Quando la raccolta differenziata viene gestita a livello condominiale, c’è il rischio che il mancato rispetto delle regole da parte dei singoli si riverberi sull’intero condominio. 

Non di rado, capita così che alcuni condòmini non effettuino la raccolta differenziata così come previsto dal regolamento comunale, conferendo rifiuti non idonei o in giorni diversi da quanto indicato nel calendario per il ritiro. Tale comportamento, però, fa sì che il condominio venga esposto a sanzioni che poi verrebbero divise tra tutti i condòmini in proporzione ai rispettivi millesimi, anche a carico di chi è stato rispettoso delle regole. 

Per risolvere il problema, potrebbe tornare utile installare un impianto di videosorveglianza condominiale sulle parti comuni e, in particolare, in direzione dello spazio ove avviene la raccolta dei rifiuti in modo da controllare che i sacchetti della spazzatura ivi lasciati siano quelli previsti dal regolamento comunale. Ma è possibile agire in questo modo? Quali sono le regole previste dalla legge sulle telecamere per il controllo della raccolta differenziata dei rifiuti? A riguardo, bisogna coordinare le norme del Codice civile con quelle introdotte dal famoso Gdpr, ossia il regolamento europeo sulla privacy [1]. Ma procediamo con ordine. 

Telecamere e privacy nel condominio

L’assemblea condominiale, a maggioranza dei partecipanti che rappresentino almeno la metà dei millesimi dell’edificio, può deliberare l’installazione di telecamere sulle parti comuni. Le stesse quindi possono anche essere rivolte in direzione dello spazio ove avviene la raccolta differenziata. 

La presenza dell’impianto di videosorveglianza deve essere segnalata attraverso uno o più cartelli da rendere visibili a chiunque acceda a tale area.

Inoltre, le telecamere vanno posizionate in modo da riprendere solo le parti comuni, escludendo quelle di proprietà privata come i garage o gli accessi agli appartamenti. L’inquadratura della telecamera dovrà poi evitare di rivolgersi verso aree non necessarie rispetto alla finalità perseguita (in questo caso, il controllo dei rifiuti) come, ad esempio, gli edifici circostanti, i negozi, i balconi e così via.

Per l’installazione di telecamere in condominio, nel rispetto delle regole sulla privacy, non è prevista alcuna autorizzazione da parte del Garante. In base al principio di responsabilizzazione, spetta al titolare del trattamento (in questo caso, il condominio) valutare la liceità e la proporzionalità del trattamento, tenuto conto del contesto e delle finalità del trattamento, nonché del rischio per i diritti e le libertà delle persone fisiche.

Veniamo ora al tempo di conservazione dei filmati. Di recente, il Garante della Privacy ha introdotto una novità: «In ambito condominiale è comunque congruo ipotizzare un termine di conservazione delle immagini che non oltrepassi i 7 giorni». Finora, infatti, era stabilito un periodo di 24/48 ore o 72 ore nei giorni festivi.

Titolare del trattamento dei dati è il condominio che è anche responsabile della conservazione degli stessi. Per cui, l’amministratore dovrà adottare le misure di sicurezza idonee per evitare accessi non autorizzati alle registrazioni. 

Chi può controllare la spazzatura 

Tutto ciò che può fare il condominio per verificare il rispetto delle regole sulla raccolta differenziata è appunto l’installazione dell’impianto di videosorveglianza, non essendo consentito né all’amministratore del condominio né ai singoli condòmini di arrogarsi il ruolo di ispettori per ispezionare i rifiuti. Nella spazzatura, infatti, potrebbero essere contenute svariate informazioni di carattere personale (si pensi alle confezioni di medicinali). 

Il condominio può però utilizzare le riprese delle telecamere per contestare comportamenti che possono recare un danno patrimoniale al condominio (come la condotta di chi lascia rifiuti pericolosi/speciali nelle aree condominiali comuni).

Denunciare chi non fa la raccolta differenziata

Una volta installata la videosorveglianza, se il condominio dovesse accorgersi che non vengono rispettate le regole, l’amministratore potrebbe consegnare i filmati alla polizia municipale affinché elevi le sanzioni agli effettivi trasgressori piuttosto che al condominio. Ricordiamo infatti che, come per i reati, anche per gli illeciti amministrativi la responsabilità è «personale».

Ricordiamo che le sanzioni per il mancato rispetto della raccolta differenziata dei rifiuti competono alla Polizia municipale. Gli agenti possono fare il verbale direttamente al trasgressore, quando riescono ad individuarlo, oppure all’intero condominio, rivolgendosi all’amministratore.

Sanzioni per chi non rispetta la raccolta differenziata

Altra chance in mano al condominio è quella di modificare il regolamento interno e prevedere sanzioni di carattere economico nei confronti di chi non rispetta le regole sulla spazzatura. 

Il tribunale di Milano [2], in particolare, ha ritenuto che, per approvare le modifiche al regolamento, è sufficiente l’approvazione della maggioranza dei condòmini intervenuti all’assemblea e almeno la metà del valore dell’edificio.


note

[1] Dlgs 101/2018, che ha recepito il regolamento Ue 679/2016, cosiddetto Gdpr (General data protection regulation).

[2] Trib. Milano, sent. n. 4334/18 del 16.04.2018.


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