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Cassa integrazione e malattia

5 Aprile 2021
Cassa integrazione e malattia

L’insorgere dello stato morboso durante la cassa integrazione produce effetti diversi a seconda delle modalità applicative dell’integrazione salariale.

Hai ricevuto una comunicazione del datore di lavoro con cui vieni informato che verrai sospeso in cassa integrazione. Successivamente, ti sei ammalato e ti chiedi se devi comunicare la malattia al datore di lavoro e quale sarà il trattamento economico che riceverai.

Nei periodi di crisi, quando le aziende sono costrette a ridurre o sospendere l’attività lavorativa dei lavoratori, è possibile fare ricorso alla cassa integrazione guadagni se ricorrono i presupposti ed i requisiti previsti dalla legge.

L’intervento dell’integrazione salariale, tuttavia, pone numerose problematiche operative. Ad esempio, può accadere che il lavoratore messo in cassa integrazione si ammali. Che rapporto c’è, in questo caso, tra cassa integrazione e malattia? Si tratta di un tema molto dibattuto tra gli operatori del settore che è stato, di recente, oggetto di un intervento chiarificatore da parte dell’Inps.

Cassa integrazione: cos’è?

Uno dei principali interventi previsti dal nostro sistema di sicurezza sociale è rappresentato dagli ammortizzatori sociali. Si tratta di strumenti messi in campo dall’ordinamento sia per sostenere le imprese che attraversano una fase temporanea e reversibile di difficoltà economica, sia per integrare il reddito dei lavoratori che sono coinvolti in una sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.

Attraverso l’intervento degli ammortizzatori sociali, l’ordinamento vuole evitare che i datori di lavoro adottino, in caso di difficoltà temporanee e risolvibili, scelte traumatiche, come i licenziamenti.

Il principale ammortizzatore sociale è la cassa integrazione guadagni [1]. Si tratta di un fondo che interviene ad integrare il reddito dei lavoratori il cui orario di lavoro sia stato sospeso o ridotto dall’impresa.

Attraverso la cassa integrazione guadagni il datore di lavoro può ottenere un risparmio sul costo della manodopera e, contemporaneamente, i lavoratori ottengono una integrazione del proprio reddito che compensa, almeno in parte, la riduzione della retribuzione determinata dalla riduzione/sospensione dell’attività lavorativa.

Cassa integrazione: come funziona?

La cassa integrazione può essere implementata dall’impresa con delle modalità applicative differenti.

In particolare, il lavoratore può :

  1. essere sospeso a zero ore;
  2. oppure subire una riduzione dell’orario di lavoro.

Nel primo caso, il rapporto di lavoro resta completamente sospeso e il lavoratore non deve recarsi al lavoro nemmeno per un numero ridotto di ore. Ne consegue che il lavoratore non riceverà alcun emolumento dal datore di lavoro a titolo retributivo ma riceverà unicamente il trattamento di integrazione salariale dall’Inps o dal diverso ente competente in base allo strumento di integrazione salariale attivato.

Nel caso di riduzione dell’attività lavorativa, invece, il lavoratore dovrà recarsi regolarmente al lavoro per un numero ridotto di ore per le quali riceverà la normale retribuzione. Con riferimento alle ore di lavoro perse a causa della riduzione di orario, invece, il lavoratore riceverà il trattamento di integrazione salariale da parte dell’Inps (o del diverso ente).

La cassa integrazione è pari all’80% del reddito perso dal lavoratore a causa della sospensione o riduzione di orario entro un massimale mensile fissato annualmente dall’Inps.

Cassa integrazione: che succede in caso di malattia?

Come noto, quando il lavoratore si ammala, deve comunicare tempestivamente lo stato morboso al datore di lavoro, recarsi dal proprio medico curante per farsi certificare lo stato di malattia e rispettare le regole previste dalla legge e dal Ccnl durante l’assenza per malattia.

Inoltre, al ricorrere dei presupposti di legge, il lavoratore potrà ottenere il trattamento economico di malattia erogato dall’Inps.

Ma cosa succede se ad ammalarsi è un lavoratore che è stato messo in cassa integrazione? L’Inps [2] ha, di recente, riepilogato e chiarito qual è il rapporto tra cassa integrazione e malattia.

Sulla base delle indicazioni pervenute dall’Istituto, possiamo affermare quanto segue.

Se il lavoratore è stato sospeso a zero ore e interviene lo stato di malattia egli non dovrà comunicare lo stato morboso al datore di lavoro né farsi certificare la malattia poiché, in questo caso, la cassa integrazione prevale sulla malattia.

Se la malattia insorge prima della sospensione dell’attività lavorativa si avranno due distinte ipotesi:

  1. se tutto il personale in forza presso l’ufficio, il reparto o la squadra a cui appartiene il lavoratore viene sospeso a zero ore allora prevale la cassa integrazione dalla data di inizio della sospensione e, quindi, a partire da quella data, la malattia Inps verrà interrotta e subentrerà la Cig;
  2. se, invece, solo una parte del personale addetto presso l’ufficio, il reparto o la squadra a cui appartiene il lavoratore viene sospesa il lavoratore resterà in malattia fino alla fine della prognosi e, a partire da questa data, entrerà in Cig.

Se il lavoratore non viene sospeso a zero ore ma subisce una mera riduzione dell’orario di lavoro, invece, prevale sempre l’indennità economica di malattia.


note

[1] D. Lgs. 148/2015.

[2] Inps, messaggio n. 1822 del 30.04.2020.


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