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Scarico fumi cappa cucina: normativa

29 Dicembre 2020
Scarico fumi cappa cucina: normativa

Foro nella parete del muro condominiale: è possibile per creare uno sfiato e smaltire gli odori?

Un nostro lettore è proprietario di un appartamento in un condominio. Dal piano di sotto, in corrispondenza della cucina, provengono quotidianamente odori molesti che lo costringono a tenere chiuse le finestre. Sembrerebbe infatti che il condomino in questione abbia praticato un foro sulla facciata condominiale per creare uno sfogo esterno per i fumi, gli odori e i calori prodotti dal piano cottura, benché l’edificio sia munito di apposita canna fumaria a cui invece questi si sarebbe potuto “allacciare”. 

Il lettore ci chiede se tale comportamento sia lecito o meno e quali sono gli strumenti per tutelarsi. Qual è la normativa in tema di scarico fumi della cappa cucina? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Si può praticare un buco sulla parete condominiale?

In linea teorica, e salvo quanto diremo più in avanti proprio con riferimento agli impianti termici, ciascun condomino può servirsi della cosa comune, modificandola ed eseguendo le opere che risultino necessarie al miglior godimento del proprio appartamento. Tali opere, però, il cui avvio deve sempre essere previamente comunicato all’amministratore (il quale deve riferirne all’assemblea), non possono creare pregiudizio all’estetica del fabbricato (il cosiddetto decoro architettonico) e alla sua stabilità. Inoltre, è necessario che l’uso della cosa comune avvenga secondo la sua destinazione e che non si impedisca agli altri condomini di fare altrettanto. 

Non in ultimo, qualsiasi opera sulle parti comuni deve sempre rispettare le distanze rispetto agli altri appartamenti, distanze che, in linea generale, sono pari a 3 metri.

Come vedremo a breve, tale normativa incide solo in via residuale in tema di scarico dei fumi della cappa cucina. Per quest’ultima, infatti, c’è una disciplina apposita.

Scarico fumi cappa cucina

Veniamo ora alla normativa sullo scarico fumi della cappa cucina.

L’articolo 17-bis del D. L. 63/2013, in materia di impianti termici, ha sostituito, con decorrenza dal 31 agosto 2013, il comma 9 dell’articolo 5 del regolamento introdotto con D.P.R. 412/1993. Pertanto, ora, la disciplina è la seguente. 

«Gli impianti termici installati successivamente al 31 agosto 2013 devono essere collegati ad appositi camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione, con sbocco sopra il tetto dell’edificio alla quota prescritta dalla regolamentazione tecnica vigente. È possibile derogare a quanto stabilito dal comma 9 nei casi in cui: a) si procede, anche nell’àmbito di una riqualificazione energetica dell’impianto termico, alla sostituzione di generatori di calore individuali che risultano installati in data antecedente a quella di cui al comma 9, con scarico a parete o in canna collettiva ramificata; b) l’adempimento dell’obbligo di cui al comma 9 risulta incompatibile con norme di tutela degli edifici oggetto dell’intervento, adottate a livello nazionale, regionale o comunale; c) il progettista attesta e assevera l’impossibilità tecnica a realizzare lo sbocco sopra il colmo del tetto».

In ogni caso, anche nell’ipotesi di deroga, bisogna rispettare l’articolo 890 del Codice civile a norma del quale: «Chi presso il confine, anche se su questo si trova un muro divisorio, vuole fabbricare forni, camini, magazzini di sale, stalle e simili, o vuol collocare materie umide o esplodenti o in altro modo nocive, ovvero impiantare macchinari, per i quali può sorgere pericolo di danni, deve osservare le distanze stabilite dai regolamenti e, in mancanza, quelle necessarie a preservare i fondi vicini da ogni danno alla solidità, salubrità e sicurezza».

Risultato: laddove l’edificio sia già munito di una cappa fumaria non è possibile, in linea di massima, praticare un muro sulla facciata condominiale per lo sfiato degli odori e dei fumi provenienti dalla cucina.

Sfiato cucina con un buco nel muro: è legittimo?

Conseguentemente a quanto si è appena detto, l’eventuale foro sulla facciata praticato dal condòmino è illegittimo. E ciò anche se vengono rispettate le norme del Codice civile in materia di rispetto della destinazione d’uso, del decoro architettonico, della stabilità dell’edificio, dei diritti degli altri condomini. Tanto più che, come nel caso del quesito, esiste già un adeguato condotto di esalazione condominiale.

Come agire contro lo scarico fumi cucina illegittimo

Il condomino pregiudicato dagli odori “superiori alla normale tollerabilità”, provenienti dall’appartamento del vicino può agire a norma dell’articolo 844 del Codice civile chiedendo al giudice un provvedimento di condanna nei confronti del responsabile, rivolto a far cessare le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino che superino la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi.



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