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Prove in appello

29 Dicembre 2020
Prove in appello

Prove documentali e testimoniali in secondo grado: le regole del Codice di procedura civile spiegate in modo pratico.

Il giudizio di secondo grado, in linea generale, non prevede una fase istruttoria: il giudice d’appello infatti si limita a valutare nuovamente le prove già acquisite in primo grado, senza perciò rinnovarle. Così, ad esempio, l’esito della prova testimoniale – per come già verbalizzata in primo grado – subirà una nuova lettura da parte del giudice d’appello, senza però che il testimone debba essere risentito.

Eccezionalmente, è ammessa la possibilità di acquisire nuove prove in appello ma entro determinati limiti di cui ci occuperemo nella seguente guida. 

Nuove prove in appello

L’articolo 345 del Codice di procedura civile, al terzo comma, stabilisce che, in appello, non sono ammessi nuovi mezzi di prova e non possono essere prodotti nuovi documenti, a meno che la parte dimostri di non aver potuto proporli o produrli nel giudizio di primo grado per causa ad essa non imputabile, ossia per caso fortuito o forza maggiore [1].  

Dunque, solo in via eccezionale, in appello è possibile chiedere l’assunzione di nuove prove o documenti.  

Questa norma vale sia per l’appellante che per l’appellato.

Nel giudizio di appello, è inoltre sempre ammesso il deferimento del giuramento decisorio.

Caio ha un credito di mille euro nei confronti di Tizio, ma non ha nessuna prova con cui dimostrarlo. Alla deferisce giuramento decisorio a Tizio chiedendogli: «È vero che mi devi mille?». Se dice sì, allora il credito è provato. Se dice no, il giudice dovrà ritenere il credito inesistente. Il giuramento ha valore di prova legale, in quanto il giudice deve credergli.

La preclusione alla produzione di nuovi documenti si riferisce soltanto a quelli che attengono al merito della domanda, mentre non vale per quelli utili a dimostrare la legittimazione processuale.

Condizione per chiedere nuove prove in appello

Secondo la giurisprudenza, l’ammissione di nuovi mezzi di prova in appello, nell’ipotesi eccezionale in cui ciò sia ammesso (ossia, come detto, nel caso di impossibilità nel precedente giudizio) è possibile solo se la richiesta della prova: 

  • sia stata reiterata nella precisazione delle conclusioni fatte in primo grado;
  • e, nello stesso tempo, sia contenuta nell’atto di appello (non può quindi ammettersi una richiesta in un momento successivo).

Pertanto, le istanze istruttorie non accolte in primo grado e reiterate in appello, se non riproposte in sede di precisazione delle conclusioni, devono reputarsi rinunciate.

Come chiarito dalla Cassazione [2], «Nel caso in cui il giudice di primo grado non accolga alcune richieste istruttorie, la parte che le ha formulate ha l’onere di reiterarle al momento della precisazione delle conclusioni, poiché, diversamente, le stesse devono ritenersi rinunciate e non possono essere riproposte in appello». 

Allo stesso modo, se anche in appello la richiesta di rinnovazione delle prove viene rigettata, è ammesso, contro tale decisione, il ricorso in Cassazione ma anche in questo caso è necessario che la richiesta venga rinnovata in sede di precisazione delle conclusioni nel giudizio di appello [3].

Produzione di documenti nuovi in appello

In generale, sono tardivi i documenti prodotti in sede di appello e che potevano essere prodotti in primo grado. Pertanto, di essi il giudice di appello non può tenere conto.

L’unico caso in cui la produzione documentale (nuova) è tuttora ammissibile in appello, è costituito da una causa non imputabile alla parte, ossia dal caso fortuito o dalla forza maggiore. 

La produzione in appello di un documento non prodotto in primo grado è consentita, qualora esso si sia formato successivamente allo scadere dei termini del giudizio di primo grado e finanche successivamente all’udienza di precisazione delle conclusioni di primo grado [4]. 

Nuova Ctu in appello

Come chiarito dalla Cassazione [5], il divieto di ammissione di nuovi mezzi di prova e nuovi documenti nel giudizio di appello non opera quando il giudice eserciti il proprio potere di disporre o rinnovare le indagini tecniche attraverso l’affidamento di una consulenza tecnica d’ufficio.

Nuove testimonianze in appello

Al pari di tutte le altre prove, anche le nuove dichiarazioni testimoniali non possono trovare ingresso nel giudizio di appello. 

Il giudice di appello può ammettere la prova testimoniale in secondo grado quando, in primo grado, nonostante la richiesta della parte, il giudice non l’abbia ammessa in violazione delle regole di procedura civile [6]. 


note

[1] Cass. 6 febbraio 2020 n. 2764.

[2] Cass. sent. n. 15029/2019.

[3] Cass. ord. n. 22883/19.

[4] C. App. Milano, sent. 12.03.2020.

[5] Cass. sent. n. 8113/2020.

[6] Cass. sent. n. 17970/2014.

Autore immagine: depositphotos.com


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