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Ricetta medica: tutto ciò che c’è da sapere

5 Aprile 2021 | Autore:
Ricetta medica: tutto ciò che c’è da sapere

A che serve, chi la può rilasciare, quali tipi ci sono, quando si può ritirare un farmaco senza avere in mano la prescrizione del dottore, quanto dura.

Ti sei mai chiesto perché il tuo medico a volte ti dà una ricetta bianca e rossa ed altre volte ti dà un foglio bianco con la prescrizione, il timbro e la firma? Hai notato che su alcuni medicinali il farmacista si tiene la ricetta e ci incolla un adesivo che toglie dalla scatola del farmaco e che altre volte ci appone un timbro e te la restituisce per utilizzarla altre volte? In entrambi i casi, si parla di ricetta medica, ma ce ne sono diversi tipi perché non tutti i farmaci sono uguali, non tutti hanno la stessa composizione, non tutti vanno usati allo stesso modo. Cerchiamo, quindi, di conoscere meglio la ricetta medica: tutto ciò che c’è da sapere, quando serve e quando non è necessario fare la coda all’ambulatorio per ritirarla dal medico di base.

Ricetta medica: che cos’è?

Partiamo proprio dalla base, dalla definizione di ricetta medica. Si tratta di un documento compilato, timbrato e firmato da un medico chirurgo, abilitato alla professione ed iscritto all’Albo professionale, che consente ad un utente del Servizio sanitario nazionale di recarsi in farmacia ad acquistare (o a farsi consegnare, se ha l’esenzione totale dal pagamento dei farmaci) i medicinali richiesti o prescritti.

Può capitare, quindi, che un cittadino si rechi in farmacia ad acquistare un medicinale senza la ricetta e si senta dire che non è possibile consegnarlo se prima il paziente non va dal suo medico a farselo prescrivere. Come vedremo, però, ci sono alcuni farmaci per i quali la ricetta non occorre.

Non sempre la ricetta medica viene compilata e consegnata dal medico di base. Succede spesso, infatti, che un paziente la riceva dal dottore del reparto in cui è stato ricoverato al momento delle dimissioni. Il medico che ha in cura il paziente finché questi non lascia la struttura ospedaliera può prescrivergli la terapia farmacologica compilando la ricetta in cui sono segnati i farmaci da prendere.

Lo stesso succede nel caso in cui un paziente si reca al Pronto soccorso: se il ricovero non è necessario, al termine della visita, il dottore può rilasciare, se lo ritiene opportuno, una ricetta medica con la terapia farmacologica da seguire.

Nel caso di una visita specialistica, invece, il medico riporta nel referto la terapia consigliata e la sottopone al medico di base, il quale procederà a rilasciare la ricetta al paziente con i farmaci consigliati o prescritti.

Ricetta medica: quali tipi?

Come detto, non tutti i medicinali sono uguali, non tutti vanno presi allo stesso modo e, pertanto, non tutte le ricette mediche sono uguali. Esistono vari tipi che ora elenchiamo.

Ricetta medica rossa

Si tratta della tipica ricetta medica alla quale siamo più abituati. Ha dei bordi e delle caselle rosse in cui vanno inseriti i dati del paziente, la data di prescrizione ed i medicinali da prendere. Deve riportare anche la firma ed il timbro del medico che la rilascia.

La ricetta rossa può essere compilata e rilasciata da:

  • il medico di medicina generale convenzionato con il Sistema sanitario nazionale;
  • il medico addetto alla continuità assistenziale pubblica;
  • il pediatra di libera scelta convenzionato con il Sistema sanitario nazionale;
  • il medico dipendente del Servizio sanitario nazionale;
  • lo specialista ambulatoriale interno.

Ricetta medica bianca

Questo tipo di ricetta viene rilasciata solitamente da un medico privato non convenzionato con il Servizio sanitario nazionale e, quindi, non autorizzato a rilasciare la ricetta rossa. In questo caso, se il farmaco è coperto dal Ssn, il paziente deve andare dal medico di famiglia per farsi fare la ricetta rossa in modo da non dover sostenere l’intero costo.

Ma, in realtà, anche il medico di base può compilare e rilasciare la ricetta bianca nel caso in cui debba prescrivere al paziente un farmaco non coperto dal Ssn. Il costo del farmaco, quindi, sarà a carico dell’utente.

La ricetta bianca deve riportare comunque il nome del paziente, i dati del medico, la sua firma ed il timbro.

Ricetta medica elettronica

La ricetta elettronica è quella bianca in formato A5 rilasciata soltanto dai medici autorizzati all’emissione della ricetta rossa.

Per compilarla, il medico utilizza un apposito software ed inserisce i dati essenziali che servono per l’acquisto dei medicinali in farmacia. La prescrizione viene registrata in un database.

Questo tipo di ricetta consente, oltre che risparmiare sui costi di quella rossa con la filigrana, la possibilità di accedere alla prescrizione anche quando materialmente non si ha il «pezzo di carta» in mano, purché si sia in possesso del numero di ricetta elettronica rilasciato dal software. Basterà fornire quel numero al farmacista per risalire alla prescrizione e poter acquistare i farmaci.

Inoltre, a differenza di quella rossa che si può utilizzare solo nella Regione di residenza, la ricetta elettronica ha validità in tutto il Paese.

La ricetta elettronica non si può rilasciare per l’acquisto di:

  • farmaci stupefacenti;
  • ossigeno;
  • sostanze psicotrope;
  • farmaci in distribuzione per conto;
  • farmaci che richiedono un piano terapeutico Aifa;
  • farmaci prescritti al domicilio del paziente o in Rsa.

In questi casi, si rende necessaria la ricetta rossa.

Ricetta medica ripetibile o non ripetibile

La ricetta rossa può essere ripetibile o non ripetibile.

Nel primo caso, la ricetta ha una validità di 6 mesi entro i quali è possibile acquistare fino a 10 volte il farmaco riportato, a meno che nel frattempo la terapia venga modificata oppure che il medico abbia indicato il numero massimo di confezioni da acquistare. Unica eccezione, quella che riguarda i medicinali stupefacenti: in questo caso, la validità è di 30 giorni.

La ricetta non ripetibile, invece, può essere utilizzata una sola volta e dura 30 giorni, escluso quello in cui è stata rilasciata.

Ricetta medica limitativa

Si tratta di una ricetta dedicata ai farmaci utilizzabili da certi medici o in determinati ambienti. Nel dettaglio:

  • farmaci utilizzabili soltanto in ambiente ospedaliero. Riportano sulla confezione la scritta «Uso riservato agli ospedali. Vietata la vendita al pubblico»;
  • farmaci acquistabili su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti;
  • farmaci riservati all’uso da parte di specialisti in ambulatorio.

Ricetta medica ministeriale speciale

Questo tipo di ricetta viene rilasciata per le sostanze stupefacenti o psicotrope sottoposte al controllo del ministero della Salute e dei farmaci che contengono tali sostanze, utilizzati per le terapie del dolore, per le cure palliative o per il trattamento della tossicodipendenza.

Ricetta medica: quando se ne può fare a meno

Possono darsi delle circostanze in cui si abbia bisogno di un farmaco ma non si abbia la possibilità di ottenere subito la ricetta medica. Sono le situazioni di necessità e di urgenza regolamentate dal decreto ministeriale del 31 marzo 2008, in cui è consentito ritirare il medicinale anche senza la ricetta. Succede quando:

  • c’è la necessità di proseguire la cura per alcune malattie croniche (ad esempio, diabete, ipertensione, broncopneumopatia cronica ostruttiva). Il farmacista può consegnare il medicinale alla persona se ci sono elementi che dimostrino l’utilizzo di quel farmaco (come ricette precedenti in cui è prescritto, documento che attesta la malattia cronica per la quale è indicato, conoscenza diretta della salute della persona da parte del farmacista, ecc.)
  • necessità di non interrompere una cura, ad esempio la terapia con antibiotici. Il farmacista può consegnare il medicinale richiesto in presenza di elementi che confermano che la persona sia in trattamento con il farmaco, quali la presenza in farmacia di una precedente ricetta oppure l’esibizione di una confezione inutilizzabile;
  • necessità di proseguire una cura dopo la dimissione dall’ospedale. Il farmacista può consegnare il medicinale richiesto in presenza di documentazione che attesti la dimissione dall’ospedale negli ultimi due giorni e la necessità di proseguire quella terapia.

Il paziente, però, in qualsiasi caso, deve sottoscrivere e consegnare al farmacista una «dichiarazione di assunzione di responsabilità» e il farmacista deve consegnare al cittadino una scheda da portare al medico curante.

Il farmacista può consegnare una sola confezione, la più piccola esistente, del farmaco richiesto. Il costo è completamente a carico del cittadino.



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