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Quanti pazienti può avere un medico di base?

5 Aprile 2021 | Autore:
Quanti pazienti può avere un medico di base?

Il lavoro del medico di famiglia è carico di responsabilità ma può dare tante soddisfazioni oltre ad assicurare uno stipendio di tutto rispetto.

Quella del medico è una professione che non tramonta mai. Ogni anno, molti giovani decidono di iscriversi alla facoltà di medicina, animati dall’intento di prendersi cura dei pazienti e di alleviare le sofferenze degli ammalati. Dopo la laurea ed il superamento dell’esame di Stato, tra le varie specializzazioni, possono scegliere quella in medicina generale, della durata di tre anni, che apre loro la strada per diventare medici di base.

Chi è e quanti pazienti può avere un medico di base? Nel quadro dell’assistenza sanitaria italiana, il medico di base, altrimenti detto medico di famiglia, occupa un posto di rilievo. Rappresenta la figura centrale per la prevenzione e la cura della malattia, fungendo da trait d’union tra i cittadini e il Servizio sanitario nazionale (Ssn). Questo professionista non dipende dall’Azienda sanitaria locale ma opera in “convenzione” ovvero in base ad uno specifico accordo con il Ssn. Per quanto attiene al numero di pazienti che può assistere, esiste un limite massimo anche se quello ottimale può variare in base al territorio.

Medico di base: quali compiti svolge?

Al medico di base spettano determinati compiti, che consistono tra l’altro nel:

  • tutelare la salute dei propri pazienti, formulando la prima diagnosi e valutando le cure;
  • svolgere attività di prevenzione nei riguardi dei singoli pazienti e dei loro familiari nonché di educazione sanitaria;
  • assistere i pazienti con visite ambulatoriali e domiciliari;
  • aderire alle campagne sanitarie promosse a livello regionale e dalle Aziende sanitarie locali;
  • prescrivere i farmaci, le analisi e le visite specialistiche;
  • rilasciare i certificati come quelli obbligatori per l’ammissione alla scuola dell’obbligo, di idoneità allo svolgimento di attività sportive non agonistiche e per l’incapacità temporanea al lavoro;
  • gestire le patologie acute e croniche degli assistiti.

Quanti pazienti può avere un medico di base?

Il numero massimo di pazienti che un medico di famiglia può avere è di 1.500 sebbene, in virtù di un diritto acquisito in base a vecchi accordi nazionali, alcuni medici hanno in carico anche 1.800 pazienti.

La media nazionale è comunque di 1.150 assistiti ma esistono delle differenze tra Regioni: ad esempio, in Lombardia, la media è di 1 medico di famiglia ogni 1.300 pazienti e, nel Lazio, è di 1 medico di famiglia ogni 1.000 pazienti.

Il rapporto considerato ottimale è di 1.000 pazienti per ciascun medico di base.

Quali sono i giorni e gli orari di ambulatorio di un medico di base

Il medico di famiglia deve garantire l’apertura dell’ambulatorio tutti i giorni feriali, con un orario che varia in base al numero di assistiti.

Se il medico ha fino a 500 pazienti, deve assicurare una presenza in studio per almeno 1 ora al giorno per 5 giorni a settimana, in genere dal lunedì al venerdì. Se ha fino a 1.000 assistiti, la sua assistenza minima deve essere di 2 ore al giorno per 5 giorni settimanali, mentre fino a 1.500 pazienti deve garantire una presenza minima di 3 ore al giorno per 5 giorni a settimana.

L’orario di studio, che va definito in relazione alle esigenze dei pazienti al fine di assicurare una prestazione medica sempre efficace, deve essere esposto all’ingresso dell’ambulatorio.

Il professionista può anche adottare il sistema di visita tramite appuntamenti, previa prenotazione telefonica o con altre modalità. Tuttavia, se un paziente si reca in studio senza appuntamento durante l’orario di ambulatorio e la sua richiesta non è differibile, non può rifiutarsi di visitarlo.

Quali sono le regole per le visite domiciliari?

Il medico di famiglia può svolgere, su richiesta, visite domiciliari gratuite, qualora lo ritenga necessario e il paziente non sia trasportabile in studio. Se dovesse reputare la richiesta ingiustificata, può farsi pagare la visita.

La visita se è richiesta tra le 8 e le 10, va effettuata entro le 14; se il paziente telefona al medico dopo le 10, la visita può essere effettuata entro le 12 del giorno successivo.

In cosa consiste la reperibilità di un medico di famiglia?

Il medico di famiglia non è obbligato a svolgere attività ambulatoriale di sabato ma deve comunque essere reperibile telefonicamente per 2 ore, dalle 8 alle 10.

Se riceve una richiesta non differibile come, ad esempio, quella di una visita domiciliare oppure di una certificazione di malattia per un lavoratore turnista, deve soddisfarla entro le 14. Superata questa ora del sabato, il paziente deve rivolgersi alla guardia medica.

Il medico di famiglia può inviare ricette a distanza?

Il medico di base può inviare le ricette via computer solo in presenza di un processo di autorizzazione e identificazione del paziente, che consente l’arrivo della prescrizione su un sistema protetto accessibile esclusivamente dall’assistito. In tal modo, si garantisce la privacy dei dati sensibili del paziente stesso.

Quando e come il medico di famiglia può assentarsi dal lavoro?

In caso di assenza da lavoro per una delle motivazioni previste dall’Accordo nazionale, ovvero per malattia, assistenza a familiari con handicap, attività di volontariato o di emergenza, il medico di base deve darne preventiva comunicazione all’Asl e, a volte, deve essere autorizzato. Inoltre, può chiedere all’Asl con almeno 15 giorni di preavviso, di assentarsi fino a 30 giorni per “ristoro psicofisico”.

Il professionista è comunque obbligato a dare comunicazione ai pazienti della sua assenza da lavoro e se quest’ultima non supera i 30 giorni deve nominare un sostituto, pagandolo. Qualora l’assenza sia superiore ai 30 giorni, il medico perde la sua retribuzione e il sostituto viene pagato direttamente dall’Asl.

Quanto guadagna un medico di famiglia?

Il medico di base riceve una quota per ogni assistito che ha a carico, denominata “quota capitaria”, composta da una parte fissa e da una parte variabile, che dipende dal numero totale degli assistiti e dall’anzianità professionale. Nella quota capitaria rientrano ulteriori compensi aggiuntivi come quelli previsti per i pazienti over 75 e per la reperibilità notturna.

Oltre alla quota capitaria, il professionista può ricevere finanziamenti, se ad esempio si organizza in associazioni o se assume personale sia infermieristico sia di segreteria.

Secondo una recente statistica, lo stipendio medio di un medico di base con 1.500 pazienti, è di circa 105.000 euro lordi all’anno, che corrispondono a uno stipendio medio di 4.600 euro netti al mese.



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