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Dpcm illegittimi: le conseguenze della sentenza

30 Dicembre 2020 | Autore:
Dpcm illegittimi: le conseguenze della sentenza

Il tribunale di Roma ha ritenuto incostituzionali i Dpcm del Governo Conte perché la libertà costituzionale non si può limitare con un atto amministrativo. 

Il 16 dicembre, il tribunale di Roma ha ritenuto illegittimo il Dpcm del 26 aprile scorso avendo imposto – come del resto tutti gli altri Dpcm di Conte – la compressione dei diritti fondamentali della persona riconosciuti dalla nostra Costituzione. Quali sono però le conseguenze pratiche di questa decisione? Quale impatto avrà sugli italiani questa netta presa di posizione che, peraltro, riprende il parere di alcuni noti costituzionalisti?

Dobbiamo innanzitutto ricordare che il decreto di Natale non è un Dpcm ma un decreto legge. Un decreto legge è un atto avente forza di legge, quindi equiparato nella sostanza alla legge del Parlamento. Quindi, tutto ciò che diremo qui di seguito non può essere applicato alle misure restrittive di Natale, che pertanto dovremo ritenere legittime. Legittime perché la Costituzione ammette la limitazione della libertà personale per interessi pubblici come la salute o la sicurezza, anche se disposte con una normale legge. Lo dice l’articolo 16.

Tuttavia, prima del decreto di Natale, siamo stati ricoperti da una valanga di Dpcm e molti operatori del diritto si sono chiesti se questo modo di operare sia legittimo o meno.

Ovviamente, secondo il nostro Governo è legittimo. E questo perché tutti i Dpcm sarebbero stati autorizzati da un previo decreto legge emanato dal Governo. Ma come ha detto il tribunale di Roma, né il Governo né il Parlamento possono delegare un’autorità amministrativa, come il presidente del Consiglio, a legiferare con così tale pienezza di poteri in materia di libertà personali protette dalla Costituzione.

La sentenza del tribunale della capitale, seppur ha affrontato l’illegittimità dei Dpcm, non lo ha fatto per annullare la multa a chi ha violato le restrizioni ma per consentire lo sfratto di una persona che non pagava l’affitto e che proprio nella pandemia aveva trovato la scusa per non adempiere. Tuttavia, il giudice ha detto che la pandemia non è una causa di forza maggiore e che il canone di locazione va ugualmente versato. 

Anche il giudice di Pace di Frosinone, qualche mese fa, ha ritenuto illegittimi i Dpcm di Conte, annullando in questo caso una sanzione fatta a un tale che era uscito di casa nonostante il lockdown.

Ma quali conseguenze hanno queste pronunce? Possiamo ritenerci liberi dall’obbligo di rispettare i Dpcm? Assolutamente no. I Dpcm sono ancora in vigore e, quindi, validi. Le sentenze appena citate infatti hanno valore solo tra le parti in causa ossia, in buona sostanza, solo per colui che ha fatto ricorso. Il giudice di Roma e quello di Frosinone, infatti, non hanno annullato i Dpcm ma si sono limitati a disapplicarli, ossia a decidere la causa come se i Dpcm non fossero mai esistiti. 

Perché tali magistrati si sono limitati a tanto? Perché non è nel loro potere annullare un atto amministrativo. A tutto voler concedere, l’annullamento può essere pronunciato solo da un Tar. Ma chiaramente non era questo il caso perché le controversie hanno avuto ad oggetto questioni di competenza del giudice ordinario e non del Tar.

Detto in parole ancora più semplici, nessun tribunale o giudice di pace può annullare i Dpcm e toglierli di torno nei confronti di tutti gli italiani. Può solo far sì che il Dpcm non sia applicato alle specifica controversia in decisione e solo in quella. Del resto, le sentenze non hanno validità per tutti i cittadini ma solo per le parti in causa. 

Quindi, per tutti coloro che non hanno mai fatto ricorso contro i Dpcm, tali atti continuano ad essere vincolanti e vanno ovviamente rispettati, a meno che non si voglia ricevere una multa e, poi, fare ricorso.

Quindi, a chi si chiede «bisogna rispettare un Dpcm?» bisogna ancora rispondere affermativamente. Chi infatti non lo fa, riceve una multa e se non la paga, rischia una cartella esattoriale e il pignoramento dei beni. A meno che, ovviamente, non faccia ricorso contro il verbale. 

Ricorso che, come tutte le cause, è soggetto a un certo margine di incertezza. Potete sfidare la sorte, ma vi dovrete anche assumere i rischi che da ciò conseguono, primo tra tutti quello di dover pagare un avvocato che vi difenda e sperare che il giudice la pensi allo stesso modo del tribunale di Roma.

Come una rondine non fa primavera, due sentenze non fanno giurisprudenza. Anzi. Molti altri giudici, sino ad oggi, hanno applicato i Dpcm ritenendoli legittimi. Di queste sentenze i media non parlano perché chiaramente non fanno notizia. 



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17 Commenti

  1. i dpcm o sono illegittimi e quindi vanno cancellati tutti o non lo sono e rimangono in vigore è veramente ingiusto e inquietante che la “legge” nel nostro paese sia così interpretabile a seconda del giudice, povera italia, siamo messi veramente male…

  2. Come volevasi dimostrare, i DPCM sono illegittimi ma le sentenze contro tali decisioni del Presidente del Consiglio, non fanno Giurisprudenza!

    OVVERO?

    Dato che siamo in Italia, e tale nostro Paese è considerato la PATRIA della legge e della Giustizia, tutto si può dire contro i DPCM e tutto si deve dire sul fatto che tali misure decise in Parlamento sono INCOSTITUZIONALI, ma poi, dipende dal Giudice a cui ci rivolgiamo, per sperare che ci dia ragione, o che (per converso) decida diversamente e a nostro ulteriore danno!?

    Tutto ciò è semplicemente pazzesco e non riesco a comprenderne la logica !!!

    1. nessun DPCM o DECRETO LEGGE può sostituirsi o superare per ordine di importanza giuridica la Costituzione Italiana (Legge146/2001), perché costituirebbe un “parametro imposto” la cui violazione comporterebbe una lesione indiretta del Comma 1 art. 117 della Costituzione (Sentenze n.348 e n.349 del 2007 Corte Costituzionale), violando pure l’Art.5 della Convenzione di OVIEDO che recita “Un intervento nel campo della salute non può’ essere effettuato se non dopo che la persona abbia dato il suo CONSENSO”, e contravvenendo all’ ART. 85 del T.U.L.P.S. che dice “È vietato comparire mascherato in luogo pubblico…”.
      Molto più rilevante.. la LEGGE 155/2005 e 152/1975 spiegano “L’uso di mezzi atti a rendere difficoltoso il riconoscimento facciale di una persona in luoghi pubblici è punito con l’arresto e la reclusione da 1 a 6 anni, con ammenda da 1.000€ a 2.000€.
      Faccio presente che anche l’ART.28 della Costituzione che recita “Funzionari e Dipendenti Statali di Enti Pubblici, sono direttamente responsabili secondo le leggi degli atti compiuti in violazione dei Diritti” quindi ricordate che costoro sono passibili di DENUNCIA penale e civile se vi obbligano a desistere dai vostri Diritti Costituzionali ed assoluti di Inviolabile LIBERTÀ PERSONALE dall’Art.13 Cost. e soprattutto sottolineare l’Art.414 del CODICE PENALE “Istigazione a Delinquere”. Chi mi intimasse di indossare la mascherina, o a fare qualunque altra cosa che non rispetti la Costituzione e le Leggi Ordinarie, che sono passibili di denuncia e, RISCHIA sentenze per :
      -Istigazione a Delinquere Art.414 CPP -Procurato Allarme Art.658 CPP – Truffa Aggravata Art.640 CPP
      -Abuso di Autorita’ Art.608 CPP
      -Violenza Privata Art.610 CPP
      -Violazione della Costituzione Italiana Art. 1/2/4/10/13/16/32/41/54/78
      – Nonchè le conseguenze della lesione di alcuni articoli della Carta di Roma del 2005; di norme internazionali e sovranazionali fra cui si ricorda: l’art. 3 della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo (1998); l’art. 9 del Patto internazionale dei diritti civili (1966); gli artt. 3 e 5 Convenzione Europea dei diritti dell’uomo (CEDU); l’art. 6 TUE e 6 Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Violazione dell’art.5.del Trattato Convenzione di Oviedo (sottoscritta dall’Italia). Nonchè le conseguenze della lesione di alcuni articoli della Carta di Roma del 2005.
      Con il processo di Norimberga per la prima volta nella storia si sancisce il principio che nessuna legge può essere lesiva della dignità dell’uomo e che il diritto naturale è, nella gerarchia delle leggi, superiore a qualsiasi legge e non si può fare finta di ignorarlo; in base a questo principio non esiste più la differenza tra chi ordina e chi esegue gli ordini, sono entrambi sullo stesso piano quando violano il diritto naturale e questo è anche ribadito dall’articolo 28 Costituzione(I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli Enti Pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative degli atti compiuti in violazioni e di diritti secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici.) nessuno stato di salute può coesistere con la soppressione delle libertà civili di cui abbiamo tutti responsabilità. 

      1. Giuseppe Serino sei un avvocato vero? Vorrei citarti in un documento che sto scrivendo in difesa dei diritti costituzionali. Posso citarti?

  3. I DPCM, limitati nel tempo, e ormai scaduti, non hanno più efficacia. Ritengo però che esiste troppa discrezionalità da parte dei Giudici nell’interpretazione, che scoraggia il cittadino d all’impugnazione del provvedimento. L’intervento della Consulta, nei casi controversi come questi, dovrebbe avvenire automaticamente. Inoltre, con gli attuali DL, anch’essi limitati nel tempo, può avvenire che al momento della scadenza dei sessanta gg. previsti per la conversione in Legge, l’intervento delle Camere diventi superfluo. Considero questo un ulteriore affronto nei confronti del Parlamento e delle sue funzioni.

    1. L’ordinanza del TAR Lazio da Lei menzionata non è decisoria (è appunto un’ordinanza e non una sentenza) ed inoltre con la stessa sono stati richiesti approfondimenti istruttori, quali acquisire i verbali del CTS che non erano stati prodotti in giudizio dall’Avvocatura dello Stato. Quindi sebbene abbia riconosciuto possibili profili di illeggittimità sui DCPM che imponevano l’obbligo di indossare la mascherina per i bambini a scuola, la decisione sul merito dovrà essere ancora presa.

  4. non è stata presentata la relazione che attesta lo stato di emergenza.. quindi non credo proprio abbiano valore di legge.

  5. La Costituzione della Repubblica Italiana è la base di tutto e legge primaria, nessuna legge, decreto o dpcm può stabilire qualcosa che sia contro la Costituzione. Se poi qualcuno con giochi di parole e cavilli tenti di insinuarsi tra eventuali zone d’ombra per invalidare in sostanza la Costituzione è fuorilegge in quanto il principio fondamentale della Costituzione della Repubblica Italiana è proprio quallo di evitare abusi e storture da parte di “ducetti del quartierino”. Venne stilata dopo una dittatura, una guerra mondiale e una guerra civile da persone di ben alto spessore quali De Gasperi, Togliatti, Nenni, Fanfani…volontà dei legislatori è proprio quella di evitare dittature conferendoci diritti di libertà individuale, libertà di opinione, di spostamento, di riunione, di libera impresa etc….i diritti Costituzionali possono essere limitati solo se viene dichiarata guerra, non se viene dichiarata emergenza di salute pubblica. Ergo…

  6. ……Salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza.Voglio vedere quale motivo sanitario in quanto è tutta a una farsa governativa progettata per farci rendere schiavi di una virus che non è pericoloso( un’influenza più contaggiosa) Viirus raccontato falsamaente su morti in altre patologie o uccisi da cure sbagliate come le intubazioni… Concludento con documentazioni false da galera senza fare autopsie a chi muore per questi virus farsa vengono gremanti senza autorizzazioni dei famigliari , i morti per nascondere prove e documentazioni sanitarie vere che sfatano la pericolisità del virus…..NON SIAMO IN UNO STATO NAZISTA PER QUESTI DECRETI DI LEGGE DI STAMPO DITTATORIALE quando sono loro che ocultano prove e verittà facendo terrorismo psico-sociale mediatico ed istituzionale.in pratica non esiste nessuna limitazione si pericolo sanitario ( NON E’ L’EBOLA L’AIDS, L’EPATITE A IL COLERA DOVE POTEVANO FARE CON ORA) perchè non sussistono prove vere che lo dimostrano, perche distrutte volontariamene dichiarandone il falso da parte di questo governo fascio-comunista……nessun DPCM o DECRETI LEGGE può sostituirsi o superare per ordine di importanza giuridica la Costituzione Italiana (Legge146/2001), perché costituirebbe un “parametro imposto” la cui violazione comporterebbe una lesione indiretta del Comma 1 art. 117 della Costituzione (Sentenze n.348 e n.349 del 2007 Corte Costituzionale), violando pure l’Art.5 della Convenzione di OVIEDO che recita “Un intervento nel campo della salute non può’ essere effettuato se non dopo che la persona abbia dato il suo CONSENSO”, e contravvenendo all’ ART. 85 del T.U.L.P.S. che dice “È vietato comparire mascherato in luogo pubblico…”.
    Molto più rilevante.. la LEGGE 155/2005 e 152/1975 spiegano “L’uso di mezzi atti a rendere difficoltoso il riconoscimento facciale di una persona in luoghi pubblici è punito con l’arresto e la reclusione da 1 a 6 anni, con ammenda da 1.000€ a 2.000€.
    Faccio presente che anche l’ART.28 della Costituzione che recita “Funzionari e Dipendenti Statali di Enti Pubblici, sono direttamente responsabili secondo le leggi degli atti compiuti in violazione dei Diritti” quindi ricordate che costoro sono passibili di DENUNCIA penale e civile se vi obbligano a desistere dai vostri Diritti Costituzionali ed assoluti di Inviolabile LIBERTÀ PERSONALE dall’Art.13 Cost. e soprattutto sottolineare l’Art.414 del CODICE PENALE “Istigazione a Delinquere”. Chi mi intimasse di indossare la mascherina, o a fare qualunque altra cosa che non rispetti la Costituzione e le Leggi Ordinarie, che sono passibili di denuncia e, RISCHIA sentenze per :
    -Istigazione a Delinquere Art.414 CPP -Procurato Allarme Art.658 CPP – Truffa Aggravata Art.640 CPP
    -Abuso di Autorita’ Art.608 CPP
    -Violenza Privata Art.610 CPP
    -Violazione della Costituzione Italiana Art. 1/2/4/10/13/16/32/41/54/78
    – Nonchè le conseguenze della lesione di alcuni articoli della Carta di Roma del 2005; di norme internazionali e sovranazionali fra cui si ricorda: l’art. 3 della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo (1998); l’art. 9 del Patto internazionale dei diritti civili (1966); gli artt. 3 e 5 Convenzione Europea dei diritti dell’uomo (CEDU); l’art. 6 TUE e 6 Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Violazione dell’art.5.del Trattato Convenzione di Oviedo (sottoscritta dall’Italia). Nonchè le conseguenze della lesione di alcuni articoli della Carta di Roma del 2005.
    Con il processo di Norimberga per la prima volta nella storia si sancisce il principio che nessuna legge può essere lesiva della dignità dell’uomo e che il diritto naturale è, nella gerarchia delle leggi, superiore a qualsiasi legge e non si può fare finta di ignorarlo; in base a questo principio non esiste più la differenza tra chi ordina e chi esegue gli ordini, sono entrambi sullo stesso piano quando violano il diritto naturale e questo è anche ribadito dall’articolo 28 Costituzione(I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli Enti Pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative degli atti compiuti in violazioni e di diritti secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici.) nessuno stato di salute può coesistere con la soppressione delle libertà civili di cui abbiamo tutti responsabilità. 

  7. Non è corretto scrivere che occorre “vi dovrete anche assumere i rischi che da ciò conseguono, primo tra tutti quello di dover pagare un avvocato che vi difenda ” poichè esiste il ricorso in autotutela con il quale ogni cittadino può ottenere velocemente l’annullamento di un atto (un avviso, un verbale, una cartella esattoriale, ecc.) emesso da una pubblica autorità senza dover ricorrere al giudice e, quindi, senza pagare un avvocato e anticipare le spese per la causa.
    Dovreste informare meglio sulle Vs. pagine, visto che molti che le consultano lo fanno proprio perchè sono digiuni di conoscenza giuridica.

  8. “e sperare che il giudice la pensi allo stesso modo del tribunale di Roma.” . Ma un tempo la legge non era uguale per tutti?

  9. Da questo stato di emergenza illegittimo sono nate altre procedure amministrative ancora più illegittime, che configurano il più grave attacco alla libertà, alla la sicurezza e all’incolumità dei cittadini italiani, verificatosi a far data dalla caduta del fascismo.
    Con la sentenza n° 1 /2014 la CORTE COSTITUZIONALE chiamata anche Consulta, delegittima il Governo e il Parlamento, alla sola funzione di rientrare nei ranghi Costituzionali e una volta fatta una nuova legge elettorale e di conseguenza a nuove elezioni.
    Ne consegue che lo Stato è stato giudicato sin da subito interdetto-sospeso costituzionalmente dalle sue funzioni, tutte le istituzioni e i poteri, gli attori delle stesse, stanno agendo in questo momento, in una sorta di simulazione di Stato, una parvenza di legalità, sono a tutti gli effetti di legge degli illegittimi e stando al codice penale vigente sono rei di usurpazione di potere politico art. 287 c.p. ratio legis. “ Chiunque usurpa un potere politico, ovvero persiste nell’esercitarlo indebitamente, è punito con la reclusione da sei a quindici anni. Alla stessa pena soggiace chiunque indebitamente assume un alto comando militare”.
    Il Presidente del Consiglio, il Ministro della Salute e il Ministro dell’Interno, in associazione eversiva, hanno emanato una serie di decreti e provvedimenti che hanno apparentemente la mera natura di atti amministrativi, ma che contengono nei fatti, la limitazione e l’annullamento di una serie di diritti inviolabili consacrati dalla Carta Costituzionale.
    Il potere delegato al Presidente del Consiglio con tali atti illegittimi è amplissimo e discrezionale, tanto che si prevede la libera graduabilità dei provvedimenti “in aumento o in diminuzione”, in una sorta di moderna riedizione del senatus consultum ultimumche consentiva ai consoli di coercere omnibus modis socios atque civis, domi militiaeque imperium atque iudicium summum habere ne quid res publica detrimenti capiat. È noto che le buone intenzioni di cui erano lastricate siffatte decisioni del Senato romano condussero dalla Repubblica alla dittatura.

  10. Lo scrivente ha sporto Denuncia –Querela nei confronti del Presidente del Consiglio dei Ministri Avv. CONTE Giuseppe, del Ministro della Giustizia BONAFEDE Alfonso, del Ministro Affari Esteri DI MAIO Luigi, del Ministro Economia e Finanze GUALTIERI Roberto, del Ministro della Difesa GUERINI Lorenzo, del Ministro degli Interni LAMORGESE Luciana, del Ministro della Salute SPERANZA Roberto, del Ministro dell’Istruzione AZZOLINA Lucia, oltreche nei confronti di tale Dott. RICCIARDI Walter, Direttore dell’Osservatorio nazionale sulla salute, sedicente portavoce dell’OMS, dalla stessa organizzazione poi ufficialmente smentito. Tutti i Ministri menzionati, all’atto di questa Denuncia/Querela, erano in carica, rei per le ipotesi di reato penale indicati dai seguenti articoli: Falso ideologico in atto pubblico art. 483 c. p. Associazione per delinquere art. 416 c.p. Epidemia art. 438 c.p. Strage art. 422 c.p. Delitti colposi contro la salute art. 452 Omicidio colposo plurimo art. 589 c.p. Abuso d’ufficio art. 323 c.p. Attentato contro la Costituzione dello Stato art. 283 c.p. Attentato contro i diritti politici del cittadino art. 294 c.p. Usurpazione potere politico o di comando militare art. 287 c.p. Truffa art. 640 c.p. Circonvenzione di persona incapace art. 643 c.p. Abuso della credulità popolare art. 661 c.p. Istigazione a delinquere art. 414 c.p. Pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico art. 656 c.p. Danno erariale, ed eventuali altre fattispecie di reato che venissero rilevate nel corso delle indagini. Oltrechè: una violazione dei Diritti Umani nel Diritto Internazionale. Questo è solo un piccolo stralcio di una corposa e dettagliata denuncia articolata nei particolari e nei fatti.

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