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Quanto costa mantenere una casa?

30 Dicembre 2020
Quanto costa mantenere una casa?

Tasse, mutuo, spese condominiali, utenze: le spese che deve affrontare il proprietario di un appartamento.

I giovani faticano a lasciare la casa dei genitori, non sempre per scelta ma per necessità. A impedire di raggiungere l’agognata autonomia abitativa non è solo il prezzo d’acquisto dell’immobile ma i costi periodici per la sua gestione: dalle utenze alle spese condominiali, dalla rata del mutuo alle imposte. 

Quanto costa mantenere una casa? Non è chiaramente possibile fare una stima precisa: tutto dipende dalle sue dimensioni e dalla collocazione geografica. Ad esempio, le abitazioni nelle periferie sono più convenienti rispetto a quelle nel centro; quelle al nord costano molto di più di quelle al sud. Vivere in un condominio ha indubbi vantaggi economici rispetto alla villetta mono o bifamiliare. 

Farsi due conti in tasca prima di intraprendere una delle scelte più importanti della propria vita è fondamentale. La regola di una buona finanza familiare vuole infatti che non più del 40% del proprio stipendio finisca nella gestione dell’immobile, per poter destinare il residuo alle spese alimentari, alle necessità impreviste (ad esempio le spese mediche) e, in ultimo, al risparmio. In caso contrario, si corre il rischio di restare ingabbiati nei debiti per decine di anni, non prima di aver almeno estinto definitivamente il mutuo.

Secondo una stima del 2019 fatta da Facile.it e Mutui.it, mantenere una casa di 100 metri quadri in un capoluogo di provincia costa all’incirca 942 euro al mese, per un totale di 11.304 euro all’anno. In tale costo sono comprese le utenze, la rata del mutuo, la tassa rifiuti, le spese condominiali, le manutenzioni. 

L’importo varia sensibilmente a seconda della città. La più cara è Roma dove il costo medio si aggira a 1.219 euro mensili per un totale di 14.628 euro annui. Seguono poi le città del nord est, quelle del nord ovest e quelle del centro. Nel meridione, la gestione di un immobile è molto più economica.

Per stabilire quanto costa mantenere una casa bisogna aver chiaro innanzitutto l’insieme delle spese da affrontare per poi comprendere su quali voci si può risparmiare e su quali invece non è possibile prevedere tagli. 

Qui di seguito faremo una sintesi di tutti i costi che il proprietario di un immobile deve affrontare.

Quanto costa mantenere una casa: le tasse

A parte il prezzo di acquisto, il capitolo più salato relativo al mattone sono le tasse. 

Ci sono innanzitutto le imposte da versare all’atto dell’acquisto (ossia al momento della stipula del rogito notarile) e che, pertanto, sono da considerare una tantum. Queste variano a seconda che si tratti di prima casa o di seconda abitazione.

Per la prima casa bisogna tenere in conto il versamento delle seguenti imposte.

Chi acquista da costruttore deve versare:

  • Iva al 4%;
  • imposta catastale: 200 euro;
  • imposta di registro: 200 euro.

Chi acquista da privato deve versare:

  • imposta di registro al 2%;
  • imposta catastale: 50 euro;
  • imposta ipotecaria: 50 euro.

Se non si tratta invece della prima casa, invece, l’Iva è al 10% (al 22% per le abitazioni di lusso) per chi compra dalla ditta; invece l’imposta di registro è al 9% per chi compra da privato.

Oltre a ciò ci sono le imposte annuali collegate alla proprietà dell’immobile. Queste sono l’Imu e la Tari.

Quanto all’Imu è prevista l’esenzione per le cosiddette «abitazioni principali»: è necessario che il contribuente e la sua famiglia vi abbia fissato la residenza anagrafica e vi dimori abitualmente. Se manca anche un solo di questi presupposti, è necessario versare l’Imu la cui aliquota base è pari al 8,6 per mille con eventuali variazioni che i Comuni possono apportare.

Quanto alla Tari, ossia l’imposta sui rifiuti. Questa viene calcolata secondo criteri piuttosto complessi che variano in base al numero di componenti dell’abitazione e dei metri quadri della stessa. Una famiglia di 4 persone che vive in un appartamento di 80 mq con garage e cantina paga in media 225 euro annui.

Quanto costa mantenere la casa: il mutuo

Il secondo scoglio è costituito dal mutuo bancario. Oltre al capitale, bisogna considerare gli interessi (detraibili al 19% per la prima casa).

Gli interessi del mutuo variano a seconda di una serie di variabili:

  • anni di durata del mutuo;
  • capitale mutuato (se si riesce a finanziare meno della metà del valore dell’immobile, il tasso di interesse cala drasticamente);
  • tipologia dei tassi: variabili (più bassi) o fissi (di regola più alti).

Si calcola che una famiglia spende in media 864 euro di mutuo al mese a Roma e 753 euro a Milano. A Firenze un mutuo costa all’incirca 777 euro al mese. A Napoli la rata media del mutuo è di 487 euro e Palermo è di 430 euro. 

Quanto costa mantenere la casa: le spese condominiali 

Le spese condominiali ordinarie – quelle cioè da versare mensilmente – variano a seconda dei millesimi dell’appartamento, millesimi che vengono calcolati in base alla dimensione dell’immobile, l’altezza, l’esposizione. La presenza di un portiere fa lievitare notevolmente il conto. Si va dai 50 ai 200 euro mensili.

A ciò vanno aggiunte le spese straordinarie nel caso in cui sia necessario effettuare lavori di manutenzione o di ristrutturazione, o la sostituzione di impianti. A tal fine bisognerà valutare l’età dell’edificio e la necessità di interventi edili. Tanto più giovane è il palazzo, tanto più improbabili sono le spese di tale natura.

Quanto costa mantenere la casa: le utenze

Tra tutte le utenze, quella più pesante dal punto di vista economico è il riscaldamento. Se il palazzo è dotato di cappotto termico, la spesa cala in modo drastico. A tal fine si consiglia di accertare la classe energetica del palazzo. Sicuramente dotarsi di un impianto autonomo consente di gestire meglio i consumi, risparmiando laddove possibile. 

In media, per una famiglia di 4 persone che consuma una quantità annuale di gas pari a 1.400 metri cubi, il costo del riscaldamento centralizzato si aggira intorno ai 50 euro al mese.

La bolletta della luce ha un peso di circa 60 euro al mese.

La bolletta del telefono dipende poi dalla tipologia del contratto, ma si tratta del costo più leggero, che non raggiunge più di 40 euro al mese, comprensivo di internet.



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