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Quanto è tassato l’assegno di mantenimento?

30 Dicembre 2020
Quanto è tassato l’assegno di mantenimento?

Le imposte da versare sull’assegno di mantenimento e sull’assegno divorzile: come si calcolano l’Irpef, le deduzioni fiscali e le detrazioni. 

Le regole fiscali sull’assegno di mantenimento variano a seconda che si tratti del mantenimento per l’ex coniuge e di quello per i figli. Il primo, difatti, fa reddito – e va dichiarato – mentre il secondo no. 

Per stabilire quanto è tassato l’assegno di mantenimento bisogna fare alcune distinzioni, ma soprattutto bisogna conoscere gli altri redditi del beneficiario. Difatti, come si vedrà a breve, la tassazione dell’assegno di mantenimento, che avviene tramite l’applicazione delle comuni aliquote Irpef, segue le regole di tutti gli altri redditi. 

In un solo caso, l’assegno di mantenimento all’ex coniuge non viene tassato ed è quello del cosiddetto assegno una tantum, quello cioè corrisposto in un’unica soluzione in luogo dei pagamenti mensili. Di tanto parleremo meglio nel seguente articolo all’esito del quale sarà più facile comprendere quanto è tassato l’assegno di mantenimento. Con la precisazione che quanto diremo si applica anche all’assegno divorzile, quello cioè liquidato all’esito del divorzio. Ma procediamo con ordine.

L’assegno di mantenimento all’ex coniuge fa reddito?

L’assegno di mantenimento all’ex coniuge va dichiarato all’Agenzia delle Entrate solo nel caso in cui venga corrisposto mensilmente (non importa se l’ammontare sia frutto di un accordo dei coniugi o sia stato determinato dal giudice della separazione e del divorzio). 

Invece, l’assegno una tantumquello cioè corrisposto in un’unica soluzione – non è considerato reddito imponibile e non va riportato nella dichiarazione annuale dei redditi o nel 730. Su di esso, quindi, non si pagano tasse.

Nel momento in cui si dichiara l’assegno di mantenimento, sulle somme percepite viene calcolato l’Irpef, ossia l’imposta sui redditi che il coniuge beneficiario dovrà versare. L’importo dovuto a titolo di Irpef varia a seconda dello scaglione di reddito del beneficiario. L’Irpef è, infatti, un’imposta progressiva e le aliquote crescono al crescere del reddito del contribuente.

Tuttavia, le imposte sono assorbite dalle detrazioni fiscali se il reddito complessivo del contribuente è al di sotto di determinate soglie. Di tanto parleremo meglio più avanti.

Dal punto di vista di chi paga, le somme versate a titolo di assegno di mantenimento mensile costituiscono un costo e, quindi, sono oggetto di deduzione fiscale. In pratica, l’ammontare del mantenimento riduce la base imponibile su cui poi si applica l’aliquota dell’Irpef. Ad esempio, se il marito guadagna 2.000 euro al mese e ne versa 500 all’ex moglie, pagherà l’Irpef su 1.500 euro e non su 2.000 euro.

Non è invece riconosciuta la deduzione fiscale sull’assegno di mantenimento una tantum. 

L’assegno di mantenimento per i figli fa reddito?

Le regole si invertono per quanto riguarda l’assegno di mantenimento per i figli. Dal punto di vista del coniuge che lo percepisce, tali somme non fanno reddito e non vanno dichiarate. Pertanto, su di esse, non si versa l’Irpef: sono cioè esenti.

Per chi invece versa l’assegno di mantenimento ai figli non è ammessa la deduzione fiscale che, invece, spetta per il mantenimento mensile all’ex coniuge. 

Quanto è tassato l’assegno di mantenimento all’ex coniuge?

Per stabilire quanto è tassato il mantenimento all’ex coniuge bisogna conoscere anche gli altri redditi da questi percepiti. Come detto, infatti, le somme versate a titolo di mantenimento mensile concorrono a formare la base imponibile del contribuente su cui poi si applicano le varie aliquote Irpef secondo i relativi scaglioni di redditi. 

Le aliquote nominali ad oggi in vigore sono le seguenti:

  • il 23 % per redditi fino a 15.000 euro;
  • il 27 % per redditi oltre 15.000 e fino a 28.000;
  • il 38 % per redditi fino a 55.000 euro;
  • il 41 % per redditi fino a 75.000 euro;
  • il 43 % per redditi oltre 75.000 euro.

Il fatto di dichiarare al Fisco l’assegno di mantenimento o quello di divorzio non significa pagarci necessariamente le tasse. Difatti, la legge prevede alcune soglie di reddito al di sotto delle quali operano le cosiddette detrazioni fiscali, sicché i redditi restano esenti. 

In pratica, le cose stanno così. Ai titolari di tali redditi sono riconosciute detrazioni Irpef pari a:

  • 1.104 euro, se il reddito complessivo non supera 4.800 euro;
  • 1.104 euro, se il reddito complessivo è superiore a 4.800 euro ma non a 55.000 euro. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 55.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 50.200 euro.

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