Cronaca | News

Conte spiega le sue intenzioni per il 2021

30 Dicembre 2020 | Autore:
Conte spiega le sue intenzioni per il 2021

Il premier in conferenza stampa ha esposto i programmi per il nuovo anno: manovra finanziaria, crisi di governo, piano vaccinale, nuove restrizioni anti-Covid.

Stamattina, si è svolta la conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte. Molti i temi affrontati sotto il bombardamento delle domande dei giornalisti: dall’uso dei fondi europei del Recovery Plan alla possibile crisi di governo, dalla manovra finanziaria in corso di approvazione ai vaccini in arrivo.

Il premier ha risposto a tutte le domande in maniera pacata, esponendo quali sono le sue intenzioni per il 2021.

Recovery Fund

Sull’uso dei fondi europei il tempo stringe e Conte lo sa bene: la bozza di piano di utilizzo presentata a dicembre è stata respinta da Italia Viva e criticata da altre forze di maggioranza. Così, ora, il premier vuole affrontare l’argomento in maniera più decisa e intende farlo in fretta; altrimenti, c’è il rischio di perdere le risorse. «Se non si rispetta il cronoprogramma le erogazioni sono sospese o addirittura si devono restituire alla commissione europea i fondi», ha avvertito.

Per evitare questo rischio «nei prossimi giorni faremo una sintesi urgente. Dobbiamo accelerare e arrivare in tempo: a metà febbraio avremo il progetto definitivo», ha spiegato. Il calendario annunciato da Conte è stringente: ai primi di gennaio, una riunione collegiale del Consiglio dei ministri per fissare le basi, poi il coinvolgimento delle parti sociali e la discussione in Parlamento.

Crisi di Governo

Qui – avverte Conte – «ognuno esporrà la sua posizione e si assumerà le sue responsabilità». Conte vuole evitare le incertezze che hanno minato la sua azione negli ultimi mesi e infatti dice: «Non possiamo permetterci di galleggiare, dico no ad un clima di azione sospesa». E aggiunge: «Ora è il momento della politica, occorrono scelte nette», invitando gli oppositori a schierarsi.

«Sono qui per programmare il futuro e non penso ad una campagna elettorale», risponde quando gli viene chiesta la sua intenzione a proposito di un ipotetico “partito di Conte” che potrebbe presentarsi alle prossime elezioni. Esclude così di volersi proporre come leader di una propria forza politica.

Fa capire invece di essere pronto ad affrontare la battaglia quando sottolinea: «Io sono il capitano e difendo la squadra di Governo»; come a dire: no a rimpasti, la compagine attuale non si tocca: sembrano quindi salvi, per ora, i ministri considerati in bilico, come Paola De Micheli ai Trasporti e Lucia Azzolina all’Istruzione.

Conte esclude anche la possibilità di essere affiancato per il futuro da due vice premier: «Se qualcuno pone il tema lo affronteremo, ma è una formula sperimentata con scarso successo».

Poi, risponde indirettamente a Matteo Renzi dicendo: «Gli ultimatum non appartengono al mio bagaglio. Serve invece dialogo e confronto per trovare una sintesi».

Nuove restrizioni e riapertura scuole

Cosa succederà dal 7 gennaio in poi? Tornerà il quadro tricolore delle Regioni, almeno fino al 15 gennaio, quando un nuovo Decreto prenderà il posto di quello attuale. Si proseguirà nel solco già tracciato, ma permangono incertezze sui contenuti, a partire dalla riapertura delle scuole: il premier Conte vorrebbe la didattica in presenza almeno al 50%, ma tutto dipenderà dall’andamento dei contagi.

Il presidente si mostra fiducioso: individua nei trasporti «il punto più critico» e annuncia che «bisognerebbe quintuplicare la flotta» dei mezzi pubblici, sottolineando di aver già speso 3 miliardi per sostituire la flotta dei bus e stanziato 390 milioni per il noleggio dei mezzi privati.

«Auspico che il giorno 7 gennaio le scuole secondarie di secondo grado possano ripartire con la didattica mista, almeno il 50% in presenza», non in maniera uniforme, ma in modo differenziato, con «situazioni flessibili, paese per paese, scuola per scuola», afferma.

Terza ondata e piano vaccinale

Per arginare il rischio della terza ondata, il presidente del Consiglio sottolinea che «il sistema di monitoraggio sta funzionando e ci consente di intervenire» e, soprattutto, confida nel piano vaccinale appena partito. «Ad aprile con 10 o 15 milioni di vaccinati avremo il primo impatto, ma non ancora l’immunità di gregge», dice, prefigurando che «per la prossima estate la pandemia non sarà ancora risolta».

Perciò – annuncia – «prorogheremo lo stato di emergenza fino a quando sarà necessario», prefigurando così che si andrà ben oltre la scadenza del 31 gennaio. Bisognerà «stare attenti alle nuove varianti del virus che hanno un tasso di contagiosità più elevato»; e qui «dobbiamo capire se ci richiederanno l’aggiustamento delle nostre misure».

Poi, rispondendo a una precisa domanda afferma: «Il vaccino? Io stesso per dare il buon esempio lo farei subito, ma bisogna rispettare le priorità stabilite». E dichiara: «Escludiamo la vaccinazione obbligatoria. Confidiamo di poter raggiungere una buona percentuale della popolazione su base facoltativa».

Legge di Bilancio

È in discussione al Senato e, entro oggi, si attende l’approvazione definitiva. Non dovrebbero esserci sorprese: il via libero definitivo è scontato, con il voto favorevole sul testo “blindato” della nuova legge di Bilancio arrivato dalla Camera. Non c’è tempo per apportare modifiche dell’ultima ora.

E, infatti, mentre ancora Conte sta parlando, arriva la notizia dal Senato dell’avvenuta approvazione: il Governo ottiene la fiducia con 156 sì e 124 voti contrari. La manovra diventa legge.

«Abbiamo fatto una legge finanziaria da 40 miliardi, una manovra espansiva incredibile. Abbiamo i fondi europei per 209 miliardi, io sono qui per programmare il futuro. Non potrei mai mettermi a programmare una campagna elettorale, non mi appartiene proprio questo ruolo», ribadisce ancora.

Debito pubblico

Il premier ha risposto anche ad alcune domande sull’economia. «Per tenere in ordine il quadro della finanza pubblica dovremo operare nuovi tagli; il deficit sta già crescendo», ha detto Conte. «Dobbiamo offrire una curva di sostenibilità del debito pubblico, altrimenti ci sarebbe un fardello che aggraverebbe le nuove generazioni».



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube