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Indennità di contingenza: cos’è?

6 Aprile 2021
Indennità di contingenza: cos’è?

La retribuzione del lavoratore subordinato è costituita da una serie di voci retributive. In questo articolo vedremo quali sono e, in particolare, ci occuperemo della contingenza.

Hai partecipato ad una selezione indetta da un’azienda privata per l’assunzione di un dipendente. Ti è stato proposto un contratto di lavoro subordinato e hai visto che uno degli elementi della retribuzione è l’indennità di contingenza. Ti chiedi che cosa sia tale elemento retributivo e come viene calcolato.

Nel rapporto di lavoro uno degli elementi essenziali è costituito dalla retribuzione spettante al dipendente a fronte dell’attività lavorativa espletata a favore del datore di lavoro. Sono i contratti collettivi di lavoro a determinare i minimi contrattuali che devono essere riconosciuti ai lavoratori sulla base del loro livello di inquadramento.

Capita spesso, leggendo un contratto di lavoro, di verificare che una delle voci retributive è l’indennità di contingenza. Ma cos’è tale elemento retributivo? Come deve essere calcolato? Si tratta di un istituto che deriva dalla modalità di adeguamento dei salari all’inflazione che era in vigore fino al 1991 quando, all’esito di un apposito referendum, è stata abolita la cosiddetta “scala mobile”.

Cos’è la retribuzione?

Il contratto di lavoro [1] è un contratto di scambio. Il datore di lavoro si impegna ad erogare la retribuzione al lavoratore e quest’ultimo, in cambio del salario, si assume l’obbligo di svolgere la prestazione di lavoro a favore dell’azienda.

La retribuzione è, dunque, il corrispettivo che viene erogato dal datore di lavoro al dipendente a fronte della sua prestazione lavorativa.

Nel nostro ordinamento, la quantificazione della retribuzione deve essere effettuata dalle parti del contratto individuale di lavoro nel rispetto di due principi fondamentali.

Innanzitutto, deve essere rispettato il concetto di giusta retribuzione previsto dalla Costituzione [2] secondo il quale il lavoratore ha diritto a ricevere un trattamento retributivo proporzionato alla qualità e alla quantità del lavoro svolto e comunque sufficiente a garantire a sé e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

Il secondo punto di riferimento che deve essere tenuto in considerazione nella determinazione della retribuzione del lavoratore è rappresentato dalla disciplina retributiva contenuta nel contratto collettivo.

I Ccnl, infatti, nel nostro ordinamento, hanno autorità salariale. Ciò significa che sono questi accordi collettivi a definire i minimi salariali che devono essere riconosciuti ai lavoratori sulla base del loro livello di inquadramento.

Nel contratto individuale di lavoro, quindi, le parti possono pattuire liberamente la retribuzione ma non possono prevedere un importo inferiore al minimo contrattuale previsto dal Ccnl.

Cosa sono le voci retributive?

Nella lettera di assunzione, la retribuzione mensile spettante al lavoratore viene individuata indicando una serie di voci retributive che la compongono.

Innanzitutto, è presente il minimo contrattuale o paga base, vale a dire, l’importo minimo previsto dal contratto collettivo per i lavoratori di quel determinato livello di inquadramento.

In alcuni casi, al minimo contrattuale si aggiungono gli scatti di anzianità, vale a dire, un elemento retributivo che viene maturato dal lavoratore dopo un certo numero di anni di anzianità di servizio presso la stessa azienda.

A questi elementi retributivi può aggiungersi, inoltre, un’indennità specifica per le mansioni svolte (ad esempio, indennità di maneggio denaro, indennità per i quadri, etc.).

Un’altra voce retributiva che può essere presente è il superminimo individuale. Si tratta di una somma che viene riconosciuta dal datore di lavoro al lavoratore, in aggiunta al minimo previsto dal contratto, a causa delle caratteristiche personali del dipendente.

Indennità di contingenza: cos’è?

Alcuni contratti collettivi prevedono ancora che uno degli elementi della retribuzione sia l’indennità di contingenza. Si tratta di un elemento retributivo che aveva il compito di adeguare l’ammontare del salario all’incremento del costo della vita.

L’indennità di contingenza è stata introdotta nel dopoguerra dalla contrattazione collettiva al fine di garantire il potere di acquisto dei salari e tutelarlo dai fenomeni inflattivi.

Successivamente, è stato istituito un meccanismo automatico di adeguamento dei redditi al costo della vita (cosiddetta scala mobile).

Nel 1991, questo sistema è stato abolito ma, in alcuni Ccnl, si continua a trovare la voce retributiva indennità di contingenza. In alcuni contratti collettivi, invece, l’indennità di contingenza è stata ormai conglobata all’interno del minimo contrattuale.


note

[1] Art. 2094 cod. civ.

[2] Art. 36 Cost.


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