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Cosa paga Inail

31 Dicembre 2020 | Autore:
Cosa paga Inail

Rendita per inabilità, indennizzo per danno biologico, prestazioni accessorie: quali sono le tutele in caso di infortunio sul lavoro e malattia professionale.

L’Inail, in caso di infortunio sul lavoro o di malattia professionale, offre numerose tutele al lavoratore assicurato. Sono normalmente coperti da assicurazione i lavoratori dipendenti, per i quali vige il principio di automaticità delle prestazioni (è sufficiente la sussistenza del rapporto subordinato per il diritto alle tutele Inail, anche se il datore non ha pagato i premi dovuti), assieme ai lavoratori parasubordinati e ad alcune categorie di autonomi e di assicurati particolari.

Nello specifico, le prestazioni dell’Inail sono finalizzate a risarcire la vittima (ed i familiari superstiti, nel malaugurato caso in cui si verifichi il decesso) dalle conseguenze derivanti da un incidente sul lavoro, o da una malattia collegata all’attività svolta, nonché a limitarne gli effetti ed a ripristinare la situazione preesistente, se possibile.

Ma nel dettaglio, cosa paga Inail? L’infortunio sul lavoro e la malattia professionale sono indennizzabili quando comportano l’inabilità temporanea assoluta al lavoro, l’inabilità lavorativa permanente, parziale o assoluta, nonché la morte del lavoratore. Sono coperti sia il danno patrimoniale, collegato all’inabilità, cioè alla riduzione della capacità lavorativa, che il danno biologico ed il danno morale.

Le prestazioni offerte dall’Inail sono state nel tempo estese, affiancandosi ai trattamenti con funzione di indennizzo o risarcimento delle tutele finalizzate alla prevenzione, alla riabilitazione ed alla reintegrazione del lavoratore malato o infortunato.

Quale risarcimento in caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale?

Il lavoratore assicurato che risulta inabile, cioè con capacità lavorativa ridotta, a causa di un infortunio o di una malattia professionale, ha il diritto di essere risarcito in relazione al:

  • danno patrimoniale, cioè al danno emergente ed al lucro cessante derivante dalla riduzione della capacità lavorativa;
  • danno biologico: si tratta del danno all’integrità psicofisica, che si riflette su tutte le attività e capacità dell’interessato, compresa quella lavorativa generica;
  • danno morale ed esistenziale: si tratta del danno riferito alla sofferenza interiore derivata dall’infortunio o dalla malattia professionale.

Che cosa risarcisce l’Inail?

L’Inail, in caso di infortunio in occasione di lavoro o malattia professionale:

  • in primo luogo, offre dei trattamenti al lavoratore in caso di inabilità temporanea (rendita per inabilità temporanea assoluta, cure per la riabilitazione) conseguente all’evento dannoso o alla patologia; se la riduzione della capacità lavorativa permane dopo la stabilizzazione delle condizioni di salute del lavoratore, l’Inail riconosce delle prestazioni connesse all’inabilità permanente, assoluta o parziale, come la rendita per inabilità permanente e l’indennizzo per le conseguenze patrimoniali della menomazione, l’assegno personale continuativo, l’assegno di incollocabilità; si tratta di prestazioni economiche che possono essere considerate collegate al danno patrimoniale subito dal lavoratore, in conseguenza della riduzione della capacità di lavoro;
  • risarcisce anche il danno biologico, con una prestazione conseguente al danno alla persona nella sua totalità; in parole semplici, per la liquidazione dell’indennizzo per danno biologico (che può essere erogato in forma di capitale o di rendita) si considera la menomazione all’integrità psicofisica dell’assicurato, che si riflette su tutte le sue attività e capacità, compresa quella lavorativa generica, inscindibile dalle altre;
  • l’istituto riconosce infine prestazioni integrative e accessorie, di natura sanitaria o riabilitativa e di reinserimento alla vita lavorativa, nonché particolari trattamenti ai familiari superstiti, in caso di decesso dell’assicurato.

Che cosa non risarcisce l’Inail?

Le prestazioni Inail non coprono:

  • il danno biologico sino al 5% ed il danno biologico temporaneo;
  • il danno morale ed esistenziale;
  • il danno biologico da morte.

Per quanto riguarda i danni non coperti dall’Inail, quantificati nel corso di un eventuale giudizio, è il responsabile dell’infortunio o della malattia professionale a doverli risarcire.

Quando spetta il danno differenziale?

Se il lavoratore ha diritto sia al risarcimento Inail che a quello da parte di eventuali terzi responsabili, le prestazioni ricevute dall’Inail vanno sottratte ed è liquidata la differenza, o danno differenziale. Il calcolo di questa differenza può essere effettuato se il dovuto si riferisce alla stessa tipologia di danno.

Quando deve pagare il datore di lavoro?

Il datore di lavoro risponde penalmente e civilmente dell’infortunio o della malattia di origine professionale solo se viene accertata la sua responsabilità per dolo o per colpa. Secondo il Codice civile [1], infatti, il datore di lavoro è sempre responsabile dell’infortunio occorso al lavoratore o della malattia professionale, anche qualora l’evento sia imputabile non solo ad una sua disattenzione, ma anche alla sua imperizia, negligenza o imprudenza.

Quando non deve essere pagato il lavoratore?

Il datore di lavoro è, invece, esonerato da ogni responsabilità nel caso in cui il comportamento del lavoratore assuma caratteri di abnormità, imprevedibilità ed esorbitanza. In questi casi, si parla di rischio elettivo. Con il termine rischio elettivo, più precisamente, si intende il rischio collegato a un comportamento volontario del dipendente che non ha nessun rapporto con lo svolgimento dell’attività lavorativa, risulta irrazionale, non prevedibile dal datore e destinato a soddisfare bisogni personali del lavoratore e indipendenti dall’attività svolta [2].

Nelle ipotesi di evento dannoso conseguente al rischio elettivo, così come non è obbligato a risarcire il datore di lavoro, non lo è nemmeno l’Inail.

Quali prestazioni riconosce l’Inail?

Nelle ipotesi di infortunio sul lavoro o malattia professionale, non conseguenti a rischio elettivo, l’Inail può riconoscere le seguenti prestazioni al lavoratore assicurato, in base alle sue condizioni di salute generali e alla riduzione della capacità lavorativa:

  • la rendita per inabilità temporanea assoluta: si tratta di un’indennità giornaliera per infortunio che sostituisce la retribuzione, finalizzata ad assicurare al lavoratore il sostentamento per la durata dell’inabilità assoluta, qualora la riduzione della capacità lavorativa determini l’astensione dal lavoro per almeno 3 giorni; l’indennità si calcola sul salario medio giornaliero percepito dal lavoratore nei 15 giorni precedenti;
  • la rendita, o indennizzo in forma di rendita, per le conseguenze patrimoniali della menomazione (a partire dal 25 luglio 2000 nel caso di inabilità permanente si applica il sistema indennitario per danno biologico e non più la rendita per inabilità permanente: l’indennizzo è infatti collegato alla menomazione all’integrità psico-fisica dell’assicurato, che si riflette su tutte le sue attività e capacità, compresa quella lavorativa generica, inscindibile dalle altre): l’Inail corrisponde l’indennità se, una volta stabilizzate le condizioni del lavoratore, la capacità lavorativa è ridotta in misura pari o superiore al 16%; la rendita è rapportata al grado di inabilità; la prestazione è calcolata secondo la retribuzione effettiva corrisposta al dipendente nei 12 mesi antecedenti l’infortunio o la malattia professionale;
  • l’indennizzo per danno biologico, liquidato in forma di capitale o di rendita; nel dettaglio, l’indennizzo è corrisposto in forma di rendita se il grado di invalidità è pari o superiore al 16% ed in capitale se oscilla fra il 6 ed il 15%;
  • la rendita unificata per eventi lesivi che ricadono nello stesso regime assicurativo.

Come funziona l’indennizzo in forma di rendita?

A questo punto, occorre capire meglio come è indennizzato il lavoratore con inabilità permanente derivante da un infortunio o dalla malattia professionale.

L’indennizzo per danno biologico ha sostituito la rendita per inabilità permanente per gli eventi successivi al 25 luglio 2000: non si indennizza più, come avveniva in relazione alla rendita diretta per inabilità permanente, la perdita o la riduzione dell’attitudine al lavoro, bensì la lesione all’integrità psicofisica, che è suscettibile di valutazione medico-legale.

Ad oggi, i lavoratori con postumi di grado pari o superiore al 16% hanno diritto all’indennizzo del danno biologico e ad un ulteriore indennizzo per le conseguenze patrimoniali della menomazione.

Entrambi gli indennizzi sono corrisposti in forma di rendita vitalizia composta di due quote così determinate:

  • per la parte relativa al danno biologico, si utilizzano le modalità indicate nella “Tabella indennizzo danno biologico” riferita a gradi di menomazione pari o superiori al 16%;
  • per la parte relativa alle conseguenze patrimoniali della menomazione, si prende quale riferimento la retribuzione calcolata con le modalità prescritte dalla legge [3], ridotta moltiplicandola per il coefficiente indicato nella “Tabella dei coefficienti” e per il grado percentuale di menomazione.

Le due quote che costituiscono la rendita sono rivalutate periodicamente con criteri diversi:

  • la quota che indennizza il danno biologico è collegata agli adeguamenti periodici della relativa tabella, effettuati con decreto ministeriale;
  • la quota per indennizzo delle conseguenze patrimoniali della menomazione è agganciata alla retribuzione e viene rivalutata con le stesse modalità e gli stessi tempi vigenti per la rivalutazione della rendita diretta.

Dal 2016, a decorrere dal 1º luglio di ciascun anno, gli importi degli indennizzi sono rivalutati automaticamente, con decreto ministeriale, sulla base della variazione dell’indice Foi accertata dall’Istat rispetto all’anno precedente. Questi incrementi annuali si aggiungono a quello complessivo del 16,25% attualmente previsto.

Quali prestazioni integrative e accessorie riconosce l’Inail?

L’Inail, oltre agli indennizzi osservati, può riconoscere le seguenti prestazioni integrative ed accessorie:

  • l’assegno di incollocabilità;
  • l’assegno personale continuativo;
  • il brevetto distintivo d’onore;
  • la sovvenzione di contingenza;
  • la rendita di passaggio;
  • l’erogazione integrativa di fine anno;
  • interventi di reinserimento sociale e lavorativo;
  • prestazioni protesiche;
  • contributi per l’abbattimento delle barriere architettoniche;
  • prestazioni termali e soggiorni climatici;
  • l’esenzione dal ticket sanitario;
  • le cure per la riabilitazione;
  • il rimborso spese di alcuni farmaci in classe C.

Ne abbiamo parlato approfonditamente in: Infortunio sul lavoro e malattia, che cosa paga l’Inail.

Oltre a questi trattamenti, l’Inail riconosce la rendita ai superstiti del lavoratore. Può essere riconosciuto anche un beneficio una tantum previsto dal Fondo vittime gravi infortuni, su richiesta degli aventi diritto, oltre a un’anticipazione della rendita pari a 3 mensilità della rendita annua calcolata sul minimale retributivo di legge.


note

[1] Art. 2087 Cod. Civ.

[2] Cassazione sent.17917/2017.

[3] Artt. 116-120 DPR 1124/1965.


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