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Quanto dura un’impegnativa urgente?

6 Aprile 2021 | Autore:
Quanto dura un’impegnativa urgente?

Entro quando bisogna prenotare una visita medica o un esame se si ha una ricetta rossa contrassegnata dalla lettera U? Che fare se non si rispettano i tempi?

Quando si prende la cornetta del telefono e si compone il numero del Centro unico di prenotazioni oppure si va allo sportello per prendere appuntamento per una visita o un esame, l’inconscio suggerisce sempre di prepararsi ad una lunga lista di attesa. Ci sono, però, delle prestazioni che non possono aspettare più di tanto. Si tratta di quelle prescritte dal medico per accertare un problema di salute i cui tempi di diagnosi devono essere molto brevi. Quali sono i diritti del paziente in questo caso? E quanto dura un’impegnativa urgente? C’è un limite temporale stabilito dalla legge?

L’impegnativa urgente, come vedremo tra poco nel dettaglio, è contraddistinta dalla lettera U evidenziata sulla ricetta rossa e presuppone per il paziente il diritto a ricevere la prestazione indicata entro poche ore. Se così non fosse, se non venisse rispettata la durata dell’impegnativa urgente, il cittadino potrebbe rivolgersi ad una struttura privata per effettuare la visita o l’esame a spese del Servizio sanitario nazionale.

Vediamo quanto dura un’impegnativa urgente e quali sono i tempi stabiliti per erogare le prestazioni mediche.

Impegnativa urgente: che cos’è?

L’impegnativa urgente è una ricetta rossa in cui si prescrive una visita medica o un esame strumentale da eseguire il prima possibile, di fronte ad un problema di salute la cui diagnosi non può aspettare.

Sul lato destro della tradizionale ricetta rossa, infatti, ci sono quattro sigle per identificare il tipo di impegnativa, ovvero:

  • U: è quella che riguarda, appunto, l’impegnativa «urgente». In tal caso, viene apposto il cosiddetto bollino verde;
  • B: sta per prestazioni in tempo «breve»;
  • D: viene scelta per le prestazioni «differibili»;
  • P: si riferisce alle prestazioni «programmate», cioè visite o esami non urgenti.

Impegnativa urgente: i tempi da rispettare

L’impegnativa urgente, cioè quella contrassegnata sulla ricetta rossa con la lettera U ed il bollino verde, dà diritto al cittadino a ricevere la prestazione entro 24 ore e, comunque, non oltre le 72 ore. È importante, però, precisare che la prenotazione della visita va fatta, di persona o telefonicamente, entro 48 ore dalla data in cui la ricetta viene emessa e consegnata al paziente.

Si può dire, dunque, che la durata dell’impegnativa urgente è di due giorni entro i quali occorre prenotare la prestazione riportata. Trascorso quel tempo, non verrà più garantito il tempo massimo entro il quale si deve svolgere la visita o l’esame.

Per quanto riguarda i tempi massimi stabiliti per gli altri tipi di impegnative:

  • la lettera B deve garantire la prestazione breve entro e non oltre 10 giorni;
  • la lettera D deve garantire la prestazione differibile entro 30 se si tratta di una visita specialistica o 60 giorni se si tratta di esami diagnostici strumentali;
  • la lettera P deve garantire la prestazione programmata entro un massimo di 180 giorni.

Fanno eccezione le prestazioni che rientrano nelle cosiddette aree prioritarie, ovvero quelle relative a malattie cardiocircolatorie e oncologiche. In questi casi, i tempi di attesa non possono superare i 30 giorni per la fase diagnostica ed ulteriori 30 giorni per l’avvio della terapia dopo l’indicazione medica.

Diverso il metodo adottato per quanto riguarda i ricoveri. I tempi di attesa sono siglati in questo modo:

  • la lettera A riguarda il ricovero da garantire entro 30 giorni per i pazienti il cui stato di salute può subire un aggravamento;
  • la lettera B per il ricovero entro 60 giorni di pazienti che accusano forti dolori, gravi disfunzioni o disabilità, ma che non rischiano un veloce aggravamento;
  • la lettera C per il ricovero entro 180 giorni per chi soffre di lievi dolori, disfunzioni o disabilità;
  • la lettera D per il ricovero entro 12 mesi per tutti gli altri casi.

Impegnativa urgente: come prenotare la visita o l’esame

Per prenotare una visita o un esame con l’impegnativa urgente occorre seguire la stessa procedura richiesta per una normale prestazione. Cambia solo il fatto di dover avere in mano una ricetta rossa contrassegnata dalla lettera U e dal bollino verde.

Significa che, una volta che il medico ha rilasciato l’impegnativa urgente, si potrà chiamare il Cup, cioè il Centro unico di prenotazioni per chiedere la disponibilità di una struttura presso la quale effettuare la visita o l’esame entro un massimo di 72 ore. Alcune Regioni mettono a disposizione degli assistiti un Cup online, tramite il quale è possibile fare la prenotazione via Internet. L’alternativa è quella di presentarsi allo sportello. L’impegnativa è valida in tutto il territorio nazionale, quindi anche fuori dalla Regione di residenza.

Va ricordato, come detto, che l’impegnativa urgente ha una durata di 48 ore. Quindi, se non si fa la prenotazione entro quel termine, si perde il carattere di urgenza. Lo stesso succede se l’assistito rifiuta di fare la visita o l’esame nelle strutture pubbliche che gli vengono proposte al momento della prenotazione.

Impegnativa urgente: cosa fare se non vengono rispettati i tempi?

L’utente che abbia in mano l’impegnativa urgente e non riesca ad ottenere la prestazione richiesta entro i tempi stabiliti dalla legge, cioè entro 72 ore, pur avendola richiesta entro il secondo giorno dalla data di emissione, ha il diritto di effettuarla in una struttura privata che riesca ad erogare la prestazione entro quei termini. A carico, però, del Servizio sanitario nazionale.

Vuol dire che l’assistito verifica la fattibilità delle strutture pubbliche e che, se questa fattibilità non c’è, si rivolge ad un privato, paga la prestazione e, poi, passa il conto al Servizio sanitario nazionale presentando la relativa fattura. Il cittadino dovrà pagare solo il ticket che avrebbe versato se avesse ricevuto la prestazione dal Ssn.

Conviene, in questo caso, inviare una raccomandata a/r all’Ufficio di relazioni con il pubblico (l’Urp) della propria Asl chiedendo, sulla base dell’urgenza stabilita nell’impegnativa, il rispetto dei tempi di attesa per la visita ed avvisando di essere pronti ad esercitare il proprio diritto di ricorrere a una prestazione in regime libero-professionale a spese dell’azienda sanitaria locale.



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