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Caratteristiche del rapporto di lavoro autonomo

31 Dicembre 2020
Caratteristiche del rapporto di lavoro autonomo

Qual è la differenza tra lavoro autonomo e subordinato e quali sono i caratteri fondamentali del lavoro autonomo.

Abbiamo più volte parlato delle differenze tra lavoro autonomo e lavoro subordinato. Abbiamo detto che l’elemento tipico del lavoro subordinato è la soggezione del dipendente alle direttive e agli ordini del datore di lavoro, al suo potere di controllo ed a quello disciplinare.

In questa breve guida ci soffermeremo invece sulle principali caratteristiche del rapporto di lavoro autonomo. 

È proprio sull’analisi del concreto atteggiarsi del rapporto di lavoro – e quindi sulla base delle modalità di attuazione dello stesso – che il giudice tenta di stanare le cosiddette “false collaborazioni”, volte ad eludere la normativa a tutela del lavoro dipendente. Si tratta del diffuso fenomeno delle “false Partite Iva” o delle “co.co.co. etero-organizzate” che nascondono, in realtà, un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato. 

Ma procediamo con ordine e vediamo quali sono i caratteri fondamentali del rapporto di lavoro autonomo.

Chi sono i lavoratori autonomi?

I lavoratori autonomi sono costituiti dalle seguenti categorie:

  • artigiani: sono coloro che esercitano un’attività d’impresa finalizzata alla produzione di beni, anche semilavorati, o alla prestazione di servizi (sono escluse le attività agricole e commerciali).
  • commercianti: sono coloro che esercitano attività commerciali (comprese quelle turistiche; di produzione, intermediazione e prestazione dei servizi anche finanziari, e le relative attività ausiliarie);
  • lavoratori agricoli: vi rientrano i coltivatori diretti, i coloni, i mezzadri, gli imprenditori agricoli professionali; 
  • liberi professionisti, coloro cioè che svolgono una professione intellettuale;
  • lavoratori autonomi occasionali: sono coloro che svolgono a favore di un committente un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione e senza alcun coordinamento con la struttura organizzativa del committente stesso. Tra committente e lavoratore autonomo occasionale viene stipulato un contratto d’opera, che può anche essere verbale. Si distingue dal lavoro autonomo abituale, non per la natura della prestazione, ma per il carattere episodico della stessa;
  • incaricati delle vendite a domicilio;
  • riders che utilizzano piattaforme digitali.

Come si instaura un rapporto di lavoro autonomo

Alla base del rapporto di lavoro autonomo c’è un contratto d’opera. Si tratta dell’accordo con cui “una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente”.

Mediante tale contratto, un soggetto, denominato prestatore d’opera, si obbliga al compimento di un’opera o di un servizio in favore di un altro soggetto, denominato committente, in cambio del pagamento di un corrispettivo.

Il contratto non deve essere necessariamente scritto, potendo ben essere stipulato verbalmente. 

Caratteristiche del lavoro autonomo 

A differenza del lavoro dipendente, la prestazione del lavoratore autonomo non consiste nel “fare” qualcosa, cioè nella messa a disposizione delle energie lavorative che saranno utilizzate secondo le direttive del datore di lavoro; al contrario, consiste nella produzione, con mezzi propri ad autonoma organizzazione, di un un’opera o un servizio.

Pertanto, gli elementi essenziali del lavoro autonomo sono:

  • promessa di un risultato. Non viene cioè offerta un’attività lavorativa ma un’opera o un servizio;
  • realizzazione di tale risultato con una propria organizzazione ed in assoluta indipendenza;
  • natura personale della prestazione: il lavoro o il servizio deve essere eseguito dal prestatore con lavoro prevalentemente proprio. Pertanto, il lavoratore autonomo deve essere una persona fisica. Egli comunque può farsi coadiuvare da altri soggetti, purché la sua attività sia sempre prevalente;
  • assunzione del rischio professionale a carico del lavoratore.

Al contrario, nel rapporto di lavoro autonomo non sono presenti i seguenti elementi (che invece sono presenti nel rapporto di lavoro subordinato):

  • potere direttivo del datore di lavoro: il lavoratore autonomo non è soggetto al potere direttivo, organizzativo o disciplinare del committente, ma ha il solo obbligo di rendere l’opera o il servizio nelle forme dedotte nel contratto;
  • osservanza di un orario di lavoro;
  • soggezione al potere disciplinare del datore di lavoro: pertanto, se l’opera o il servizio non viene prestato correttamente il committente non può infliggere sanzioni o tantomeno un licenziamento ma deve, tutt’al più, agire in giudizio per l’azione di inadempimento contrattuale con conseguente risarcimento del danno. Ciò non toglie che, nell’esecuzione della prestazione, il prestatore d’opera deve tenere un comportamento diligente; tale obbligo deve essere adempiuto tenendo conto del risultato dedotto nel contratto. Pertanto, il prestatore d’opera risponde per gli eventuali vizi e difformità che dovesse presentare l’opera o il servizio.

Altra differenza tra il lavoro autonomo e quello subordinato è dato dal corrispettivo. Nel lavoro autonomo, il prestatore si obbliga a compiere l’opera o il servizio dietro il pagamento di un compenso che viene liberamente determinato dalle parti. Tale corrispettivo non è soggetto al vincolo della “proporzione” imposto dall’articolo 36 della Costituzione con riferimento invece ai lavoratori dipendenti. 



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