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Quanto dura una prescrizione bianca?

6 Aprile 2021 | Autore:
Quanto dura una prescrizione bianca?

Per prenotare una prestazione medica o per ritirare medicinali in farmacia, l’assistito deve essere munito di apposita ricetta.

La ricetta è un documento redatto da un medico, abilitato e iscritto al’albo professionale, che consente al paziente di prenotare visite specialistiche, esami di laboratorio e diagnostici o di acquistare i farmaci che richiedono una prescrizione medica. Esistono due principali tipologie di ricette mediche: quella rossa e quella bianca. In particolare, con riferimento a quest’ultima, quanto dura una prescrizione bianca? Dipende se la stessa è ripetibile o meno, cioè se può essere utilizzata per acquistare il farmaco prescritto una sola volta o più volte entro un determinato periodo di tempo.

La ricetta bianca differisce da quella rossa in quanto viene compilata sul ricettario personale del medico e i medicinali prescritti sono a totale carico del cittadino. Quella rossa, invece, viene compilata sul ricettario regionale e i farmaci prescritti sono a carico del Servizio sanitario nazionale (Ssn).

Ricetta rossa: da chi, per che cosa può essere prescritta e quanto vale

La ricetta rossa può essere compilata da:

  • i medici di medicina generale convenzionati con il Ssn;
  • i medici addetti alla continuità assistenziale pubblica;
  • i pediatri di libera scelta;
  • gli specialisti ambulatoriali interni;
  • i medici dipendenti dal Ssn.

La ricetta rossa viene utilizzata per prescrivere esami diagnostici, visite specialistiche e farmaci rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale, che rientrano nella fascia A. In quest’ultima ipotesi, ha validità in tutte le farmacie del territorio italiano e consente all’assistito di potere ritirare i medicinali che richiedono la prescrizione medica ovunque si trovi. Nella propria Regione, l’assistito deve pagare solo l’importo del ticket e l’eventuale differenza rispetto al prezzo di riferimento del generico al costo più basso. Fuori dalla propria Regione, deve pagare l’intero importo. Con l’introduzione della ricetta elettronica il problema della validità regionale è stato ormai superato.

Quanto dura la ricetta rossa

In generale, la durata di una ricetta, ossia il periodo di tempo entro cui la prescrizione può essere utilizzata per ritirare farmaci o per prenotare prestazioni, dipende dal tipo di ricetta e di prestazione ivi riportata.

La ricetta rossa che prescrive farmaci ha una durata di 30 giorni. Pertanto, l’assistito può usufruirne per una volta e per il quantitativo di scatole prescritto, fino a 30 giorni dalla data di compilazione, che è visibile sulla ricetta stessa.

La ricetta rossa che prescrive visite specialistiche o esami di laboratorio e diagnostici, ha validità nazionale. Il cittadino può effettuare la prenotazione anche in una Regione diversa da quella di residenza, chiamando i Cup (Centri unici di prenotazione) competenti. Questo tipo di prescrizione ha una durata variabile da Regione a Regione anche se di solito è di 6 mesi da quando è stata emessa.

In cosa consiste la ricetta elettronica

La ricetta rossa sempre più frequentemente è sostituita dalla ricetta elettronica o dematerializzata, che viene compilata dal medico adoperando uno specifico programma del sistema sanitario della Regione, per cui è abilitato. In questo caso, per consentire all’assistito di prenotare esami e di ritirare farmaci, il medico stampa un promemoria su carta comune, sul quale sono riportati gli stessi campi e le stesse informazioni della ricetta rossa.

La ricetta elettronica ha la stessa capacità di prescrizione e la medesima durata di quella rossa. Per quanto riguarda la validità, quella che prescrive farmaci può essere utilizzata su tutto il territorio nazionale, pagando solo il ticket della Regione di residenza e l’eventuale differenza rispetto al prezzo di riferimento del generico al più basso costo. Nel caso in cui ci fossero problemi di collegamento informatico, il cittadino può comunque ritirare i farmaci prescritti utilizzando il promemoria cartaceo stampato dal medico e il farmacista applica il ticket previsto dalla Regione nella quale opera e non quello applicato dalla Regione di residenza dell’assistito.

La ricetta elettronica non può essere utilizzata per le seguenti prescrizioni, per le quali è ancora necessaria la ricetta rossa o sono richieste ricette di tipo speciale.

Nello specifico, non può essere utilizzata per prescrivere:

  • ossigeno;
  • farmaci stupefacenti, che modificano lo stato psicofisico della persona;
  • sostanze psicotrope, che agiscono sul sistema nervoso;
  • farmaci in distribuzione per conto;
  • farmaci che richiedono un piano terapeutico Aifa (Agenzia italiana del farmaco);
  • farmaci prescritti al domicilio del paziente o nelle residenze assistenziali sanitarie (Rsa).

Ricetta bianca: chi può redigerla e per che cosa

La ricetta bianca può essere redatta da tutti gli iscritti all’Albo dei medici chirurghi. Viene scritta su un foglio comune di carta ed è valida se contiene i seguenti elementi essenziali:

  • nome e cognome del medico ed eventuale struttura sanitaria di appartenenza;
  • nome del farmaco o del principio attivo;
  • luogo e data di compilazione della ricetta;
  • firma autografa del medico.

Non deve necessariamente riportare il nome e cognome dell’assistito, a meno che il paziente stesso lo richieda.

Sulla ricetta bianca possono essere prescritte tutte le prestazioni di specialistica ambulatoriale, di diagnostica strumentale e di laboratorio, di norma correlate alla branca di specializzazione del medico che la rilascia. Possono essere prescritti anche farmaci e più precisamente quelli che sulla confezione recano la dicitura “Da vendersi dietro presentazione di ricetta medica”. In entrambi i casi, si tratta comunque di prestazioni a carico del cittadino assistito in quanto per quelle a carico del Servizio sanitario nazionale occorre la ricetta del ricettario regionale (ricetta rossa).

Quanto dura la prescrizione bianca

La ricetta bianca con prescrizione di farmaci ha validità non superiore a 6 mesi a partire dalla data di compilazione. Perciò, può essere utilizzata per acquistare medicinali fino a 10 volte nell’arco di 6 mesi, salvo diversa indicazione da parte del medico e ad eccezione di alcune categorie di farmaci come gli ormoni o gli ansiolitici, per i quali il periodo di durata è più breve. Entro questi limiti, la ricetta è ripetibile nel senso che l’assistito può esibirla al farmacista per acquistare i farmaci, fino al termine della sua validità. Ogni volta che viene presentata al farmacista per l’acquisto del medicinale viene timbrata ma, poi, viene riconsegnata all’assistito per poterla nuovamente utilizzare.

Tuttavia, se il medico indica un numero di confezioni di medicinali superiore all’unità, la ricetta diventa non ripetibile e, quindi, si può utilizzare solo una volta.

Invece, se la ricetta bianca contiene la prescrizione di farmaci che possono determinare stati tossici o comunque rischi particolarmente elevati per la salute del paziente, non è ripetibile. In ogni caso, questi medicinali recano sulla confezione la dicitura “Da vendersi dietro presentazione di ricetta medica utilizzabile solo una volta”. La ricetta non ripetibile può essere presentata in farmacia entro 30 giorni dalla data di compilazione. Alla presentazione il farmacista consegna il medicinale e ritira la ricetta.

Quali sono le altre tipologie di ricette mediche

Accanto alle prescrizioni rosse o elettroniche e a quelle bianche vi sono altre due tipologie di ricette mediche:

  1. la ricetta ministeriale a ricalco, che viene utilizzata per prescrivere sostanze psicotrope e stupefacenti come ad esempio ansiolitici o le sostanze che vengono utilizzate nella terapia del dolore. In questo caso si utilizza un ricettario particolare e la prescrizione viene compilata in 3 copie, di cui una per il medico, una per l’assistito ed una per il farmacista;
  2. la ricetta limitativa, che può contenere la prescrizione di medicinali utilizzabili solo in ambiente ospedaliero e che riportano sulla confezione la dicitura “ Uso riservato agli ospedali. Vietata la vendita al pubblico”. Con questo tipo di ricetta è possibile prescrivere anche farmaci vendibili al pubblico ma solo previa redazione di un piano terapeutico da parte di un centro ospedaliero o di particolari categorie di medici specialistici. Inoltre, con la ricetta limitativa si possono prescrivere medicinali utilizzabili esclusivamente dal medico specialista durante la visita ambulatoriale.


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