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Quando è obbligatorio il casco in cantiere?

6 Aprile 2021 | Autore:
Quando è obbligatorio il casco in cantiere?

La tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori si attua con l’adozione di dispositivi di protezione specifici.

La sicurezza nei luoghi di lavoro è una tematica sempre di grande attualità, tenuto conto che ogni anno un considerevole numero di lavoratori rimane vittima di sinistri, anche mortali. Spesso gli incidenti sono causati dal mancato o non corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuali (DPI), cioè di quelle attrezzature e strumentazioni che devono essere obbligatoriamente indossate e tenute dai lavoratori al fine di proteggerli contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro. In particolare il casco di protezione della testa rientra tra i DPI che vanno adoperati nei cantieri.

Quando è obbligatorio il casco in cantiere? In tutti quei casi in cui si compiono lavori nei quali è presente il rischio di caduta di materiali dall’alto. L’allegato VIII del decreto legislativo n. 81/2008 (normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro) in relazione alla protezione del capo dispone che i lavoratori esposti a specifici pericoli di offesa al capo per caduta di materiali dall’alto o per contatti con elementi comunque pericolosi devono essere provvisti di copricapo appropriato. Parimenti, devono essere provvisti di adatti copricapo i lavoratori che devono permanere, senza altra protezione, sotto l’azione prolungata dei raggi del sole.

Casco di protezione della testa: quali sono i requisiti generali

I DPI sono classificati in tre categorie, secondo un ordine crescente in base al grado di rischio connesso all’attività lavorativa. Il casco di protezione della testa è ricompreso tra i DPI di terza categoria, ovvero quelli che tutelano da rischi gravi.

A norma di legge, il casco di protezione della testa deve rispondere ai seguenti requisiti generali [2]:

  • adeguatezza al rischio da prevenire, senza comportare di per sé un rischio maggiore;
  • adeguatezza alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro;
  • adeguatezza alle esigenze ergonomiche e di salute del lavoratore;
  • possibilità di essere adattato all’utilizzatore secondo le sue necessità.

A seconda del tipo di lavorazione da compiere, può essere indossato uno specifico casco, le cui caratteristiche sono indicate da etichette interne dove sono riportate le norme UNI EN di conformità del prodotto [3]. Ad esempio, se il lavoratore sta scaricando un carico sospeso, deve indossare un dispositivo di protezione idoneo a proteggerlo contro eventuali urti provocati da una caduta dall’alto. Invece, se sta lavorando in un ambiente chiuso, deve indossare un DPI adeguato a proteggerlo da eventuali urti della testa contro oggetti duri.

Cantieri: quale casco di protezione della testa si può utilizzare?

Esistono due principali tipologie di casco di protezione della testa che si possono adoperare nei cantieri, in base all’intervento che si sta realizzando.

Più precisamente, si tratta di:

  1. elmetti di protezione per l’industria, che sono quei copricapo il cui scopo primario è di proteggere la parte superiore della testa dell’utilizzatore contro lesioni che possono essere provocate da oggetti in caduta come carichi sospesi o in movimento (UNI EN 397);
  2. copricapo antiurto per l’industria, che sono, invece, destinati a proteggere la testa dell’utilizzatore dalle lesioni causate da un urto della testa contro oggetti duri e immobili (UNI EN 812).

Quali sono le caratteristiche del casco di protezione della testa

Il casco di protezione va scelto in base ai pericoli che possono presentarsi sul luogo di lavoro, tenendo conto che deve essere comodo e facile da usare senza limitare troppo il lavoratore.

In particolare, l’elmetto di protezione deve possedere un’elevata resistenza agli urti e alla penetrazione. I materiali utilizzati per la sua produzione devono essere di qualità durevole tale che il dispositivo non subisca alterazioni apprezzabili per effetto dell’invecchiamento o delle modalità di impiego (vedi l’esposizione al sole, alla pioggia, al freddo, alla polvere, a vibrazioni, il contatto con la pelle, col sudore o con prodotti applicati sulla pelle e sui capelli).

L’uso dell’elmetto deve essere compatibile con l’utilizzo di altri DPI eventualmente necessari. Ad esempio, deve permettere l’installazione di visiere o di cuffie antirumore.

Il copricapo antiurto per l’industria deve essere dotato di mezzi in grado di assorbire l’energia di un impatto. Anche in questo caso i materiali utilizzati per la sua produzione devono essere di qualità durevole. Inoltre, il copricapo antiurto deve essere progettato in modo da potere regolare la bardatura presente nella calotta al fine di ottimizzare il comfort dell’utilizzatore.

Quanto dura un casco di protezione e cosa deve riportare

Il casco di protezione può essere fabbricato in materiale termoplastico semplice o pregiato o in materiale duro plastico di qualità. La durata d’uso viene indicata nelle indicazioni del fabbricante contenute nella nota informativa.

In base alla normativa europea EN 397, il casco di protezione deve riportare la marcatura del:

  • numero della norma specifica e di eventuali norme supplementari;
  • nome o marchio di identificazione del fabbricante;
  • tipo di elmetto (designazione del fabbricante);
  • taglia o gamma di taglie;
  • anno e trimestre di fabbricazione;
  • data di scadenza.

Quando è obbligatorio il casco di protezione in cantiere

Il casco di protezione della testa è necessario in cantiere per tutelare i lavoratori dai pericoli di offesa determinati dalla caduta o dall’oscillazione, dal rovesciamento e dalla proiezione di materiali o di oggetti dall’alto.

Pertanto, la protezione del capo è obbligatoria quando si eseguono:

  • lavori edili, soprattutto lavori sopra, sotto o in prossimità d’impalcature e di posti di lavoro;
  • sopraelevati, montaggio e smontaggio d’armature, lavori d’installazione e di posa di ponteggi e operazioni di demolizione;
  • lavori su opere edili in struttura d’acciaio, prefabbricato e/o industrializzate;
  • lavori in fossati, trincee, pozzi e gallerie;
  • lavori in terra e roccia, lavori di brillatura mine e di movimento terra;
  • lavori in ascensori, montacarichi, apparecchi di sollevamento, gru e nastri trasportatori.

Il casco di protezione della testa viene adoperato nei cantieri edili, in quanto gli interventi che si realizzano rientrano tra le attività che generalmente importano la necessità di proteggere il capo. Di solito, si utilizza l’elmetto di protezione poiché il copricapo antiurto protegge la testa solo da urti di lieve entità. Altresì, la normativa sulla salute e sulla sicurezza nel luoghi di lavoro prevede che in tali tipi di cantiere, alcune aree siano designate come zone in cui vige l’obbligo di indossare l’elmetto di protezione come ad esempio sulle banchine. Tuttavia, tale obbligo può essere previsto anche in alcune aree di deposito o dove vi sono macchinari che operano in quota. Invece, non sono previste zone in cui è obbligatorio l’uso del copricapo antiurto.


note

[1] Art. 77 D. Lgs. n. 81/2008.

[2] Art. 76 D. Lgs. n. 81/2008.

[3] L’UNI è un’associazione di carattere privato che elabora norme tecniche per tutti i settori industriali, commerciali e del terziario, e che rappresenta il nostro Paese a livello di normazione europea. L’acronimo UNI indica, quindi, una norma nazionale italiana. La sigla EN, invece, si applica alle norme elaborate dal CEN (Comité Européen de Normalisation) e sono obbligatorie per tutti i Paesi membri. Quando la norma viene adottata in Italia, prende il nome di normativa UNI EN.


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