Cronaca | News

Non si potrà sciare nemmeno dopo la Befana

31 Dicembre 2020 | Autore:
Non si potrà sciare nemmeno dopo la Befana

Le Regioni chiedono formalmente al Governo il rinvio della riapertura degli impianti. Si ipotizza la data del 18 gennaio, ma potrebbe essere troppo presto.

Chi stava già pensando di lucidare in questi giorni gli sci e preparava scarponi, guanti e casco, può prendersela con calma: nel primo fine settimana dopo le restrizioni di Natale e Capodanno, trascorsa la Befana (dall’8 al 10 gennaio) si potrà sciare solo con la Playstation. Le Regioni, infatti, hanno chiesto un rinvio della riapertura delle piste almeno al 18 gennaio, ma non è detto che non si vada oltre.

È stata proprio la Conferenza delle Regioni ad inviare la richiesta formale al Governo: «Allo stato attuale – si legge nella lettera spedita a Palazzo Chigi –, causa anche il recente andamento epidemiologico a livello internazionale che non ha agevolato l’assunzione delle necessarie decisioni, si ritiene non ricorrano le condizioni tali da consentire iniziative e azioni programmabili per permettere l’apertura degli impianti il giorno 7 gennaio».

C’è da scommettere che, in questo clima di risparmiare ogni possibile rischio, il Governo non porrà alcun ostacolo al rinvio chiesto dalle Regioni. Specialmente dopo che gli esperti del Comitato tecnico scientifico si erano detti contrari alla riapertura degli impianti sciistici.

Ad ogni modo, non saranno né il Governo né le Regioni e nemmeno il Cts a decidere quando si può tornare a sciare: sarà il famigerato indice Rt, cioè il tasso di contagiosità. Se si manterrà sotto un certo livello, se ne può parlare, magari adottando le nuove linee guida che i governatori si dicono pronti a varare nei prossimi giorni. Se, invece, i contagi non scenderanno, soprattutto nelle Regioni della fascia alpina e dell’Appennino centrosettentrionale, difficilmente il 18 gennaio si potrà tornare sulle piste. Il Veneto è quello che preoccupa di più, la Lombardia si muove sempre al limite. In Italia, la montagna non manca e se in una zona si chiude si può sempre andare in un’altra. Ma non sarà così: l’orientamento è quello di prendere una decisione a livello nazionale, che non penalizzi uno e favorisca l’altro.



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