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Come registrare i rumori del vicino

31 Dicembre 2020
Come registrare i rumori del vicino

I comuni registratori non hanno alcun valore di prova: la Cassazione spiega come dimostrare in un processo i rumori molesti del vicino di casa. 

Il vicino fa rumore e non ti fa dormire? Hai intenzione di registrare tutto ciò che succede durante la notte per farlo sentire all’amministratore di condominio o alla polizia, a cui hai intenzione di rivolgerti? Come fai se non hai un buon impianto audio che ti consenta di captare le onde sonore che provengono dalle pareti? 

Ci vorrebbe qualcuno che venisse nel tuo appartamento a sentire quel continuo tacchettio di scarpe, lo spostamento di sedie, il vociare impertinente, il volume alto della televisione, le discussioni a volte concitate al telefono. Ma nessuno può sapere in quale momento il condomino del piano di sopra si comporterà in questo modo.  

A spiegare come registrare i rumori del vicino può essere un buon avvocato che conosca bene i precedenti della giurisprudenza in materia di «immissioni rumorose». Ecco alcuni suggerimenti forniti appunto dalle sentenze che si sono occupate di tale frequente problema nei condomini.

Si possono registrare i rumori del vicino?

Prima di spiegare come registrare i rumori del vicino è bene che tu conosca un’importante regola di carattere processuale che ti eviterà tanti problemi. Registrare i rumori provenienti dall’appartamento del vicino è certamente lecito; ma se anche si avesse un buon impianto stereo, in grado di captare fedelmente le onde acustiche, in modo da distinguerle fedelmente, la registrazione non avrebbe alcun valore di prova. Si tratta, infatti, di ciò che il Codice civile chiama «riproduzione meccanica», eseguita cioè con mezzi tecnici che non garantiscono l’autenticità e la genuinità della stessa. Il trattamento è identico alle fotocopie che non attestano mai la corrispondenza all’originale. 

Da una registrazione non si può innanzitutto risalire all’orario in cui sono stati prodotti i rumori, ed è noto che lo stesso rumore può considerarsi “tollerabile” – e quindi lecito – se prodotto nelle ore diurne mentre va catalogato come “intollerabile” – e, quindi, illecito – nelle ore serali o notturne. 

In secondo luogo, la registrazione risente del volume di riproduzione: anche un fruscio di foglia può diventare un rumore assordante se amplificata dallo stereo. Come si fa allora a definire l’esatta entità dei decibel del rumore d’origine? Impossibile con questi strumenti tecnici.

Come dimostrare i rumori del vicino

In realtà, l’unico strumento tecnico che consentirebbe di registrare i rumori del vicino – e chiaramente dimostrarli in un’aula di tribunale – è un fonometro. Si tratta di un apparecchio in grado di captare e registrare il rumore ambientale. 

Ma se anche tu avessi un fonometro, la tua registrazione non potrebbe avere alcun valore di prova in un processo. E ciò proprio perché non saresti in grado di dimostrare né che i rumori registrati provengono effettivamente dall’appartamento del vicino né che l’orario in cui gli stessi vengono prodotti è quello da te indicato.

Dunque, l’unico modo per registrare i rumori del vicino è affidarsi al cosiddetto Ctu, un consulente tecnico d’ufficio nominato dal giudice nel corso della causa che tu hai intrapreso contro il tuo vicino. Ed è chiaro che se non inizi mai tale processo, non ci sarà mai un Ctu ad asseverare i rumori. 

Il Ctu – pur trattandosi di un soggetto privato – è, nello svolgimento del suo ruolo, un pubblico ufficiale e, pertanto, le sue dichiarazioni acquisiscono valore di “piena prova”.

Anche l’intervento del Ctu però potrebbe non essere risolutivo. Non è raro infatti che i rumori, pur frequenti, non si ripetano tutti i giorni e allo stesso orario. 

Così la Cassazione [1] ha spiegato che la prova dei rumori del vicino di casa può essere fornita anche in diverso modo: ossia con la testimonianza di altre persone che abbiano ascoltato il fracasso. Si può trattare degli altri condomini dello stesso palazzo o magari di ospiti che, in quel preciso momento, si trovavano a passare nell’appartamento della vittima. Allorquando le dichiarazioni dei testimoni risultino chiare, precise e concordanti, si può ben riconoscere ad esse valore di prova nel processo, senza così dover necessariamente ricorrere alle registrazioni dei rumori. 

Quando i rumori del vicino sono reato

Per far scattare il reato di disturbo alla quiete pubblica è sufficiente l’attitudine delle fonti sonore, provocate dal responsabile, ad essere sentite da una pluralità di soggetti. 

Tale reato, all’interno del condominio, necessita pertanto che l’attività di disturbo non leda solo la tranquillità degli immediati vicini dell’appartamento del responsabile (quelli cioè abitanti gli appartamenti soprastanti o inferiori), ma impedisca anche il riposo e le occupazioni di una parte più consistente degli occupanti del medesimo edificio, in modo da compromettere la pubblica quiete. Insomma, se a sentire i rumori sono solo due o tre famiglie, non c’è reato.

Ma l’impossibilità di configurare un reato non significa che la vittima del rumore resti priva di tutela. Questa, infatti, può comunque rivolgersi al giudice civile affinché condanni il responsabile ad interrompere le condotte moleste ed, eventualmente, dietro idonea prova di un danno, a pagare anche il risarcimento.


note

[1] Cass. sent. n. 36330/2020.


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7 Commenti

  1. Non c’è bisogno di registrare i miei vicini. Li sente tutto il quartiere quando si mettono a fare le piazzate nel cortile. Praticamente la mia vicina stava per sposarsi con un altro vicino che abitava nel complesso condominiale di fronte al nostro. Certe volte, quando litigavano, scombussolavano tutti quanti c’erano attorno. Parliamo di 18 famiglie distribuite in 3 diversi palazzi, 6 per ogni palazzo. Insomma, c’era un caos. Quante volte ci siamo trovati costretti a chiamare i carabinieri!!! Pazzi!

  2. Si in effetti ci sono rumori che danno fastidio solo alla famiglia che abita di sotto o di sopra e si sentono tutti i rumori. Una volta, quando abitavo in condominio, sentivo la vicina che urlando chiamava il marito per svegliarlo e non vi dico quanto baccano che faceva. In maniera soft, io le buttavo la battuta quando la vedevo nelle scale e le dicevo: Anche stamattina hai dovuto tirare giù dal letto tuo marito? E lei rideva… Ecco, forse trovava la mia battuta simpatica, ma non aveva capito che per me non c’era nulla da ridere e che era talmente fastidiosa che anche mio figlio diceva: ma la vicina non rischia di perdere la voce se urla così?…Ed io: magari, piccolo mio…magari!

  3. Ho trovato molto utili questi suggerimenti e queste informazioni. La mia vicina è convinta di saper cantare e urla come una cornacchia tutto il giorno. Ora, si è messa a seguire pure le lezioni di canto online. Ma dico io, perché non investe questi soldi per qualcosa di più utile, piuttosto che buttare via i soldi per qualcosa in cui non è capace. Cioè qualcuno glielo deve dire!!! IO ho cercato di fare un discorso educato dicendo che ormai ce ne sono tanti artisti in giro e non è semplice fare strada e che ci sono tante belle voci, ma lei se ne frega e stona tutti quanti

  4. Io non voglio impelagarmi in una causa civile per degli stupidi rumori! Ma c’è un modo per far smettere il mio vicino di casa senza una causa? A chi posso rivolgermi? Ai carabinieri? All’amministratore di condominio? Aiutatemi! Spero possiate rispondermi. Ormai, non tollero più i miei vicini. Questa pandemia è stata deleteria per i miei timpani! Ps vi auguro buone feste

    1. Potrebbe bastare la semplice diffida dell’avvocato. Non ti consigliamo di coinvolgere l’amministratore di condominio, in quanto non è tenuto ad intervenire nelle liti tra condomini, a meno che non sia stato violato il regolamento condominiale. Ma l’amministratore potrebbe intervenire in via “ufficiosa”, al di là dei suoi poteri, svolgendo un ruolo da paciere e tentando di porre rimedio alla discussione. Inutile anche contattare il sindaco, dal momento che i Carabinieri intervengono solo quando ci sono gli estremi del reato, quando il disturbo è tale da arrecare pregiudizio a più appartamenti.

  5. Cartago delenda… Dite pure quel che volete ma, a ogni azione, corrisponde una reazione uguale e contraria. Sono stato spiegato??? Poi mi denuncino pure, i fracassoni “condominiali”… Loro suoneranno le loro trombe e io le mie campane… Chiamatelo, se volete, occhio per occhio dente per dente, ma a estremi mali…, ESTREMI RIMEDI, sic! Buon 2021 a tutti voi, Redazione e frequentatori!!!

  6. Io ho il problema opposto: ho affittato un appartamento a degli studenti e la vicina dice che fanno un chiasso insopportabile.. ma lo diceva anche di quelli prima, di quelli prima ancora, e di quelli prima di quelli prima.
    Il fatto è che non le credo (lungo da spiegare, ma ho i miei motivi), e anche gli altri vicini, quando li ho interpellati, mi hanno detto di non aver mai sentito particolare confusione.
    Ma la signora mi tormenta: stavo quindi pensando di installare a mie spese un apparecchio x registrare il livello di rumore nel tempo (diciamo per un mese), e poi verificare – finalmente su dati reali – se ha ragione (nel qual caso butto fuori gli studenti) oppure no (ma lei però non posso buttarla fuori :-)).
    qualcuno è a conoscenza di un apparecchio del genere?
    grazie e saluti a tutti

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