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Covid: cosa si può fare da oggi all’Epifania

31 Dicembre 2020
Covid: cosa si può fare da oggi all’Epifania

Il 31 dicembre l’Italia torna in zona rossa. Lo sarà fino al 6 gennaio, con l’unica esclusione del 4, giorno feriale non prefestivo e, quindi, arancione.

Un intero Paese che si ricolora di rosso. Da oggi e per i prossimi cinque giorni, eccetto il 4 gennaio, l’Italia torna in zona rossa. Significa simil lockdown. «Simil» perché prevede alcune deroghe.

Proprio com’è già avvenuto nei giorni tra la Vigilia di Natale e domenica 27 dicembre, anche questa zona rossa si tradurrà in un divieto di uscire di casa, se non per i soliti motivi per cui è permesso: lavoro, salute, necessità. In questi casi, bisognerà portare con sé l’autocertificazione.

La prima deroga è la possibilità di uscire anche per andare a trovare parenti, amici e conoscenti non conviventi, anche al di fuori del proprio Comune, purché all’interno della stessa regione e una sola volta al giorno, massimo in due (a meno che non si hanno con sé figli conviventi under 14 e congiunti disabili/non autosufficienti).

Quindi, ad esempio, se si va da loro a pranzo non ci si può andare a cena e viceversa, ricordando che, in caso di cena fuori, bisogna rientrare in casa entro le 22, perché il coprifuoco resta (e questo vuol dire che si può uscire di casa tra le 22 e le 7 solo per lavoro, salute, necessità e muniti di autocertificazione). Nessuna pietà neanche per l’ultimo dell’anno: non si potrà festeggiare la mezzanotte con gli amici e i parenti non conviventi.

L’alternativa è fermarsi a dormire da loro e non uscire prima delle 7 del mattino. Il che non è però proprio in linea con le raccomandazioni di evitare il più possibile gli assembramenti e i contatti con gli altri, in modo da non esporsi al contagio.

Al di là del «coprifuoco speciale» del primo dicembre, che è esteso alle 7 del mattino, in tutti gli altri giorni la fascia oraria in cui le uscite sono off-limits è dalle 22 alle 5.

Continua, inoltre, fino al 6 gennaio, il blocco della mobilità regionale: salvi lavoro, salute, necessità, rientro nella propria residenza/abitazione/domicilio (il tutto con la solita autocertificazione) non ci si può spostare da una regione all’altra.

La seconda deroga riguarda i residenti in Comuni con meno di cinquemila abitanti: possono spostarsi in altri paesi/città della stessa regione, ma non verso un capoluogo.

Le violazioni possono costare care: l’importo delle sanzioni per chi viola il coprifuoco va dai 400 ai 1000 euro. Nella notte di Capodanno, inoltre, sono previste anche sanzioni per chi fa esplodere botti e petardi nelle città dov’è vietato (per approfondire leggi qui: Botti di Capodanno: le multe previste).

Nei giorni di zona rossa i negozi resteranno chiusi, salvo i pochi che possono restare aperti, tra cui quelli che vendono generi di prima necessità: alimentari, edicole, farmacie ma anche alcuni altri (per approfondire leggi qui: Natale: dove fare acquisti nei giorni rossi). Chiusi al pubblico bar e ristoranti, anche se resta possibile l’asporto e la consegna a domicilio.

Tutte queste regole valgono nei giorni 31 dicembre, 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio. Il 4, invece, è zona arancione: vuol dire che si potrà tornare a muoversi liberamente all’interno del proprio Comune senza portare con sé l’autocertificazione. Non ci si potrà invece spostare verso altri Comuni, o comunque solo per motivi di lavoro, salute, necessità e con autocertificazione.

Valgono ancora, però, le due deroghe di cui sopra: quella per andare a trovare parenti/amici, anche in altri Comuni, purché nella propria regione e quella dei piccoli Comuni entro i cinquemila abitanti.

I negozi riapriranno. Bar e ristoranti resteranno comunque attivi solo per asporti e consegne a domicilio. Resta il coprifuoco all’orario canonico, cioè non si può uscire di casa tra le 22 e le 5.



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