Cronaca | News

Covid: l’allarme sulla riapertura delle scuole

31 Dicembre 2020
Covid: l’allarme sulla riapertura delle scuole

C’è chi dice no al rientro in classe, per le superiori, dal 7 gennaio. E non è uno qualsiasi, ma Walter Ricciardi, consulente del ministero della Salute.

Il 7 gennaio è il giorno fissato per il ritorno a scuola degli studenti delle superiori. Ma sarà davvero così? In teoria dovrebbe, anche se certezze si avranno probabilmente nei prossimi giorni, all’approssimarsi della fine delle vacanze di Natale.

Il Governo ha già fatto un parziale passo indietro, con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha detto di volere la ripresa delle lezioni in presenza per almeno in 50% degli alunni. L’altro 50% dovrebbe dunque continuare con la didattica a distanza (dad). Come avverrebbe la divisione e distribuzione degli studenti tra queste due diverse modalità didattiche non è ancora dato sapere.

In ogni caso c’è anche chi si dice contrario al ritorno in classe dal 7 gennaio, perché l’emergenza Coronavirus non consentirebbe una ripresa serena dei tradizionali metodi di insegnamento. Non solo: ma le restrizioni attuali, cioè la zona rossa «soft», dovrebbero continuare a restare in vigore. A sostenerlo è Walter Ricciardi, docente di Igiene all’Università Cattolica e consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, tra i cosiddetti «rigoristi», perché fautori di una linea dura contro la pandemia.

«Il lockdown natalizio andrebbe prolungato almeno fino a metà gennaio e non ci sono le condizioni per riaprire le scuole tra una settimana», ha detto Ricciardi al quotidiano La Stampa. «Per abbassare davvero la curva dei contagi, lo abbiamo visto, l’unica strada è quella di lockdown lunghi e nazionali – ha proseguito -. Anche la zona rossa ora in vigore andrebbe prolungata, almeno fino a metà gennaio, se vogliamo vedere effetti positivi. Se dal 7 gennaio, di colpo, facciamo riprendere tutte le attività, assisteremo certamente a un rialzo della curva epidemica».

«So che è impopolare dirlo, ma si possono riportare i ragazzi in classe solo con una circolazione bassa del virus, non con quella attuale – si legge ancora sul quotidiano diretto da Massimo Giannini -. Le scuole sono ambienti sicuri, ma è la situazione esterna a sconsigliarne la riapertura. Altrimenti rischiamo di richiuderle nel giro di poche settimane».

L’intervista è poi proseguita su altri temi legati all’andamento dell’epidemia. Il vaccino, per esempio, e quello che ci si aspetta dalla campagna di somministrazioni. «Se nei primi mesi del 2021 riusciremo a vaccinare le categorie più fragili della popolazione, già prima dell’estate avremo ricadute positive dal punto vista della mortalità e dei ricoveri in ospedale, alleggerendo la pressione sul sistema sanitario – ha continuato Ricciardi -. Ma per vedere risultati sul fronte dei contagi, quindi una diminuzione della circolazione del virus, bisognerà aspettare la fine dell’anno».

I no vax, per il consulente del ministero della Salute, sono trascurabili: li definisce «una minoranza rumorosa». L’obbligo vaccinale, che Ricciardi non condivide, potrebbe peraltro non essere necessario a detta sua, perché «il 70% dei cittadini italiani non è contrario ai vaccini, un altro 25% è dubbioso, ma va informato con chiarezza: alla fine potremo arrivare al 95% di copertura».



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