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Quanto dura la garanzia di un televisore?

31 Dicembre 2020
Quanto dura la garanzia di un televisore?

Televisore difettoso: come ottenere la riparazione, la sostituzione o la restituzione dei soldi spesi. 

Tempo fa hai acquistato una televisione ma ora hai notato una serie di difetti di fabbricazione che ne pregiudicano il funzionamento. Hai intenzione di riportarla in negozio per chiedere la riparazione o la sostituzione. Tuttavia non sai quanto dura la garanzia di un televisore e vuoi essere informato a dovere sui tuoi diritti. Cosa ti serve per far valere la garanzia se hai perso lo scontrino o la cosiddetta prova di acquisto? Cosa fare se il venditore dovesse declinare ogni responsabilità, affermando che la colpa è piuttosto tua e dell’uso improprio che hai fatto? Può costringerti a rivolgerti al produttore e a spedire la tv a tue spese in fabbrica? 

In questo breve articolo ti spiegheremo non solo quanto dura la garanzia di un televisore ma anche tutte le altre questioni legali collegate a questo problema. Ma procediamo con ordine. 

Televisore difettoso: quanto dura la garanzia?

Come ogni prodotto difettoso, anche il televisore ha una garanzia legale di 2 anni. «Legale» significa che è prevista dalla legge e non può essere modificata dalla parti. Tale previsione prevale quindi su qualsiasi altro patto contrario contenuto eventualmente nel contratto. Quindi, se anche ti è stato detto che la garanzia è di un solo anno, ti spetta sempre una garanzia di due anni.

La garanzia è solo di 1 anno quando chi acquista lo fa chiedendo la fattura e quindi fornendo la propria partita Iva. Ciò succede quando il bene viene utilizzato per l’attività lavorativa e quindi viene scaricato dalle tasse. 

Televisore in garanzia: cosa mi spetta?

La garanzia comporta che, se nei due anni dall’acquisto, il prodotto dovesse guastarsi, il venditore è obbligato a sostituire il televisore con un altro dello stesso tipo oppure a riparare quello acquistato entro un congruo termine. La scelta tra la sostituzione e la riparazione spetta all’acquirente e non al venditore.

L’obbligo di prestare la garanzia spetta al venditore che deve farsi carico della sostituzione o della riparazione. Non può quindi chiedere al cliente di rivolgersi a un centro riparazioni o di spedire il prodotto all’assistenza. Né può declinare la responsabilità scaricandola sul produttore. 

Se la riparazione o la sostituzione del televisore guasto non dovessero essere possibili o dovessero risultare troppo onerosi (si pensi a una tv ormai uscita fuori produzione), il cliente può scegliere tra la restituzione dei soldi (dietro restituzione del televisore) o la riduzione del prezzo d’acquisto (conservando in questo caso la tv difettosa).

Televisore in garanzia: serve lo scontrino?

Per esigere la garanzia del televisore difettoso non serve necessariamente lo scontrino anche se molti negozianti fanno credere il contrario. L’importante è dimostrare l’avvenuto acquisto presso il negozio. La prova può quindi essere fornita in qualsiasi altro modo, ad esempio con l’estratto conto della carta di credito o della tessera bancomat. Anche il semplice timbro del venditore sul libretto di istruzioni, come spesso avviene, può servire per rivendicare la garanzia. Lo scontrino insomma ha una valenza meramente fiscale.

Televisore in garanzia: come fare se il venditore declina la responsabilità?

Spesso succede che il venditore declini la responsabilità assumendo che il difetto è stato procurato dal cattivo uso dell’acquirente. 

Tuttavia, nei primi sei mesi dall’acquisto, spetta al venditore dimostrare la colpa del consumatore. Se non lo fa, il difetto si presume essere preesistente all’acquisto e quindi la garanzia non può essere negata. Dopo i sei mesi, invece, spetta all’acquirente dimostrare che il vizio è imputabile al produttore e non al cattivo uso.

Televisore in garanzia: come far valere i propri diritti

Se il venditore non dovesse riconoscere la garanzia e i diritti di cui abbiamo appena parlato, l’acquirente può citarlo dinanzi al giudice di pace per ottenere il ristoro dei danni e la restituzione dei soldi spesi, oltre ovviamente alle spese legali.

Prima della causa si consiglia di avviare un tentativo di mediazione presso un organismo situato nello stesso luogo del tribunale competente. L’incontro con la controparte potrà servire a risolvere bonariamente la vertenza senza dover ricorrere al giudice, con notevole risparmio di tempo e di costi. In questa sede non è necessaria la presenza dell’avvocato. 



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