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Incidente stradale causato dal dipendente: cosa fare?

6 Aprile 2021
Incidente stradale causato dal dipendente: cosa fare?

Il dipendente che procura un incidente stradale utilizzando l’auto aziendale può essere chiamato dall’azienda a risarcire il danno provocato e può anche subire un procedimento disciplinare.

Sei un lavoratore subordinato e, a causa delle tue mansioni, devi usare spesso l’auto aziendale. Hai provocato un incidente che ha determinato ingenti danni all’auto della società. Vuoi sapere se rischi di ricevere una richiesta di risarcimento del danno da parte del datore di lavoro.

L’utilizzo di un’auto aziendale da parte del lavoratore può essere considerato un benefit ma rappresenta anche una responsabilità.

Cosa succede in caso di incidente stradale causato dal dipendente? Cosa deve fare il lavoratore per evitare di ricevere una richiesta di risarcimento del danno? Se l’azienda riesce a dimostrare che la causazione dell’incidente è determinata dalla colpa del lavoratore, potrà agire nei suoi confronti per chiedere il ristoro del pregiudizio economico subito.

Danno all’auto aziendale: chi paga?

Sono molti i lavoratori che, per svolgere le mansioni previste dal contratto di lavoro, devono utilizzare un’auto aziendale messa loro a disposizione dal datore di lavoro.

Ma cosa succede se, nel condurre l’automobile, il lavoratore provoca un incidente che determina ingenti danni all’auto di servizio? Chi paga i danni in questo caso? Se l’incidente è stato determinato dalla colpa del lavoratore, quest’ultimo può essere chiamato dal datore di lavoro a risarcire i danni provocati all’automobile.

Per ottenere il risarcimento del danno da parte del lavoratore il datore di lavoro dovrà dimostrare la responsabilità con colpa del dipendente, il danno subito dalla vettura e il nesso causale tra il danno subito l’evento dannoso [1].

Incidente stradale causato dal dipendente: la colpa del lavoratore

Per poter verificare che l’incidente stradale è stato determinato dalla colpa del lavoratore, è necessario fare riferimento al verbale e agli accertamenti che verranno effettuati dalle forze di Polizia o dai Carabinieri intervenuti in occasione dell’incidente. Nel verbale, infatti, viene inserita una ricostruzione della dinamica dell’incidente dalla quale è possibile evincere l’eventuale colpa del dipendente. In questo in caso, l’azienda potrà procedere alla richiesta di risarcimento del danno al lavoratore.

Se la dinamica dell’incidente non è chiara, sarà possibile disporre una perizia sulle vetture coinvolte nell’incidente che, analizzando i traumi subiti dai veicoli, potrà stabilire come sono andate le cose.

Incidente stradale causato dal dipendente: il danno subito

Per quanto concerne la quantificazione del danno subito dall’azienda, di cui può essere richiesto il risarcimento al dipendente, occorre verificare a quanto ammonta il pregiudizio subito dalla vettura. Per procedere alla quantificazione è possibile avvalersi della stima effettuata dal liquidatore dell’assicurazione che, osservando il danno, potrà stimarne il valore economico.

Incidente stradale causato dal dipendente: è possibile procedere a livello disciplinare

Se la ricostruzione della dinamica dell’incidente evidenzia che lo stesso è stato prodotto dalla colpa del lavoratore e dal mancato rispetto degli obblighi previsti per la guida dei veicoli, l’azienda, oltre che chiedere al lavoratore il risarcimento del danno provocato alla vettura, potrà anche agire a fini disciplinari nei suoi confronti [2].

Condurre il veicolo in maniera impropria, non rispettare le norme previste per la circolazione stradale ed assumere uno stile di guida improprio e pericoloso possono essere considerate delle condotte negligenti. Il lavoratore, infatti, nello svolgimento della prestazione di lavoro, deve sempre rispettare l’obbligo di diligenza verso il datore di lavoro e i canoni della correttezza e della buona fede [3]. Di fronte ad una simile violazione dei propri doveri, l’azienda potrà, quindi, inviare una contestazione disciplinare al lavoratore nella quale dovrà esporre in modo specifico e dettagliato i fatti accaduti e rilevanti sul piano disciplinare.

Il lavoratore avrà 5 giorni di tempo (o il maggiore periodo di tempo previsto dal contratto collettivo applicato al rapporto di lavoro), dalla data di ricezione della contestazione di addebito, per rassegnare le proprie giustificazioni scritte o per chiedere di essere ascoltato oralmente.

Dopo aver letto le giustificazioni e, comunque, una volta spirato il lasso di tempo di 5 giorni, l’azienda potrà adottare una sanzione disciplinare nei confronti del lavoratore che, nei casi più gravi, potrà essere rappresentata dal licenziamento disciplinare.


note

[1] Art. 2043 cod. civ.

[2] Art. 7 L. 300/1970.

[3] Artt. 2104 e 2105 cod. civ.


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