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Atti nulli dell’Agenzia delle Entrate firmati dal funzionario anche se il dirigente è assente

15 Gennaio 2014
Atti nulli dell’Agenzia delle Entrate firmati dal funzionario anche se il dirigente è assente

L’atto impositivo sottoscritto dal funzionario che sostituisce il dirigente in ferie è illegittimo se il fisco non dimostra, in giudizio, che il sostituto aveva la delega da parte del titolare dell’ufficio.

È illegittimo l’atto impositivo dell’Agenzia delle Entrate, notificato al contribuente, se questo è firmato dal funzionario, in assenza del dirigente (anche se quest’ultimo è semplicemente in ferie). L’unica possibilità per il fisco di salvare la validità dell’atto è dimostrare la presenza della delega del titolare dell’ufficio in capo al funzionario.

Dunque, solo gli atti impositivi firmati dal funzionario nell’esercizio del suo potere sostitutivo possono essere considerati validi.

È quanto emerge da una sentenza della Cassazione pubblicata stamane [1].

La questione fa tornare prepotentemente alla cronaca la falla apertasi, qualche settimana fa, in merito agli atti dell’Agenzia delle Entrate firmati dai falsi dirigenti e, quindi, della conseguente nullità delle cartelle esattoriali.

La questione, sollevata inizialmente dal nostro portale (con questo articolo: “Dirigenti falsi all’Agenzia delle Entrate: cartelle Equitalia e avvisi di accertamento nulli”), è ancora sotto l’occhio della Corte Costituzionale e da essa dipenderà la validità di numerose riscossioni da parte di Equitalia.

L’atto tributario, spiega la Suprema Corte, è nullo [2] se non reca la sottoscrizione del capo dell’ufficio o di altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato. Se la sottoscrizione non è quella del capo dell’ufficio titolare, ma di un funzionario, quale il direttore tributario, di nona qualifica funzionale, incombe all’amministrazione dimostrare, in caso di contestazione, il corretto esercizio del potere sostitutivo da parte del sottoscrittore o la presenza della delega del titolare dell’ufficio; infatti il solo possesso della qualifica non abilita il direttore tributario alla sottoscrizione, dovendo il potere di organizzazione essere in concreto riferibile al capo dell’ufficio.

Questa pronuncia rafforza ancor di più la convinzione che, qualora la Corte Costituzionale dovesse dichiarare illegittima la legge che ha sanato le “false nomine” senza concorso all’Agenzia delle Entrate, ogni atto firmato da funzionari privi della qualifica dirigenziale o della relativa delega sarebbero tutti nulli.

La vicenda concreta

Nel caso di specie deciso dalla Corte, gli atti erano stati sottoscritti nell’esercizio del potere sostitutivo da parte del funzionario sottoscrittore, mentre il direttore dell’ufficio e il capo area erano assenti per ferie.


note

[1] Cass. sent. n. 654/14 del 15.01.14.

[2] Ai sensi dell’articolo 42 del Dpr n. 600/73.

Autore immagine: 123rf.com


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