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Come valutare il rischio stress da lavoro correlato?

7 Aprile 2021
Come valutare il rischio stress da lavoro correlato?

Il datore di lavoro è obbligato a valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori presenti nell’ambiente lavorativo, compreso il rischio di stress.

Sono molti i lavoratori che subiscono sul posto di lavoro condizioni ambientali stressanti che determinano, nel corso del tempo, patologie di vario genere. Proprio per questo la legge obbliga il datore di lavoro a valutare tutti i rischi presenti sul posto di lavoro per la salute dei dipendenti, anche sotto il profilo della salute psicologica.

Ma come valutare il rischio stress da lavoro correlato? Esistono specifiche metodologie per valutare questa specifica tipologia di rischio e il datore di lavoro, se non provvede ad effettuare tale valutazione, rischia di subire conseguenze sanzionatorie sia sul piano civilistico che su quello penale.

Stress da lavoro correlato: cos’è?

Lo stress da lavoro correlato è una particolare tipologia di stress che viene avvertita dal lavoratore che percepisce uno squilibrio tra le richieste e le aspettative che provengono dall’ambiente di lavoro e le sue capacità individuali di fronteggiare tali richieste.

Quando lo stress supera determinate soglie innesca delle reazioni nell’organismo che possono provocare lo sviluppo di patologie sia fisiche che psicologiche.

Stress da lavoro correlato: quali sono le fonti?

Le situazioni dell’ambiente di lavoro che sottopongono il dipendente allo stress da lavoro correlato possono essere legate sia al contesto lavorativo che al contenuto del lavoro.

Per quanto riguarda il contesto lavorativo, sono fonti di stress da lavoro correlato:

  • gli ambiti lavorativi legati a cultura e funzione organizzativa;
  • ambiguità nella definizione della carriera dell’individuo;
  • ruolo all’interno della società;
  • mancanza di autonomia;
  • difficoltà nei rapporti interpersonali.

Per quanto concerne, invece, il contenuto del lavoro producono stress da lavoro correlato:

  • orari di lavoro pesanti;
  • carichi di lavoro eccessivi;
  • inadeguata organizzazione del lavoro;
  • carenze infrastrutturali.

Vi sono delle professionalità particolarmente esposte al rischio di stress da lavoro correlato per il contenuto stesso del lavoro come, ad esempio:

  • medici;
  • infermieri;
  • poliziotti;
  • assistenti sociali;
  • insegnanti;
  • autotrasportatori.

Cos’è la valutazione del rischio da stress lavoro correlato?

Nel nostro ordinamento, il datore di lavoro viene individuato come il garante della salute e della sicurezza dei lavoratori in azienda [1]. L’obbligo di sicurezza obbliga il datore di lavoro a porre in essere tutte le misure di sicurezza che possono eliminare, o quantomeno ridurre, i rischi per la salute e per la sicurezza dei dipendenti.

A tal fine, egli deve procedere a valutare tutti i rischi presenti nell’ambiente di lavoro per la salute dei dipendenti.

Una specifica disposizione del testo unico in materia di sicurezza sul lavoro [2] prevede che anche il rischio da stress lavoro correlato debba essere oggetto di una specifica valutazione.

Occorre ricordare che, se il lavoratore subisce un infortunio sul lavoro o una malattia professionale determinata dalla mancata valutazione del rischio, il datore di lavoro rischia di dover risarcire al lavoratore il danno, quantificato secondo i criteri civilistici, e rischia anche di subire un procedimento penale se la malattia ha determinato la morte del lavoratore o lesioni personali.

Come valutare il rischio da stress lavoro-correlato?

Chiarito che la valutazione del rischio da stress lavoro correlato è uno specifico obbligo di legge resta da chiedersi come si valuta tale rischio.

A tal fine, sono disponibili delle linee guida che suggeriscono l’utilizzo, come prima fase della valutazione, di questionari o checklist che devono essere sottoposti a un campione statisticamente valido della popolazione aziendale per individuare le aree aziendali più esposte al rischio di stress lavoro correlato.

Un esempio di questionario tipo può elencare i seguenti indicatori:

  • informazioni aziendali: dati sull’assenteismo, richiese di modifica delle mansioni, numero di dimissioni, numero di assenze per malattia;
  • dati relativi al personale: mansioni, tipologie di contratto, orario di lavoro, qualità dei rapporti interpersonali;
  • dati relativi all’ambiente di lavoro: illuminazione, igiene, livelli di sicurezza, temperatura, spazi;
  • fattori di rischio: esposizione a determinati rischi come rischio biologico, chimico, cancerogeno.

note

[1] Art. 2087 cod. civ.

[2] Art. 28 co. 1 D.Lgs. 81/2008.


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