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Sintomi colesterolo alto

20 Marzo 2021 | Autore:
Sintomi colesterolo alto

Fattori di rischio, conseguenze, terapia nutrizionale e prevenzione dell’ipercolesterolemia. Le decisioni dell’Agcm sui casi relativi alla pubblicità ingannevole.

Mangi senza freni prodotti industriali, carni grasse, insaccati e affettati. Non pratichi alcun tipo di sport. Conduci una vita sregolata. Di recente, ti sei sottoposto agli esami ematochimici di routine ed il medico ti ha spiegato che i valori del colesterolo sono alti, in pratica superano la normale soglia limite di circa 200 mg/dl. Pertanto, devi seguire una precisa terapia nutrizionale e cambiare le tue abitudini di vita a partire dall’alimentazione, che d’ora in poi dovrà essere ben equilibrata, fino allo svolgimento dell’attività fisica.

Non avendo riscontrato fino a quel momento alcun tipo di disturbo, con molta probabilità, ti starai chiedendo quali sono i sintomi del colesterolo alto, quali sono le eventuali conseguenze e a quali patologie potresti andare incontro per via dell’ipercolesterolemia.

Per saperne di più sull’argomento, prosegui nella lettura del mio articolo. A seguire, troverai l’intervista al dr. Mario Coco, responsabile della nutrizione clinica ed oncologica dell’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli. Dopo l’intervista allo specialista, ti parlerò di due interessanti pronunce dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm).

Cos’è il colesterolo?

La questione relativa al colesterolo è un po’ controversa perché il colesterolo è una molecola che fa parte di tutto il tessuto cellulare del corpo umano. Molto spesso, l’ipercolesterolemia è l’effetto, e non la causa, di diete squilibrate (in termini di nutrienti) e, soprattutto, di un peso corporeo che non rientra in una condizione di normopeso.

Quindi, il problema non è il colesterolo, ma l’eccesso di peso (il sovrappeso e l’obesità) accompagnato da tutte le disfunzioni che ne conseguono. Si demonizza tanto il colesterolo, ma volendo fare un riferimento scientifico, è bene precisare che il colesterolo è una molecola che rientra quasi nel 90% della dieta mediterranea.

Quali sono i vantaggi della dieta mediterranea?

La dieta mediterranea è un esempio meraviglioso di equilibrio nutrizionale; nel 2010, è diventata patrimonio immateriale dell’umanità. Nell’ultimo secolo, si è visto che la dieta mediterranea rappresenta un protocollo che non aveva alcun paragone con nessun’altra trovata nutrizionale del nostro millennio.

La dieta mediterranea è fatta di grassi buoni e grassi cattivi (come viene definito il colesterolo), ma anche di fibre, di vitamine, di minerali, di cereali a basso indice glicemico che, nella complessità della situazione e nel sistema corpo umano, riescono a trovare un equilibrio perfetto. Il punto è che, purtroppo, si demonizza il colesterolo. In realtà, è un sistema che funziona perfettamente solo se noi lo facciamo “rendere” perfettamente.

In cosa consiste la dieta mediterranea?

La dieta mediterranea consiste nell’assumere tutta una serie di molecole protettive antiossidanti, antinfiammatorie che derivano dalle vitamine, dall’integrale dei cereali, dalla frutta, dagli ortaggi di stagione. A mio parere, il vero punto cardine della dieta mediterranea sono le quantità. Quindi, mi sento di dire che la dieta mediterranea è un nostro fiore all’occhiello, ma purtroppo non sappiamo trasformare questa idea in pratica.

Quando si può dire che il colesterolo è alto?

Il colesterolo è alto quando supera determinate soglie. Ci sono due tipi di colesterolo: uno che viene definito cattivo e l’altro che viene definito buono. Il colesterolo cattivo è definito totale ed è meglio conosciuto come colesterolo LDL (Low Density Lipoproteins), mentre il colesterolo buono e protettivo è denominato HDL (High Density Lipoproteins). Si tratta della quantità di colesterolo che circola complessato all’interno del sangue. I valori soglia cariano dai 200mg/dl nel sangue fino ad arrivare a 220 mg/dl. Superata questa soglia, si parla di ipercolesterolemia.

Come può essere l’ipercolesterolemia?

L’ipercolesterolemia può essere familiare, cioè un individuo è geneticamente predisposto ad avere più colesterolo circolante. Poi, c’è il colesterolo volgarmente definito alimentare che, invece, non è determinato dall’impatto genetico, ma è in realtà alimentato dalle cattive abitudini.

Quali sono le conseguenze del colesterolo alto?

La cosiddetta placca aterosclerotica è un restringimento del lume venoso e arterioso che va a diminuire, perché queste “goccioline di grasso ” che circolano all’interno del nostro sangue si attaccano alle pareti dei vasi e, quindi, rimpiccioliscono il lume. Chiaramente, questa riduzione del diametro dei vasi sanguigni porta ad una difficoltà nel pompaggio e nella distribuzione del sangue all’interno del nostro organismo. A lungo andare, questo può portare a dei veri e propri blocchi nel flusso sanguigno e ciò può determinare l’insorgenza di conseguenze ancora più serie.

Quali sono i sintomi del colesterolo alto?

Purtroppo, il colesterolo alto non ha sintomi. C’è sempre una visione d’insieme. Io invito sempre a vedere la situazione in maniera più ampia, poiché bisogna tenere presenti una serie di fattori come l’eccesso nutrizionale, il sovrappeso, l’eccesso ponderale, la scarsa attività fisica, un’alimentazione poco equilibrata. L’ipercolesterolemia è asintomatica. Un paziente senza alcun tipo di sintomi potrebbe correre all’ospedale per situazioni a livello cardiocircolatorio compromesse.

Come prevenire il colesterolo alto?

Il modo per accorgersene è fare prevenzione e sottoporsi ad esami ematochimici. Quindi, è buona regola fare il prelievo sanguigno ogni sei mesi per i più anziani e ogni anno fino ai 45-50 anni. C’è da dire che, però, chi ha un’ipercolesterolemia familiare (il papà, la mamma o qualcuno in famiglia con il colesterolo alto) dovrebbe fare uno screening con maggiore frequenza.

Quali sono i falsi miti da sfatare sul colesterolo alto?

Il 90% delle notizie che circolano su Internet, soprattutto in temi che riguardano l’alimentazione, sono false, fuorvianti e pericolose. Ci sono pochi professionisti che trattano bene argomenti così sensibili. Io seguo pazienti con malattie cronico degenerative e malattie infiammatorie (come i tumori), pertanto sono costretto a fornire informazioni corrette.

Ci tengo a precisare che non esistono alimenti contro il colesterolo. Tuttavia, esiste un sistema fatto di tante piccole cose che tutte insieme concorrono a far sì che il colesterolo non diventi un problema; ma non esistono i miracoli alimentari.

Ci sono alimenti da evitare per il colesterolo alto?

Sicuramente, gli alimenti che hanno un più ricco potere colesterolemico sono i seguenti: carni grasse, latticini, fritture, prodotti da forno (come biscotti) affettati, salumi, carni processate. Se vengono consumati con bassa frequenza, questi alimenti non hanno mai fatto male a nessuno, e ritorniamo al discorso relativo alla dieta mediterranea. Il problema del latte è che non dovrebbe essere somministrato dopo una certa età. L’uomo è l’unico mammifero che beve il latte anche a 70 anni.

Quali sono i soggetti maggiormente esposti al rischio di colesterolo alto?

Il colesterolo alto è un problema che può riguardare chiunque. Non è vero che colpisce solo più anziani come alcuni potrebbero pensare. È chiaro che un quindicenne che segue una dieta sregolata e non pratica attività fisica compensa il colesterolo alto in maniera più efficiente rispetto a un settantenne, però non è detto che il quindicenne non possa avere effetti collaterali. Il corpo umano è una macchina perfetta, ma funziona in maniera relativa (cioè relativa al tipo di paziente).

Come abbassare il colesterolo alto?

Si parla di terapia nutrizionale. Bisogna resettare le abitudini alimentari scorrette e affacciarsi ad un modo di vedere l’alimentazione come una forma di prevenzione. A tutti i miei pazienti dico sempre che scegliere cosa mangiare e quanto vogliamo vivere bene dipende da noi. E l’alimentazione è uno di questi fattori, mentre l’altro fattore è l’attività fisica. Queste sono cose che possiamo determinare, per il resto purtroppo non si può fare niente. Ma sono pochi a fare prevenzione.

Le case farmaceutiche ci vendono integratori miracolosi che non servono a niente. Una ricerca scientifica uscita nel 2019 raggruppa quasi un centinaio di studi che ha fatto scalpore ed ha precisato che gli integratori non servono a nulla. Se c’è questa tendenza, andremo sempre peggio.

Quali sono le patologie che possono dipendere dal colesterolo alto?

L’ipercolesterolemia incide sull’intero assetto cardiovascolare, il quale viene compromesso.

Colesterolo alto: giurisprudenza

Dopo aver approfondito il tema relativo all’ipercolesterolemia nell’intervista al dr. Mario Coco, a seguire ti parlerò di due interessanti pronunce dell’‘Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) a proposito di claim salutistici ingannevoli.

Integratori alimentari: campagna pubblicitaria ingannevole

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ha stabilito che è ingannevole la campagna pubblicitaria di un’azienda di integratori alimentari, sviluppata attraverso un utilizzo improprio dei social network (Facebook) attraverso cui viene realizzata la diffusione di messaggi enfatici circa l’efficacia dimagrante oppure relativamente ai presunti effetti curativi di alcuni prodotti in assenza di controindicazioni (“24 Kg in 4 mesi”, “ho risolto i miei problemi di colesterolo“).

Nel caso sottoposto all’attenzione dell’Agcm, è stato accertato che gli incaricati svolgevano esclusivamente attività di intermediazione, raccogliendo gli ordini e trasmettendoli all’azienda, il che evidenziava una palese culpa in eligendo e in vigilando dell’azienda committente che, soltanto all’avvio del procedimento, aveva assunto iniziative volte a vigilare e contrastare l’operato scorretto dei venditori sui social network e a responsabilizzare gli amministratori dei vari gruppi Facebook a proposito della correttezza dei contenuti dei post condivisi sul social network.

Claim salutistici non autorizzati

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) si è pronunciata anche su un caso relativo alla pubblicazione di messaggio pubblicitari con claim salutistici non autorizzati.

In particolare, l’Agcm [2] ha stabilito che è ingannevole il messaggio pubblicitario di un apparecchio per il trattamento dell’acqua minerale che utilizzi claim salutistici, anche rivolti alla prevenzione o cura di malattie quali allergie, artriti, cancro, colesterolo alto e ipertensione. Messaggio che si pone in contrasto con gli articoli 20, comma 2, e 21 comma 1, lett. b), e 23 comma 1 lett. d) e s), del Codice del consumo. I claim non sono autorizzati ai sensi degli art. 15 e 16 del regolamento n. 1924/2006/Ce ed in aperto contrasto con l’art. 8 del d.m. n. 25/2012, nella parte in cui stabilisce che i riferimenti alle prestazioni dei dispositivi di trattamento delle acque devono riferirsi esclusivamente a sostanze e/o elementi e/o parametri biologici documentati dalla letteratura scientifica comunemente accettata a livello internazionale e non rivestire carattere sanitario.


note

[1] Garante concorr. e mercato n.27612 del 27.03.2019.

[2] Garante concorr. e mercaton. 26503 del 22.03.2017.

Autore immagine: depositphotos.com


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