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Divorzio con figli: come funziona

10 Aprile 2021
Divorzio con figli: come funziona

Lo scioglimento del matrimonio in presenza di minori.

Ti sei separato da tua moglie da pochi giorni e stai già progettando un futuro insieme alla tua nuova compagna. I tuoi bambini la adorano e stai pensando di chiederle di sposarti. Prima, però, devi ottenere lo scioglimento del tuo precedente matrimonio. In questo articolo faremo il punto della situazione sul divorzio con figli: come funziona? Cosa dice la legge? I genitori che si lasciano definitivamente non devono dimenticare i loro doveri nei confronti della prole, dal mantenimento all’istruzione. Nella maggior parte dei casi, al fine di salvaguardare le abitudini dei minori, il giudice propende per l’affidamento condiviso, riconoscendo alla mamma ed al papà pari poteri nell’esercizio della responsabilità genitoriale. Solo in via eccezionale, viene disposto l’affido esclusivo se ciò risponde al superiore interesse del bambino. Se l’argomento è di tuo interesse, ti invito a prenderti cinque minuti di tempo per proseguire la lettura.

Divorzio: cos’è e quando si può chiedere?

Cominciamo subito col dire che il divorzio rappresenta la soluzione definitiva alla crisi coniugale in quanto determina lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio (a seconda che l’unione sia stata celebrata in Comune o in chiesa).

In base alla normativa, i coniugi possono chiedere il divorzio qualora sussista una delle seguenti ipotesi:

  • separazione protratta ininterrottamente per almeno 6 mesi (se è consensuale) oppure 12 mesi (se è giudiziale);
  • condanna di uno dei coniugi per un reato di particolare gravità;
  • mancata consumazione del matrimonio: tale ipotesi si verifica quando marito e moglie non hanno mai avuto rapporti sessuali dal giorno delle nozze in poi;
  • dichiarazione giudiziale del cambio di sesso di uno dei coniugi;
  • scioglimento o annullamento del matrimonio del coniuge cittadino straniero oppure se quest’ultimo ha contratto nuove nozze all’estero.

Divorzio: quali sono le tipologie?

I coniugi possono scegliere di divorziare consensualmente oppure giudizialmente. Il primo caso ricorre qualora marito e moglie raggiungano un’intesa in ordine agli aspetti personali e patrimoniali del loro rapporto (affidamento, mantenimento, assegnazione della casa coniugale, ecc.). In situazioni del genere, la coppia ha diverse possibilità: depositare un ricorso congiunto in tribunale ed ottenere il decreto che omologa l’accordo raggiunto; avviare una negoziazione assistita dagli avvocati (uno per parte); rendere una dichiarazione congiunta dinanzi al sindaco del Comune in cui è stato trascritto il matrimonio. Quest’ultima opzione, tuttavia, non vale per coloro che hanno figli minori, incapaci, portatori di handicap grave oppure non autosufficienti economicamente.

Il secondo caso, invece, sussiste tutte le volte in cui tra le parti c’è un’elevata conflittualità che solo un giudice può appianare. Pertanto, è necessario depositare un ricorso in tribunale e presentarsi all’udienza di comparizione ove il giudice dovrà accertare se la comunione di vita materiale o spirituale possa essere ricostituita o meno. Inizia quindi un processo ordinario abbastanza lungo che si conclude con una sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Divorzio con figli: come funziona

In caso di divorzio consensuale, il giudice deve valutare che l’accordo raggiunto dai coniugi sia equo e che risponda all’interesse della prole. Nel divorzio giudiziale, invece, il presidente del tribunale adotta provvedimenti temporanei ed urgenti per i minori (se presenti) ed il procedimento poi prosegue fino alla sentenza.

Quanto all’affidamento, si tende a privilegiare il regime condiviso che consente ad entrambi i genitori di adottare congiuntamente tutte le decisioni rilevanti per la prole e disgiuntamente tutte le questioni meno importanti. A titolo esemplificativo, se la mamma vuole iscrivere il figlio ad una scuola privata dovrà prima consultarsi con l’ex marito.

Se invece è stato disposto l’affidamento esclusivo, perché uno dei due genitori si è dimostrato non idoneo dal punto di vista educativo oppure si è raggiunto un accordo in tal senso (ad esempio, il papà vive in un altro continente e non può prendersi cura dei figli), allora tutte le decisioni in merito all’educazione, all’istruzione, alla crescita dei bambini verranno prese solamente dal genitore affidatario, mentre l’altro potrà intervenire qualora ritenga le stesse pregiudizievoli.

Ebbene, al di là del regime di affido previsto, ci sono due aspetti da non sottovalutare:

  • entrambi i genitori, anche se divorziati, devono comunque provvedere al mantenimento dei figli fino a quando gli stessi non raggiungano un’indipendenza economica. L’ex coniuge con il reddito più alto può essere obbligato dal giudice a corrispondere all’altro un assegno periodico, ossia un contributo mensile che copra tutte le spese ordinarie per far fronte ad esigenze quotidiane del figliolo (abbigliamento, cibo, libri, trasporto, ecc.). Tutte le altre spese straordinarie necessarie per eventi imprevedibili ed eccezionali (come, ad esempio, un viaggio studio all’estero) saranno a carico dei genitori al 50%;
  • il genitore non collocatario, ossia quello che non convive con i figli, ha il diritto di esercitare il suo diritto di visita secondo i tempi e le modalità previste dal tribunale. Ad esempio, il giudice può stabilire che i bambini vedano il padre due volte a settimana e due weekend al mese.

Cosa comporta il divorzio?

Come ti ho già anticipato, con la pronuncia di divorzio si determina lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio. Ulteriori effetti riguardano in particolare:

  • la perdita del cognome del marito. Tuttavia, la moglie può essere autorizzata dal tribunale ad usarlo anche dopo la fine del rapporto coniugale in presenza di un interesse meritevole di tutela (pensa, ad esempio, alla donna architetto conosciuta dai propri clienti con il cognome dell’ex coniuge);
  • la perdita dei diritti successori;
  • la richiesta di un assegno divorzile da parte dell’ex coniuge in stato di bisogno.


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